Ti sarà capitato almeno una volta: sei al gate, la fila non scorre, i gruppi vengono chiamati lentamente e l’imbarco sembra non finire mai. Non è solo una sensazione. Secondo un’analisi pubblicata da USA Today, il modo in cui avviene oggi l’imbarco aereo non è il più veloce possibile. Anzi, in molti casi è volutamente meno efficiente. Il motivo non è organizzativo, ma economico.
Le compagnie aeree, secondo l’analisi del quotidiano statunitense, hanno trasformato anche questo momento del viaggio in un’opportunità per aumentare i ricavi, introducendo servizi e priorità a pagamento.
Come funziona oggi l’imbarco sugli aerei
Oggi la maggior parte delle compagnie aeree utilizza un sistema di imbarco a gruppi. I passeggeri vengono chiamati in base alla classe del biglietto, allo status frequent flyer o alla posizione del posto.
Questo metodo non è il più rapido. Studi citati da USA Today mostrano che esistono procedure più efficienti per far salire i passeggeri a bordo.
Anche far salire prima i passeggeri seduti nelle file posteriori, che può sembrare una scelta logica, non è il metodo più veloce. Il motivo è semplice: nel corridoio si creano comunque rallentamenti mentre le persone sistemano i bagagli, e questo blocca chi entra dopo.
Eppure è diventato lo standard perché è facile da gestire e soprattutto è diventato familiare per chi viaggia. Oggi i passeggeri si aspettano questo tipo di organizzazione e difficilmente si sorprendono davanti a file lunghe e tempi dilatati.
Le compagnie aeree puntano sul business
Negli ultimi anni il settore si è progressivamente uniformato. Compagnie diverse adottano strategie sempre più simili, con un obiettivo chiaro: aumentare i ricavi.
Secondo quanto riportato da USA Today, Southwest Airlines — storicamente nota per il suo sistema senza posti assegnati — ha deciso di introdurre i posti numerati. Una scelta definita molto significativa dagli analisti, perché segna un cambio di rotta dopo oltre 50 anni.
Anche altre compagnie si muovono nella stessa direzione. Delta Air Lines ha semplificato i gruppi di imbarco, mentre American Airlines ha anticipato l’inizio della procedura. United Airlines utilizza il sistema WILMA, che prevede l’imbarco prima dei passeggeri al finestrino, poi quelli centrali e infine quelli lato corridoio.
Questi cambiamenti non puntano tanto a velocizzare il processo, quanto a renderlo più gestibile e soprattutto più monetizzabile.
Il metodo più veloce esiste, ma non viene usato
Esiste un sistema considerato il più efficiente per l’imbarco aereo: si chiama metodo Steffen ed è stato ideato nel 2008 dal ricercatore Jason Steffen. Secondo gli studi citati da USA Today, questo modello permette di ridurre i tempi perché organizza l’ingresso dei passeggeri in modo da evitare ingorghi nel corridoio.
In base a questo metodo, le persone dovrebbero salire a bordo seguendo un ordine molto preciso, pensato per non fermarsi tutte nello stesso punto mentre sistemano i bagagli. In questo modo si limiterebbero le attese e il flusso diventerbbe più continuo.
Il problema è che questo sistema richiede una grande coordinazione. I passeggeri dovrebbero mettersi in fila in un ordine esatto prima di salire a bordo. Lo stesso Steffen, citato da USA Today, ha spiegato che si tratta di un metodo veloce ma più complesso da organizzare.
Per questo motivo le compagnie aeree non lo adottano. Preferiscono procedure più semplici da gestire e più in linea con il loro modello di business, anche se meno efficienti dal punto di vista del tempo.
Perché l’imbarco prioritario è diventato così importante
Uno degli elementi chiave è l’imbarco prioritario. Non si tratta solo di salire prima a bordo, ma di avere una maggiore certezza di trovare spazio nelle cappelliere per il bagaglio a mano, peraltro sempre più alleggerito seguendo le regole ferree delle compagnie low cost.
Secondo l’analisi riportata da USA Today, proprio questa “ansia da bagaglio” spinge molti passeggeri a pagare per salire prima. Le compagnie aeree sfruttano questa dinamica offrendo servizi extra a pagamento.
Le entrate ancillari, cioè quelle derivanti da servizi aggiuntivi come scelta del posto e bagagli, sono in forte crescita. Una stima citata nell’articolo parla di 157 miliardi di dollari a livello globale nel 2025.
In questo contesto, un imbarco meno efficiente diventa un vantaggio economico. Più il processo è percepito come incerto, più aumenta il valore dei servizi che promettono comodità e priorità.
Cosa aspettarsi in futuro quando sali a bordo
Nonostante i passeggeri abbiano ormai competenze digitali consolidate, siano sempre più abituati ai trasferimenti aerei e cerchino flessibilità ed efficienza quando viaggiano, è improbabile che le cose cambino nel breve periodo.
Secondo gli esperti citati da USA Today, le compagnie potrebbero addirittura aumentare il numero di gruppi di imbarco, creando gerarchie ancora più dettagliate.
Questo significa che il processo potrebbe diventare ancora più segmentato. Chi paga di più o ha uno status più alto continuerà ad avere accesso prioritario.
Alla fine, l’imbarco aereo non è solo una questione di organizzazione. È diventato parte integrante del modello di business delle compagnie. E questo spiega perché, anche se esistono metodi più veloci, difficilmente li vedremo applicati su larga scala.