Se per te Ancona è solo il punto di imbarco per la Grecia e la Croazia o una città di passaggio verso le spiagge del Conero, la stai sottovalutando. Il capoluogo delle Marche è in pieno fermento creativo e sta lavorando a tanti progetti culturali (turismo.marche.it). Tra questi c’è Gioia Sperimentale, uno spazio di mille metri quadrati all’interno della Mole Vanvitelliana, il fortino settecentesco circondato dall’acqua che è il polo culturale cittadino. Destinato alla musica dal vivo, inizierà l’attività nel 2022 con un periodo di direzione artistica affidata al cantautore Manuel Agnelli.

La vita culturale di Ancona ruota proprio intorno alla Mole, che ospita anche il Museo Tattile Omero. È unico al mondo, perché qui si scopre l’arte attraverso il tatto grazie a 150 opere, tra copie in gesso e resina di capolavori classici, modellini architettonici e sculture originali di arte contemporanea. Dalla Venere di Milo alla Nike di Samotracia, fino al Partenone: basta prenotate la visita bendata o partecipate ai laboratori multisensoriali. Ma non è finita qui: Ancona è piena di luoghi da scoprire tra innovazione e tradizione, come raccontano tre insider che abitano in questa città.

Annalisa Trasatti, guida turistica della Regione e operatrice al Museo Tattile Statale Omero.
«Per me Ancona è come una vera e propria acropoli che ti ricorda perché gli antichi sceglievano i punti più alti e panoramici per costruire i loro templi. La città, infatti, è piena di belvedere. A partire da Palazzo Ferretti, sede del museo archeologico: in pochi lo conoscono, ma questo spazio fa parte della rete museale cittadina Mira e ha una spettacolare terrazza panoramica sul porto antico. Da lì, puoi raggiungere la cattedrale medievale di San Ciriaco e apprezzare la vista dal colle su cui sorge, per poi proseguire fino al parco urbano del Cardeto, raccolto attorno al vecchio faro con le sue falesie a picco sul mare. Proprio qui, durante una visita, una bambina di 8 anni mi ha detto che per lei Ancona è la città dell’infinito. Come negarlo davanti a una vista del genere! Se vuoi cambiare prospettiva sali sul colle opposto, quello di Capodimonte (partendo dal teatro delle Muse), dove si trova l’ex ghetto ebraico: lo sforzo vale la pena perché in cima c’è il Belvedere Giacomo Casanova, unico punto da cui si può avere un colpo d’occhio sul pentagono della Mole. Agli amanti dell’arte, infine, consiglio di visitare la chiesa San Francesco alle Scale per due motivi: il meraviglioso portale gotico fiorito e l’Assunta di Lorenzo Lotto conservata al suo interno».

Gaia Segattini, fashion designer (gaiasegattiniknotwear.it).
«Il famoso sapere artigianale che caratterizza le Marche ad Ancona dà il meglio di sé. Via degli Orefici ne è l’esempio: una stretta strada pedonale, tra corso Mazzini e piazza del Plebiscito, popolata di piccoli negozi artigiani, che organizzano letture ed eventi e creano addobbi speciali ognuno con la sua materia di riferimento (stoffe, tessuti, cuoio, corda, carta). La Congrega, per esempio, è un laboratorio tessile che realizza oggetti per la casa unici, riutilizzando merletti e ricami antichi. Dopo un giro di shopping, per un aperitivo o per una cena, c’è Gnaoo Gatti Bistrot. I titolari ogni giorno estraggono dal locale, come da una scatola magica, una serie di oggetti: quadri, piante, lampade, libri e li dispongono nel vicolo che ospita i tavoli all’aperto, creando un’atmosfera accogliente. Quello che fa la differenza è proprio il clima di questo angolo di centro storico salvato da traffico e routine. In via Marconi 10, nel quartiere dei pescatori, c’è un altro indirizzo da segnare: è Bobeche, un negozio vintage e di modernariato dove perdersi tra tavoli, credenze, lampade e porcellane di tutti i prezzi. La chicca del negozio? Il bagno di design!».

Ancona piazza del Plebiscito Marche
Piazza del Plebiscito ad Ancona.

La ricetta delle olive all’ascolana risale all’Ottocento. E prevede che le olive verdi in salamoia, vengano farcite con un composto tenero a base di carne macinata, rossi d’uovo, noce moscata e parmigiano.


Monica Carestia, tra le organizzatrici del festival KUM! che, ogni ottobre, propone incontri culturali.
«Ho più di un luogo del cuore ad Ancona, ma in cima alla lista c’è la Lanterna rossa, il punto più avanzato in mare del Porto Antico. È un piccolo faro, restaurato da poco, e qualche anno fa, su un muro vicino, lo street artist Icks ha realizzato un ritratto commovente di Monica Vitti, proprio dove fu girata l’ultima scena di La ragazza con la pistola di Mario Monicelli. Ma adoro anche andare a passeggiare al Passetto sul lato di Ancona dove sorge il sole. Ci si arriva dal centro, percorrendo corso Garibaldi fino al Monumento dei Caduti, dietro il quale, all’improvviso, spunta il blu del mare. Da qui, si può prendere la scalinata o un ascensore retrò per arrivare fino alle Grotte scavate nel monte dai pescatori per riparare le barche. Cancelli colorati, canoe, qualche panno steso in estate e appassionati fotografi sono la cornice usuale di questo luogo. La luce del sole se ne va presto, nel primo pomeriggio, e sembra accarezzare gli scogli. Da qualche anno poi, è arrivata in città, proprio a bordo di un peschereccio, una nuova attrazione: è un Cavallo, alto oltre 4 metri, dello scultore Mimmo Paladino, che svetta sulle mura della Mole. Aveva le gambe spezzate ma si è occupato di aggiustarle un mastro d’ascia. All’inizio è stato accolto con un po’ di diffidenza dagli anconetani, ma ora è lì coccolato da tutto il quartiere».

Ancona Passetto Monumento ai Caduti
Il Passetto con il Monumento ai Caduti ad Ancona.

Al museo Omero le opere si possono toccare, anzi, vanno toccate! A disposizione dei visitatori ci sono copie della Venere di Milo, della Nike di Samotracia, creazioni in bronzo e legno di De Chirico e Marini.


Una giornata al mare ad Ancona
La spiaggia degli anconetani è Portonovo, 12 km a sud della città. La battigia è lunga e ci sono vari stabilimenti dove ordinare cozze e bollicine. A pochi metri dall’acqua, il Clandestino susci bar di Moreno Cedroni propone menu ispirati alla storia, alla cultura e ai miti greci (morenocedroni.it).

Dove mangiare e dormire ad Ancona
→ Per lo stoccafisso all’anconetana e le olive ripiene di pesce si va al porto, al ristorante La Bitta o al locale di street food Anguì (banchina Nazario Sauro).
→ Nella cantina di Silvano Strologo assaggi il Conero Docg (vinorossoconero.com).
→ Fuori città, La Tavola dell’azienda agricola del Carmine serve verdure, olio, vino e carni prodotti sul posto. Ci si può anche fermare a dormire (doppia da 90 euro a notte colazione inclusa, a3passi.com).
→ In collina, al ristorante Aiòn delle Cantine Moroder di Montacuto, ceni tra i vigneti con un menu km0 oppure ti siedi alla pizzeria Aia. Dopo cena, puoi pernottare in una delle suite del casolare colonico (doppia da 94 euro a notte colazione inclusa, moroder.wine).

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