Pedalare non è solo un modo per fare attività fisica. Sempre più spesso significa scegliere un viaggio più lento, sostenibile e capace di mettere in contatto con il territorio. Lo confermano gli Oscar del cicloturismo, il Green Road Award che ogni anno premia le migliori ciclovie italiane e le Regioni che investono nella mobilità dolce. L’edizione 2026, celebrata a Sanremo, ha incoronato la Ciclovia del Trasimeno, in Umbria, ma ha acceso i riflettori anche su altri itinerari che attraversano paesaggi spettacolari, borghi ricchi di storia e aree naturali protette. Un invito a riscoprire l’Italia seguendo il ritmo delle due ruote.
Oscar del cicloturismo 2026: vince la Ciclovia del Trasimeno
Il primo posto del Green Road Award 2026 va alla Ciclovia del Trasimeno, un percorso ad anello di circa 58 chilometri che circonda il lago umbro. L’itinerario è pensato per essere accessibile a cicloturisti con diversi livelli di esperienza e può essere percorso durante tutto l’anno.
Lungo il tragitto si alternano piccoli borghi, tratti immersi nella natura e scorci sul lago che rendono questa ciclovia una delle più suggestive del Paese. Per l’Umbria si tratta di un ritorno al vertice del premio, a undici anni dalla vittoria ottenuta con la Ciclovia Assisi-Spoleto-Norcia.
Dal Gargano all’Etruria, gli itinerari sul podio
Al secondo posto si classifica il Giro ad Anello del Gargano, in Puglia. I suoi 350 chilometri attraversano il promontorio tra foreste, altipiani e costa, collegando località ricche di storia con alcuni degli angoli più iconici del Parco Nazionale del Gargano.
Il terzo gradino del podio è condiviso da due itinerari. Il Piemonte viene premiato con la Ciclovia Via del Mare, un percorso di 470 chilometri che accompagna il ciclista dalle risaie e dai paesaggi fluviali fino all’orizzonte della Liguria. Il Lazio conquista invece il riconoscimento con la Ciclovia Etruria, lunga 430 chilometri, che attraversa campagne, siti archeologici e borghi storici, offrendo un viaggio tra natura e testimonianze dell’antica civiltà etrusca.
Le menzioni speciali: cammini, ippovie e silenzio
L’edizione 2026 ha introdotto anche nuovi riconoscimenti dedicati a diverse forme di turismo lento.
La Calabria riceve la menzione «Cammini» grazie al Cammino del Normanno, un itinerario di 163 chilometri che collega Tirreno e Ionio attraversando borghi in pietra e antiche vie di crinale.
All’Abruzzo va invece la nuova menzione «Ippovie» con l’Ippovia Gran Sasso, una rete di 687 chilometri che attraversa altipiani, pascoli e sentieri dell’Appennino.
La menzione «Silenzio», tema scelto per questa undicesima edizione, premia la Toscana con il Grand Tour Costa degli Etruschi, un itinerario di 347 chilometri tra costa, colline, pinete e macchia mediterranea.
La Sardegna conquista infine la menzione speciale della stampa grazie alla Shardana Bikeventure, un percorso di 102 chilometri che conduce alla scoperta di una parte dell’isola meno conosciuta ma ricca di fascino.
Perché il cicloturismo piace sempre di più
Il Green Road Award non premia soltanto la bellezza dei percorsi. La giuria valuta anche aspetti come la progettazione, la qualità dei servizi, la segnaletica e la capacità di valorizzare il territorio.
L’edizione 2026 ha registrato un record di partecipazione con 33 candidature, a conferma di un interesse crescente delle Regioni verso il turismo lento. Sempre più itinerari vengono progettati per offrire esperienze accessibili, sostenibili e capaci di distribuire i flussi turistici anche nelle aree meno battute.
Per chi ama viaggiare senza fretta, la bicicletta diventa così un modo diverso di conoscere il patrimonio italiano, entrando in sintonia con paesaggi, tradizioni e comunità locali.
La Francia premiata come destinazione bike friendly
Accanto ai riconoscimenti italiani, il Green Road Award ha assegnato anche il premio internazionale «Bike Friendly» alla Francia.
Secondo la motivazione della giuria, il Paese ha saputo trasformare la bicicletta in un elemento centrale della cultura del viaggio grazie a una rete capillare di itinerari, servizi dedicati e infrastrutture che favoriscono gli spostamenti su due ruote. Un modello che continua a rappresentare un punto di riferimento per lo sviluppo del cicloturismo in Europa.