Psicomotricità: educare mente e corpo del bambino

Credits: Corbis
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Una delle attività più complete che si possano far svolgere a un bambino è senza dubbio la psicomotricità, pratica in grado di armonizzare le diverse aree di sviluppo.
Il corpo è per i più piccoli il primo veicolo emozionale, un linguaggio dominante tramite il quale si manifesta, in modo istintivo, la personalità.
Questo è un aspetto fondamentale in psicomotricità, disciplina che vuole stabilire un equilibrio mente-corpo-emozione attraverso il gioco e il divertimento spontaneo.

"La branca della psicomotricità più relazionale, che fa riferimento nello specifico alla pratica psicomotoria di Bernard Aucouturier e André Lapierre, si rivolge a qualsiasi bambino nella fascia d'età compresa tra i 2 e gli 8 anni". Ce lo spiega Davide Fiorentini, educatore e psicomotricista a Milano presso Mitades - Associazione che si occupa di promuovere il benessere dell'infanzia e Nido.

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Una disciplina che aiuta il bambino nell'integrazione delle sue componenti emotive, intellettive e fisiche: ecco cosa c'è da sapere

La pratica psicomotoria si fonda sulla convinzione che si possa apprendere anche attraverso la saturazione del piacere. Intendiamo in questo senso la pratica di certi giochi che sono comuni e naturali a tutti i bambini, qualsiasi sia la loro estrazione sociale o la loro cultura.
Sono attività ludiche che si sviluppano spontaneamente e trovano le loro radici nel rapporto con la mamma, o comunque con quella che è la figura materna per il bambino.

Pensiamo quindi ai giochi di distruzione e costruzione, al rincorrersi, al comparire e scomparire! In qualsiasi parte del mondo ogni bambino porta dentro di sé questi giochi e, attraverso questi, evolve.
Nell'ora di psicomotricità i bimbi possono utilizzare il loro corpo per esprimersi, proprio attraverso queste attività spontanee, come se fossero parole. E questo non può essere che terapeutico!

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