Il bullismo si vince a scuola

Credits: Olycom
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Bulli e vittime: apparentemente agli antipodi ma uniti dalla solitudine, dall'incapacità di esprimere le proprie emozioni e di relazionarsi in modo "sano" con i coetanei. Il bullismo è un aspetto odioso delle relazioni giovanili, con numeri impressionanti e ripercussioni fino all'età adulta, sia per chi è protagonista (il bullo), sia per chi subisce (la vittima).
Per cercare di arginare questa problematica sociale arriva un progetto (oggi alla quarta edizione) per sensibilizzare i bambini fin dalla più tenera età. Siamo Tutti Capitano, progetto di prevenzione reso possibile da Farmaceutici Dottor Ciccarelli, si rivolge infatti già alle scuole dell'infanzia, oltre che nelle primarie. Per cercare di fermare il problema fin da quando si gettano le basi del bullismo: la leadership negativa che comincia ad instaurarsi già intorno ai 3 anni di età.
Infatti, pur non potendo parlare di bullismo vero e proprio, anche nelle scuole dell'infanzia i bambini sperimentano lotte tra i più forti e i più deboli. In un'età delicatissima, nella quale le emozioni non sono perfettamente codificate. È proprio qui che bisogna intervenire per insegnare le regole della grammatica delle emozioni ed educare ad un atteggiamento positivo. Quando il bimbo prevale e prevarica i compagni non ha la capacità di mettersi nei panni della vittima, non capisce quanto può nuocere all'altro. Instillare l'empatia fin dalla più tenera età è il segreto per arginare il bullismo. Senza dimenticare che la famiglia gioca un ruolo fondamentale: Siamo Tutti Capitano porta l'esperienza scolastica anche a casa, per una prevenzione che diventa a 360 gradi.

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Un progetto per allenare i bambini alla leadership positiva... fin dalla scuola dell'infanzia

Gli Italiani e il Bullismo è una ricerca condotta da AstraRicerche per Siamo Tutti Capitano a inizio progetto per sondare conoscenza e sensibilità sul tema. Un fenomeno di cui il 40% degli Italiani dichiara di essere stato vittima durante la propria esperienza scolastica e che non sembra esclusivamente legato all’età dell’adolescenza ma che si sta diffondendo anche tra i bambini.

Importantissimo è anche assumere gli atteggiamenti giusti in famiglia per evitare di crescere piccoli bulli o potenziali vittime. Ecco cosa fare...

Nella mente degli italiani le azioni maggiormente classificate come atti di bullismo sono quelle che si rifanno al bullismo fisico (97,4%); seguite a breve distanza da quelle del cosiddetto bullismo verbale (minacce, prese in giro, appellativi dispregiativi, 90,2%).
Gli aspetti caratteriali sono il primo elemento, secondo chi ha risposto al sondaggio, che scatenano atti di bullismo (44%) e il bisogno di attirare l’attenzione su di sé sembra essere l’elemento che principalmente muove i bulli (61%).
Gli Italiani pensano che soprattutto apertura e dialogo siano gli atteggiamenti giusti per affrontare questo problema (92,6%), che si può prevenire secondo un italiano su due proponendo a bambini e ragazzi modelli di comportamento vincenti e positivi ma non aggressivi.

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