1/4 – Introduzione

Quando le temperature iniziano a salire, ecco che nel cielo è possibile osservare la danza che numerosi volatili fanno come benvenuto alla calda stagione estiva, inaugurando un lungo periodo di belle giornate. Proprio il periodo estivo infatti, per la maggior parte dei volatili, tra i quali ricordiamo i rondoni, è il periodo della riproduzione, della caccia e della “progettazione” del nido dove alloggiare durante il periodo invernale. Quando le femmine di rondone, depositate le uova, assistono alla nascita dei loro piccoli, si mettono subito in volo alla ricerca di cibo, ma, durante la loro assenza, può succedere che uno dei piccoli, sporgendosi dal nido, cade per terra senza essere in grado di ritornare autonomamente dalla propria mamma. Quando ci si accorge della sua presenza, non si può non notarlo e lasciarlo li in preda a numerosi pericoli, ed ecco qui una guida su Come allevare un piccolo rondone caduto dal nido.

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Un aspetto molto curioso da precisare sul comportamento delle femmine di rondone è che in caso di smarrimento di un piccolo della loro stessa specie, esse non si impegnano al fine di ritrovarlo e portarlo nuovamente a casa, in quanto potrebbe non essere figlio proprio e quindi preferiscono tenerlo lontano dal proprio nido. Quando si ritrova un piccolo rondone, come prima cosa è opportuno osservare le sue condizioni fisiche per rilevare l’eventuale presenza di traumi o lesioni importanti che mettono a repentaglio la vita dello stesso. I primi parametri da rilevare sono la temperatura e la dimensione dello sterno: se la temperatura del piccolo volatile, al tatto, risulta essere inferiore ai 38°, è bene coprirlo con un asciugamano o adagiarlo vicino ad una lampadina, così da ridurre il rischio di ipotermia acuta che potrebbe essere causa di morte. Per quanto riguarda la dimensione dello sterno, se esso ha una forma appuntita, significa che l’animale è denutrito, disidratato ed è particolarmente debole. In tal caso occorre somministrare al volatile delle gocce d’acqua, facendo attenzione a far scivolare le gocce sui lati del becco, oppure, attraverso l’ausilio di un’unghia, è possibile aprire leggermente il becco del rondone e somministrare l’acqua.

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Una volta aver provveduto al miglioramento delle condizioni fisiche del piccolo ritrovato, occorre realizzare “il nido” del volatile, rendendolo il più familiare possibile. La soluzione migliore vede l’utilizzo di una semplice scatola di scarpe, non particolarmente grande, rivestita all’interno da uno straccio non più utilizzato ricoperto da carta assorbente. Una volta aver adagiato il piccolo volatile al suo interno, è bene chiudere in buona parte la scatola con un panno non solo per proteggere il rondone alla forte luce, ma poiché si tratta di volatili arrampicatori, è un buon modo per evitare che esso esca dalla scatola e vada in giro per tutta la casa.

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Una volta che le condizioni del rondone si saranno stabilizzate, occorre provvedere alla sua nutrizione, la quale non deve essere avventata, altrimenti si potrebbero causare al piccolo dei danni irreversibili. L’alimentazione tipica dei rondoni non prevede lombrichi, cibi per cani e gatti che non sono a base di carne, ma vede l’assunzione di grilli, camole del miele o della farina (reperibili nelle pescherie), insetti vari e fuchi delle api. Un consiglio per invitare il piccolo a mangiare è quello di toccare con un dito, lavato e disinfettato, il lato sinistro del becco; a tale stimolo il rondone girerà velocemente la testa cercando di mangiare il dito e, mentre tiene afferrato con il becco il dito che lo ha accarezzato, con una pinzetta occorre inserire l’insetto e il cibo che si desidera somministrargli direttamente il gola.