Come riprendersi dagli orari delle vacanze e dal jet lag

Credits: Corbis

Soprattutto d'estate i viaggi da una parte all’altra del mondo sono ormai un’abitudine per milioni di persone e la differenza di fuso orario colpisce indistintamente pressoché tutti i viaggiatori, sballandone i bioritmi. Il jet lag o "sindrome da fuso orario" è quindi una condizione fisiologica che deriva dall'alterazione dei normali ritmi circadiani, conseguente alla variazione di fuso orario.

Credits: Corbis

Nei viaggi aerei che coprono lunghe distanze, lo spostamento attraverso almeno 2-3 meridiani (che corrispondono a 2-3 ore in più o in meno rispetto al fuso orario abituale) può provocare una dissociazione parziale e temporanea tra gli stimoli del proprio ritmo biologico e quelli ambientali percepiti. Di conseguenza l'organismo è costretto a sincronizzare velocemente il proprio "orario fisiologico" con il nuovo periodo luce/buio della zona di destinazione.

Credits: Corbis

Il jet lag può avere una serie di disturbi temporanei, che hanno durata e severità proporzionali al numero di fusi orari attraversati, alla direzione del volo (est o ovest) e all'ora di partenza e arrivo. L'adattamento dell'organismo al nuovo ritmo biologico necessita spesso di qualche giorno e si risolve raggiungendo la completa sincronizzazione con il ciclo giorno-notte della destinazione.
I principali sintomi sono: senso di malessere, difficoltà nel rimanere vigili, affaticamento durante la giornata, problemi gastrointestinali.

Credits: Corbis

Uno dei rimedi per riprendersi dal jet lag è quello di usare la luce del sole per ripristinare l’orologio interno: la luce è infatti lo strumento più potente esistente in natura per regolare i ritmi sonno-veglia. Quindi prima di partire basterà pianificare quali saranno i momenti migliori per esporvi al sole, sulla base della località di partenza, della località di arrivo e delle vostre abitudini. Per facilitare il compito, online ci sono a disposizione diversi calcolatori di jet lag. Altro rimedio è idratarsi in continuazione, bevendo tanta acqua sia prima che durante che dopo il volo, come pure è meglio fare il pieno di sonno prima del viaggio, perché l’insonnia peggiora il jet-lag. E poi bisogna sfatare un mito: al jet lag non ci si abitua, perlomeno non più di tanto. Non importa quante volte si effettua quel determinato viaggio, il jet lag è sempre in agguato.

Credits: Corbis

Poi esiste un altro tipo di "jet lag" che è quello del vacanziere. Ovunque uno sia, quando è in vacanza ha dei ritmi e degli orari diversi da quelli del resto dell'anno. Quando si è in vacanza, infatti, non si hanno più orari né regole: si vive alla giornata senza dare importanza all'orologio. E anche questo può essere un fattore di stress quando si rientra alla vita normale. La sindrome da rientro è dire addio al dolce far niente sotto l'ombrellone e ricominciare col tran tran giornaliero. Questo provoca nel soggetto una serie di brutte sensazioni che lo fanno diventare lagnoso e irritabile.

Credits: Corbis

La vacanza è spesso sinonimo di sregolatezza di orari, cambio dei ritmi sonno-veglia e si tende ad eccedere con gli alcolici, e talvolta ci si lancia in sport estremi o di resistenza senza l'adeguato allenamento o preparazione alimentare. Per ultimo, si rischia di tornare dalle vacanze con qualche chilo di troppo. Quindi una volta tornati a casa, oltre a riadattarsi alla vita di tutti i giorni, bisogna cercare di rimettersi in riga. Quindi bisogna curare l'alimentazione, bere regolarmente acque ricche di sali minerali per mantenere in equilibrio facoltà intellettive e l'umore, e dedicare ogni giorno a una leggera attività fisica per mantenersi attivi e non interrompere di colpo i benefici che si sono acquisiti durante le vacanze.

Credits: Corbis

La sindrome da post-rientro, anche detta "mal di ritorno", non deve essere sottovalutata perché può portare problemi anche di non lieve entità, come la depressione, la malinconia, l'ansia e la stanchezza. Infatti è molto faticoso riuscire riprendere la solita vita dopo le tanto desiderate vacanze. E per superare questo "shock" bisogna continuare a prendersi cura di sé e stare molto tempo all'aria aperta. Poi è utile mantenere i contatti con le persone amiche conosciute in vacanza, che portano buonumore e una sensazione di clima vacanziero. Infine è anche molti utile pensare e programmare il prossimo viaggio, anche fosse solo un weekend, ma sarà utile a dare la carica per andare avanti e non ricordare solo il passato.

Foto

Il jet lag non è solo una questione di fuso orario ma anche di ritmi. Come ritornare in attività

Riproduzione riservata