A casa mia si capisce che è iniziata l’estate quando cominciano a sostare in corridoio due valigie, una bianca e una rossa. La prima è per i weekend, la seconda per i viaggi un po’ più lunghi. Non c’entrano le dimensioni, c’entra solo l’abitudine e il piccolo corredo di “indispensabili” che sbatacchiano al loro interno, distribuiti in base alla durata del soggiorno e alle necessità. Riempire il bagaglio di cose inutili, dimenticando proprio quel che serve (lo spazzolinoooo!) è un grande classico delle partenze, soprattutto quando sono improvvisate. Per questo bisogna essere preparati. Mi è capitato di trovarmi davanti allo spettacolo di un paesaggio lagunare con quattro fantastici parei e nessuno spray anti-zanzare.

Bagaglio leggero per tutte le mete e tutte le permanenze

La cosa buona è che da quando esistono i voli low cost ho imparato a concentrare tutto in un trolley, anche se viaggio in auto o col treno. Il diktat 55x40x20 è così entrato nelle nostre teste che ormai riusciamo quasi tutti a stipare l’impossibile dentro un borsone con le rotelle. Il tema è il peso. Che nel mio caso rimane inchiodato a 10 chili, che vada 2 giorni a Rapallo o 15 a Bangkok. Un paradosso che mi sfugge. Vuol dire che porto troppo nel primo caso e troppo poco nel secondo. Diciamo troppo in generale. Qualsiasi sia la permanenza o la meta, almeno la metà dei vestiti amorevolmente impilati nella borsa ritorna intonsa. Segno che veramente ci basta poco. E che quei sandaletti infilati all’ultimo, seguendo il richiamo del “se non ora quando”, non solo non sono necessari, ma ci saranno persino d’intralcio quando a fatica cercheremo un buco, sulla via di casa, in cui ficcare l’acquisto fatto in loco. Magari proprio un paio di sandaletti nuovi, più belli e più comodi di quelli di città, che abbiamo a conti fatti scomodato a vuoto.

Bagaglio leggero: impariamo dalla GenZ

Dunque, se già ci sembra di essere essenziali, abbiamo capito che si può fare di più. Magari imparando dalla Gen Z che, essendo abituata a prendere l’aereo come noi il tram, è molto più brava a muoversi leggera, temprata un po’ dall’esperienza, un po’ dall’indigenza legata all’età. Ma soprattutto dalle offerte di certe linee aeree, che propongono voli a prezzi stracciati in cambio di bagagli peso piuma. Mia figlia, per dire, che fa la pendolare tra Milano e l’Olanda, ormai quando parte sembra che vada a scuola. In uno zainetto da 20 litri riesce a stivare un guardaroba minimale, più felpa e computer. Non è un accessorio, è uno stile di vita).

Checklist per il bagaglio leggero

In tempi di incertezze e flessibilità, occorre essere agili. Di mosse e di pensiero. Sgravarsi del superfluo. Alleggerire il necessario. Un paio di flip-flop per il giorno e la sera. Un cambio basico di mutande e magliette. Il beauty case di prodotti “due-in-uno”. E i libri? A quelli purtroppo non si può rinunciare. L’estate è la stagione del recupero. Il porto franco in cui, liberi finalmente da call e da notifiche, ci concediamo il lusso di immergerci a peso morto nei romanzi e nei saggi che abbiamo lasciato a prender polvere per mesi. E divorarli tutti d’un fiato, senza intervalli e senza colpi di sonno.

Come organizzare i libri da portare in vacanza

E come la mettiamo col bagaglio? Per chi, come me, ama leggere su carta, ci vuole strategia. I tomi sopra le 300 pagine si possono mettere nella borsa a mano e consumare durante le attese (treni, aerei, traghetti ne offrono parecchie), possibilmente mettendosi comodi perché pesano. In spiaggia funzionano i volumetti flessibili e leggeri, da maneggiare anche da sdraiati e da infilare in valigia dentro ogni fessura. La regola aurea? Un titolo nuovo, un autore di culto, un grande classico da riscoprire, poesie e racconti per le letture veloci. Peso totale: non più di 2 chili. Device a casa. Il resto, vestiti. Certo, talvolta bisogna scegliere. Tra Allende e una T-shirt, che preferite?