A Natale, il corredino per la piscina

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In morbida spugna, l'accappatoio per i bimbi che vogliono essere indipendenti (Imaginarium, 34,90 euro)

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Un'idea regalo insolita, che piacerà alle neomamme. Tutto l'occorrente per la piscina, perché dai tre mesi di vita il bebè può nuotare e fare immersioni in apnea, grazie all'acquaticità neonatale.

Cos'è? Leggi qui, e intanto scopri i pensieri più utili!

Si chiama acquaticità neonatale, ed è il corso che molte piscine, attrezzate con vasca piccola e spogliatoi adeguati, dedicano ai bambini, dai tre ai dodici mesi di vita. Perché così presto? Perché l'acqua rappresenta l'elemento essenziale dei neonati, quello che li riporta dentro la pancia della mamma. Una "consistenza" familiare, una libertà di movimenti che non hanno nel quotidiano, uno scambio affettivo con il genitore, che li accompagna in un momento di sviluppo psico-motorio fondamentale, nonostante i pochi mesi di vita.
I vantaggi di un approccio precoce alla piscina sono molteplici: a livello fisico il bambino rinforza il sistema cardio-circolatorio, respiratorio e l'apparato scheletrico. A livello socio emotivo, acquisisce maggiore fiducia in se stesso e impara a socializzare, interagendo con altri neonati.
Cosa si fa durante il corso? Le lezioni, della durata di circa trenta minuti, servono per stimolare visivamente il bambino, e spignerlo ai primi movimenti. Naturalmente, è fondamentale la presenza di un genitore e di un istruttore qualificato.
Sembra impossibile, ma dopo pochissime lezioni il bimbo sarà in grado di fare delle brevi immersioni in apnea, istinto naturale che, se praticato prima dei sei mesi, renderà più confidenziale il rapporto bambino-acqua. Esiste, infatti, un meccanismo chiamato "glottide" che consente di bloccare il respiro in immersione. Tale meccanismo è naturale nei primi sei mesi di vita in quanto il bambino è rimasto per nove mesi nel ventre materno.In seguito, le valvole vengono chiuse automaticamente al momento dell'immersione. E se il bambino beve? Spesso, ci sono casi di bevuta, che spaventano più i genitori che i bambini stessi. Basta  tranquillizzarli, e ricordare che per loro dev'essere tutto un gioco!

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