Una straordinaria mostra al Palazzo Reale di Milano celebra il genio di Man Ray, una delle personalità che hanno maggiormente influenzato l’arte del XX secolo. Fotografo visionario e sperimentatore di nuove tecniche e linguaggi dell’immagine, Emmanuel Radnitzky – questo il suo vero nome – conobbe a New York le avanguardie europee per trasferirsi a Parigi nel 1921 dove fu uno dei protagonisti dei salotti frequentati da artisti e intellettuali del calibro di Marcel Duchamp, André Breton, Louis Aragon e Paul Éluard. Attraverso un percorso tematico – gli autoritratti, le muse, i nudi, le rayografie e solarizzazioni, la moda – questa mostra propone la riscoperta di un artista che, come pochi altri, ha saputo raccontare e ritrarre con spiazzante ironia i paradossi della realtà quotidiana.

Fotografia, pittura e cinema: Man Ray artista poliedrico

Pioniere dell’avanguardia e artista poliedrico, Man Ray ha spaziato nel corso della sua carriera tra pittura, fotografia, cinema e design, ridefinendo i confini dell’arte e anticipando molte delle estetiche che avrebbero caratterizzato i decenni successivi.

Man Ray fra Dadaismo e Surrealismo

Nato a Filadelfia il 27 agosto 1890, Man Ray è stato un importante esponente delle correnti del Dadaismo e del Surrealismo, affermandosi sulla scena internazionale per la vocazione alla sperimentatore e il gusto della provocazione. Conosciuto soprattutto come fotografo, girò diversi film d’avanguardia come Le retour à la raison (1923), Anémic Cinéma (1925) con Marcel Duchamp, Emak-bakia (1926), L’étoile de mer (1928), Le mystères du chateau de dé (1929).

Ha rivoluzionato il mondo della fotografia

Con le sue opere Man Ray ha saputo rivoluzionare la fotografia trasformandola da strumento documentaristico a mezzo di espressione artistica, creando capolavori come Noire et blanche o Le Violon d’Ingres. Con le sue celebri rayografie, ottenute senza l’uso della macchina fotografica attraverso l’esposizione diretta di oggetti alla luce su carta fotosensibile, ha ridefinito la concezione dell’immagine fotografica, spingendo il mezzo verso l’astrazione.

Una vita dedicata all’arte e alla sperimentazione

Grazie a un importante nucleo di materiali originali (stampe vintage, negativi, collage, documenti) la storia di Man Ray viene documentata dalla nascita, agli ambienti newyorkesi dove scopre le avanguardie europee e stringe amicizia con Marcel Duchamp, fino all’approdo parigino del 1921. Nella capitale francese viene accolto dai poeti André Breton, Louis Aragon, Paul Éluard e incontra la cantante e modella Kiki de Montparnasse, sua amata e musa. Insieme a Jean Arp, Max Ernst, André Masson, Joan Miró e Pablo Picasso, partecipa alla prima esposizione surrealista alla galleria Pierre a Parigi nel 1925. In seguito, si dedica al mondo della moda e alla realizzazione delle “rayografie” e “solarizzazioni”. Rientrato negli Stati Uniti nel 1940, torna a Parigi nel 1951, dove rimane fino alla morte nel 1976.