Nella sconfinata Lapponia, regione geografica e culturale estesa su quattro nazioni (Finlandia, Norvegia, Svezia e Russia), una rondine non fa primavera. Nel regno della notte polare, dove il buio domina l’orizzonte da metà novembre a metà gennaio, le stagioni non sono quattro ma otto. Si scopre a Levi, località finlandese nel comune di Kittilä, lungo il parallelo 67,8° di Latitudine Nord, circa 170 km sopra il Circolo Polare Artico. «Noi lapponi dividiamo la “bella stagione” in quattro periodi: Hankikanto, da fine marzo a fine aprile, quando la neve diventa compatta e le giornate si allungano, Kevät, a maggio, quando la neve scompare, Kesä, da giugno a luglio, quando il sole invece non scompare neanche a mezzanotte, e Loppukesä, ad agosto, momento in cui le giornate si accorciano ma è ancora possibile raccogliere mirtilli e bacche» racconta Sanni Salpamäki, coordinatrice dell’ufficio locale del turismo, che vive a Levi.

A Levi in Finlandia tra escursioni e foraging

Sanni, al primo cenno di primavera, raggiunge gli isolati chalet in legno che circondano il Parco Nazionale di Pallas-Yllästunturi per godersi il silenzio, un barbecue nella taiga ricamata da pini, abeti e betulle, e una sessione di foraging intorno al lago Aakenusjarvie: un’escursione amata dai locali, organizzata oggi anche per i turisti dall’agenzia Lapland Safaris. Chi partecipa riceve una tradizionale kuksa, tazza in legno usata dai lapponi per bere e raccogliere frutti. Non solo mirtilli neri e rossi, abbondanti d’estate, ma anche gemme di pino mugo, impiegate per tisane balsamiche, e il preziosissimo lichene, adoperato oggi a piccole dosi dai top chef ma mangiato in grandissime quantità dall’animale simbolo della zona, tanto da guadagnarsi il soprannome di “cioccolato delle renne”.

Nella farm delle renne tutta al femminile

Lo racconta ridendo Johanna Hietanen, tra le pochissime donne lapponi a occuparsi di renne. Il suo allevamento, la Ounaskievari Reindeer Farm, è nel villaggio di Köngäs, a 7 km da Levi. «Nessuna legge in Finlandia vieta alle donne lapponi di allevare le renne, ma è sempre stata un’attività maschile portata avanti dai Sami, l’unico popolo indigeno rimasto e riconosciuto dall’Unione europea» spiega Johanna. In inverno, le renne stanno al caldo in fattoria, in primavera e d’estate, pascolano libere nella foresta, monitorate però con il gps tramite moderne applicazioni per smartphone.

Nel resto del mondo si usa My Tracker per tracciare per esempio veicoli e valigie, Johanna mostra invece sul suo telefono l’icona a forma di impronta dell’app Hitta renmärke. «Sullo schermo le mie renne sono segnalate con dei puntini verdi, ma» prosegue Johanna «se diventano rossi, significa che l’animale non si muove da troppo tempo e potrebbe essere ferito, quindi sfreccio nella taiga anche per centinaia di chilometri e lo raggiungo». D’estate, Johanna ha più tempo per dedicarsi al suo secondo lavoro, il turismo: nella caffetteria della sua tenuta, dentro una tradizionale Kota, la tenda in stile “Tipii”, serve ai turisti caffè intorno al fuoco insieme a una fetta di Leipäjuusto, la cheesecake locale con lamponi gialli artici (ounaskievari.fi).

Ad Alta in Norvegia visita il museo di incisioni rupestri a cielo aperto

Un tempo lontanissima, oggi raggiungibile da Helsinki e Kittilä a bordo dei voli freschi di lancio della compagnia aerea Finnair, la cittadina di Alta, la più grande dell’estremo nord della Norvegia, rivela un altro volto della primavera. Qui, dove in genere i turisti approdano d’inverno a caccia di aurore boreali, in primavera-estate lo scioglimento della neve permette di scoprire circa 3.000 incisioni rupestri, alcune risalenti a 7.000 anni fa e trasformate in un museo a cielo aperto, proclamato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Per scoprire i segreti di quest’arte millenaria si raggiunge Jiepmaluokta, località a 4 km da Alta, lungo uno scenografico fiordo: le rocce si ammirano in libertà da lunghe pensiline in legno, ma vale la pena prenotare una visita guidata e ascoltare le affascinanti spiegazioni dei disegni, che mostrano la quotidianità dell’epoca, dalla caccia all’orso ai paesaggi. I tracciati a disposizione dei turisti sono due, uno più breve di 1,2 km, l’altro di 1,9 km (altamuseum.no).Lo scioglimento della neve svela un altro tesoro artico impiegato da secoli come rivestimento per abitazioni e per il design d’interni: si scopre a Pæskatun, cava di ardesia a conduzione familiare, che produce rocce tra le più pregiate al mondo, dove solo in primavera e d’estate si può assistere alle fasi di lavorazione e partecipare a workshop creativi, realizzando preziosi sottobicchieri personalizzati (peskatun.no).

Di sera, quando aumenta la luce, il centro di Alta è in fermento, si esce più spesso a cena e tra i posti preferiti dai locali c’è il ristorante Erica Hat & Vin Bar, dove assaggiare bistecche di renna e stoccafisso norvegese ma anche piatti vegan. Di fronte al locale c’è il simbolo della città, la Cattedrale dell’Aurora Boreale, chiesa in titanio dall’architettura a forma di spirale, ispirata ai sinuosi movimenti del celebre fenomeno luminoso.

Da Honningsvåg a Kirkenes prova la crociera al confine del mondo

Arrampicandosi sempre più a Nord per circa 200 km, percorribili in auto in 3 ore, si arriva a Honningsvåg, il comune più settentrionale della Norvegia continentale, porta d’accesso a Capo Nord e spesso definito “la fine del mondo”. In questo piccolo porto e avamposto navale, affacciato sul gelido mare di Barents, ci si sente catapultati in una terra di frontiera: qui, “sul tetto d’Europa” il paesaggio è aspro, dominato da una natura dal fascino drammatico tutto fiordi, scogliere e mezzi spartineve sempre pronti all’uso. Honningsvåg e il suo Nordkappmuseet (Museo di Capo Nord) svelano le dure condizioni di vita della regione e la storia dello sviluppo turistico dell’area attraverso cimeli e mostre fotografiche in bianco e nero.

A un passo dal museo attraccano le navi della compagnia di Havila Voyages che collegano le città norvegesi di Bergen, nella zona sud-occidentale, e Kirkenes, nell’estremo nord-est della contea di Finnmark, navigando lungo la storica rotta del “postale dei fiordi”. A bordo, dalle lunghe vetrate dell’elegante lounge bar o dagli oblò delle cabine, la primavera artica sfoggia il suo volto più affascinante, alternando scogliere ancora colme di neve a borghi gioiello. Punteggiati dall’erica selvatica in fiore che trasforma l’orizzonte in un delicato acquerello ancora tutto da esplorare.

Ci arrivi così

A partire dal 9 aprile (fino al 22 ottobre 2026) è più facile atterrare nella remota Lapponia grazie ai nuovi voli della compagnia aerea finlandese Finnair: i collegamenti da Helsinki ad Alta, con scalo a Kittilä/Levi, sono attivi cinque volte a settimana.Si vola a bordo di un aeromobile ATR da 68 posti e la durata del tragitto è di circa 3 ore e 10 minuti. Le tariffe da Milano Malpensa per Kittilä/Levi (con scalo a Helsinki) partono da 240 euro A/R, da Milano Malpensa per Alta (con scalo a Helsinki e poia Kittilä/Levi) partono da 270 euro A/R (finnair.com).

Gli chalet dove dormire

  • Aurora Pyramids Hotel: a pochi chilometri da Levi, chalet in legno con spaziose camere da letto, tetto in vetro per ammirare d’estate il sole a mezzanotte e d’inverno l’aurora boreale. La struttura ospita tutto l’anno un villaggio dedicato a Babbo Natale ed escursioni outdoor. Chalet doppio in b&b da 229 euro (hulluporo.fi).
  • Ad Alta c’è Bjørnfjell Mountain Lodge: camere di design nella natura con ristorante gourmet. Doppia in b&b da 243 euro circa (bjornfjell.com).

Le informazioni per il viaggio

Per il viaggio: visitalta.no. Per le escursioni in Finlandia: laplandsafaris.com. Per informazioni sulle crociere di HavilaVoyages è attivo il sito havilavoyages.com (la trattada Honningsvåg a Kirkenes dura circa 18 ore e costa da 95 euro a persona).