C’è chi la ama alta e soffice, chi sottile e croccante, chi resta fedele alla margherita e chi sperimenta: l’unica certezza è che la pizza è uno dei cibi più conosciuti e amati in tutto il mondo. Dopo la classifica delle migliori 50 pizzerie d’Europa, 50 Top Pizza – in occasione dell’European Pizza Show – ha presentato la classifica delle 50 migliori catene di pizzerie artigianali del mondo. Un viaggio che attraversa continenti e stili diversi, ma che parte, ancora una volta, dall’Italia.

Che cos’è 50 Top Pizza, la guida che racconta la pizza nel mondo

50 Top Pizza è oggi uno dei punti di riferimento internazionali per chi si occupa di pizza di qualità. Nato come progetto editoriale indipendente, il ranking viene curato da un team di esperti del settore gastronomico e racconta ogni anno lo stato dell’arte della pizza nel mondo, attraverso classifiche dedicate alle migliori pizzerie in Italia e all’estero e alle migliori catene artigianali che sfornano ogni giorno, nelle sue mille varianti, la prelibata specialità di origine partenopea ma ormai consumata e apprezzata in ogni angolo del pianeta.

Le catene premiate, pur avendo più sedi, mantengono un approccio artigianale, attenzione alle materie prime e identità riconoscibile. La classifica delle World Artisan Pizza Chains viene annunciata durante l’European Pizza Show, uno degli appuntamenti più importanti per il settore a livello internazionale.

Il primato italiano nella Top 10: un riferimento che resta centrale

Guardando alla Top 10, un dato emerge con chiarezza. L’Italia è il Paese più rappresentato, con tre catene su dieci, e conquista il primo posto assoluto. Un primato simbolico e qualitativo che conferma quanto la tradizione italiana, e in particolare quella napoletana, continui a essere il modello di riferimento anche all’estero.

Le prime 10 catene di pizzerie artigianali del mondo

1. Da Michele (Italia)

Al primo posto si classifica Da Michele, vera istituzione nata a Napoli oltre 150 anni fa. Oggi conta numerose sedi nel mondo, ma resta fedele alla sua identità: poche pizze in carta, impasto tradizionale e la celebre pizza “a ruota di carro”, così grande da uscire dal piatto. Il locale storico di via Cesare Sersale, definito spesso il “tempio della pizza”, è diventato iconico anche grazie al cinema.

2. Big Mamma Group (Francia)

Secondo posto per Big Mamma Group, la catena francese che ha costruito il suo successo su un format vivace e riconoscibile. Cucina italiana, atmosfera conviviale e locali scenografici sono il marchio di fabbrica di un gruppo presente in diverse città europee.

3. Grosso Napoletano (Spagna)

Sul terzo gradino del podio c’è Grosso Napoletano, che ha fatto della pizza napoletana autentica il cuore della sua proposta. Nata in Spagna, la catena è cresciuta rapidamente, mantenendo una forte identità legata alla tradizione partenopea.

4. Bráz (Brasile)

Al quarto posto si trova Bráz, una delle realtà più interessanti del panorama brasiliano. Qui la pizza artigianale dialoga con ingredienti locali e una visione contemporanea, dimostrando come la tradizione italiana possa essere reinterpretata senza snaturarsi.

5. Luigia (Svizzera)

Quinta posizione per Luigia, catena svizzera che propone cucina italiana e pizza artigianale con un’attenzione particolare all’accessibilità e alla costanza della qualità, elementi chiave del suo successo.

6. Pizza Pilgrims (Regno Unito)

Sesta in classifica Pizza Pilgrims, nata a Londra come progetto itinerante e diventata un punto di riferimento per la pizza napoletana in chiave pop. Un mix di spirito street, passione italiana e grande riconoscibilità.

7. Berberè (Italia)

Settimo posto per Berberè, una delle catene italiane più apprezzate per la ricerca sugli impasti, l’attenzione alla sostenibilità e un approccio contemporaneo alla pizza, senza perdere il legame con la tradizione.

8. 400 Gradi (Australia)

All’ottavo posto c’è 400 Gradi, realtà australiana che ha portato la pizza napoletana dall’altra parte del mondo. Un esempio di come la tradizione italiana possa diventare globale mantenendo rigore e qualità.

9. Errico Porzio (Italia)

Nona posizione per Errico Porzio, nome molto amato a Napoli e non solo. Le sue pizzerie raccontano una pizza popolare, riconoscibile e profondamente legata alla cultura partenopea.

10. Gruppo Peppe (Francia)

Chiude la Top 10 il Gruppo Peppe, catena francese che celebra la pizza napoletana con passione e rispetto per la tradizione, diventando un punto di riferimento soprattutto a Parigi.

Non solo Top 10: l’Italia protagonista anche nella Top 50

L’Italia è inoltre il Paese più rappresentato nella top 50, con una presenza diffusa lungo tutta la graduatoria. Come detto, al primo posto svetta Da Michele, seguita, poco più sotto, da Berberè al settimo posto ed Errico Porzio al nono.

Scendendo nella classifica, la tradizione italiana continua con Sorbillo, che occupa la dodicesima posizione, e Vincenzo Capuano, tredicesimo. Poco dopo compaiono Peppina, diciottesima, e La Braciera, diciannovesima, mentre al ventiduesimo posto si trova Fradiavolo. Nella parte centrale della classifica figurano anche Capuano’s (ventiseiesimo posto), Alice Pizza (ventisettesima) e L’Elementare, che si colloca al ventottesimo.

Proseguendo, l’Italia è rappresentata da Via Tribunali, trentatreesima, seguita da Pizzium al trentaquattresimo posto, Rossopomodoro al trentacinquesimo e Fratelli La Bufala al trentaseiesimo. La presenza italiana continua con Napulé, trentasettesima, OLIO – welovepizzanapoletana al trentottesimo, Da Zero al trentanovesimo e Vasinikò al quarantesimo posto. Nella parte finale della Top 50 compaiono infine Pummarola, quarantatreesima, Da Nanni, quarantacinquesima, e 60 secondi per Napoli, al quarantasettesimo posto.