Nel 2026 Gibellina sarà al centro della scena culturale italiana: nominata Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, la città siciliana si trasforma in un laboratorio di creatività, riflessione critica e sperimentazione artistica.
Per tutto l’anno a Gibellina e nei comuni della valle del Belìce è in programma un ricco palinsesto di mostre, performance, residenze artistiche, incontri e progetti diffusi che intrecciano memoria, rigenerazione urbana e partecipazione civica. Una proposta culturale dal forte valore simbolico e sociale, che mette in dialogo artisti nazionali e internazionali con il territorio e la comunità.
Gibellina capitale italiana dell’arte contemporanea 2026
Portami il futuro è il titolo del programma annuale che riconosce Gibellina come un centro di sperimentazione artistica e riflessione critica. La data inaugurale, il 15 gennaio, ha un profondo valore simbolico. Coincide infatti con l’anniversario del terremoto che nel 1968 devastò Gibellina e la Valle del Belìce, riaffermando il legame tra arte, memoria e ricostruzione.
Il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, assegnato per la prima volta, sottolinea il ruolo strategico della città. Fin dalla sua rifondazione dopo il sisma, Gibellina ha affidato agli artisti un ruolo centrale nel processo civico, facendo dell’arte un motore di sviluppo, coesione sociale e memoria collettiva.
Colloqui: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot, Nanda Vigo
Alla Fondazione Orestiadi – Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina, la mostra Colloqui propone un dialogo tra cinque grandi protagoniste dell’arte italiana: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo. L’esposizione mette in luce i diversi linguaggi visivi e le traiettorie creative di queste artiste, mostrando come ciascuna abbia intrecciato memoria, sperimentazione e innovazione formale nelle proprie opere.
Il percorso espositivo guida il pubblico attraverso una riflessione sulla contemporaneità e sulla relazione tra arte e vita civile. Quella che viene restituita è la forza narrativa e poetica di queste figure storiche nel contesto culturale di Gibellina.
Dal mare: dialoghi con la città frontale
Al Teatro di Pietro Consagra di Gibellina, l’installazione Dal mare: dialoghi con la città frontale mette in relazione architettura, video e narrazione visiva. Le opere di MASBEDO con Resto e di Adrian Paci con The Bell Tolls Upon the Waves esplorano il Mediterraneo come spazio di attraversamento e memoria collettiva, invitando il pubblico a riflettere sul legame tra paesaggio, migrazione e cultura.
La disposizione delle opere dialoga con le strutture del teatro, creando un’esperienza immersiva in cui spazio, storia e contemporaneità si intrecciano.
Domestic Displacement (mappa instabile)
La mostra Domestic Displacement (mappa instabile) è in programma nel mese di giugno 2026 tra il MAC – Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao” e l’ex Chiesa di Gesù e Maria. Questa collettiva internazionale riflette sul tema degli spostamenti geografici, identitari e culturali. Lo fa attraverso le opere di artisti come Mona Hatoum, William Kentridge, Shirin Neshat, Anna Maria Maiolino, Amalia Pica, Regina José Galindo, Santiago Sierra e Zehra Doğan. Il percorso espositivo, che combina video, fotografia e installazioni, invita il pubblico a considerare le identità in movimento e le relazioni tra spazio domestico e contesto sociale contemporaneo.
Philippe Berson. Mummie
A marzo 2026, nel Belìce/EpiCentro della Memoria Viva di Gibellina, è programmata l’installazione Philippe Berson. Mummie. Realizzata in collaborazione con il RISO – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, l’opera postuma di Philippe Berson intreccia scultura e memoria, offrendo un’esperienza spaziale in cui riflettere su corpo, traccia e presenza storica.
Rossana Taormina. Luce Residua
Sempre nel Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, l’installazione Luce Residua di Rossana Taormina è parte del palinsesto artistico previsto per marzo 2026. L’opera sfrutta elementi luminosi come narrazione concettuale, evocando una condizione di sospensione tra ricordo e percezione del presente attraverso l’uso simbolico della luce.
Mediterranea: visioni di un mare antico e complesso
Ad aprile 2026, la Fondazione Orestiadi – Museo delle Trame Mediterranee propone Mediterranea: visioni di un mare antico e complesso. Con questo progetto, il Mediterraneo viene esplorato come spazio di culture, percorsi storici e conflitti. I visitatori sono invitati a riflettere sulle molteplici identità e relazioni che attraversano questa porzione di mondo.
Prisenti – Drappi processionali tra arte e rito
Nel maggio 2026 è in programma Prisenti, una mostra diffusa dedicata ai drappi processionali, opere d’arte tessile concepite da artisti come Pietro Consagra, Alighiero Boetti e Giulio Turcato per la tradizione della festa di San Rocco. L’iniziativa mette in conversazione memoria collettiva, pratica rituale e sperimentazione artistica, dando nuova centralità a manufatti che intrecciano rito e estetica contemporanea.
Terra matta. Art brut a Gibellina
Per settembre 2026 è in programma Terra matta. Art brut a Gibellina alla Fondazione Orestiadi – Museo delle Trame Mediterranee, rassegna dedicata all’Art Brut/Outsider Art con opere di artisti come Salvatore Bonura (Sabo) e Giovanni Bosco. La mostra esplora espressioni artistiche che si collocano fuori dai canoni istituzionali e si confrontano con l’identità locale, mettendo in dialogo spontaneità espressiva e significati profondi.
Liu Bolin. Macerie e Dialoghi di una vita
Nel ottobre 2026 il calendario espositivo prevede due progetti. La prima è Liu Bolin. Macerie, percorso artistico che attraversa il MAC, il Grande Cretto di Burri e altri siti del territorio interpretando la memoria delle ferite urbane attraverso l’opera di Liu Bolin. La seconda è Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra, mostra diffusa tra Gibellina, Alcamo e Salemi dedicata al collezionista Peppe Morra e alla relazione tra collezionismo, comunità e patrimonio.
Musica e arte contemporanea
Durante tutto il 2026, Gibellina ospiterà un ricco programma dedicato al dialogo tra musica, ricerca sonora e arte contemporanea. Particolare attenzione alle sperimentazioni del Novecento e alle pratiche contemporanee con concerti, performance sonore e ascolti guidati che si terranno in siti monumentali e paesaggistici del territorio del Belìce, tra cui il MAC, il Grande Cretto di Burri e piazze cittadine. Tra gli artisti coinvolti figurano nomi storici come Hermann Nitsch e Yves Klein, insieme a giovani compositori e sperimentatori contemporanei. Il percorso unisce la dimensione estetica alla convivialità e all’incontro culturale.
Performance e arti performative
Il calendario 2026 prevede performance artistiche distribuite nei principali spazi pubblici di Gibellina. Tra queste, i progetti di Elisabetta Benassi, Paolo Icaro e Zehra Doğan offriranno esperienze immersive e site‑specific che combinano teatro, danza e installazione visiva, mettendo il corpo e il gesto artistico al centro della fruizione. Le performance saranno ospitate in luoghi simbolici della città, come il Grande Cretto, la Chiesa Madre e le piazze principali, stimolando una fruizione attiva e partecipata dell’arte contemporanea.
Laboratori educational e partecipativi
Durante tutto il 2026, saranno attivi laboratori educational e attività partecipative rivolte a scuole, famiglie e cittadini, concepiti per avvicinare il pubblico all’arte contemporanea. I progetti, ospitati in spazi come la Fondazione Orestiadi, il MAC e piazze cittadine, prevedono attività pratiche di disegno, pittura, fotografia, performance e scrittura creativa. Coordinati da artisti e curatori, i laboratori mirano a stimolare curiosità, sperimentazione e collaborazione, rendendo l’arte uno strumento di apprendimento e socialità accessibile a tutte le fasce d’età.