Conosciamo tutte la storia: Coco Chanel sfida le convenzioni disegnando un semplice abito nero (precedentemente considerato il colore del lutto), Vogue America lo proclama la «Ford» della moda sul numero di ottobre 1926 ( in riferimento alla popolare Ford Model T), grazie all’accessibilità di questo nuovo classico in divenire, e così nasce il così detto little black dress. «Un giorno, il tubino nero sarà l’uniforme di tutte le donne di stile», decretò Coco, e, naturalmente, aveva ragione.
Il tubino nero amato da designer e celeb
Un secolo dopo quest’intuizione si è rivelata (come ben sappiamo) corretta: il tubino nero ha passato indenne ben dieci decenni e rimane oggi un classico intramontabile, rivisitato da innumerevoli stilisti.

Come non pensare subito, ad esempio, all’abito Givenchy indossato da Audrey Hepburn, prossimamente interpretata da Lily Collins, in Colazione da Tiffany nel 1961, alla silhouette di Guy Laroche con la sua sensuale schiena scoperta indossata da Mireille Darc nella pellicola del 1972 Alto, biondo e…con una scarpa nera, o al vestito aderente indossato da Grace Kelly in La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock.

Negli anni successivi, molte celebrità e icone di stile, tra cui Marilyn Monroe e Cindy Crawford, hanno fatto apparizioni pubbliche indossando le proprie interpretazioni del tubino nero. Tuttavia, quella più iconica appartiene senza dubbio a Lady Diana e al suo leggendario revenge dress.

Nel 1994, proprio la sera in cui il Principe Carlo ammise pubblicamente la sua infedeltà in un’intervista televisiva, la Principessa fece una dichiarazione di stile davvero audace, indossando uno splendido abito nero in taffetà di seta realizzato da Christina Stambolian. La sua decisione di sfoggiare questo capo stretch senza spalline, ha rappresentato un simbolo di forza e sicurezza e uno strumento narrativo potentissimo, segnando un momento importante nella storia della moda.
Il tubino nero, più chic di lui non ce n’è
Tela per lo stile personale, la semplicità del tubino nero unita alla sua capacità di trasformarsi, come abbiamo visto hanno spinto quasi ogni stilista a imprimere su di lui il proprio marchio e ogni icona della moda a renderlo unico.

In casa Chanel, dopo Karl Lagerfeld e Virginie Viard, che ne hanno riaffermato l’eredità durante i rispettivi mandati, ora è il turno di Matthieu Blazy di sfruttare appieno il potenziale di questo capo iper versatile. All’apertura della sua sfilata Cruise 2027, il designer gli ha reso omaggio rievocando la silhouette indossata dalla fondatrice della maison negli anni ’20 del secolo scorso.

A dimostrazione che, 100 anni dopo la sua creazione, conserva intatto il suo potere ammaliante. Elegante, provocante, lungo, corto, aderente o ampio. Indipendente. In realtà, è molto più di un semplice vestito. È una dichiarazione di intenti.
Il tubino nero nello street style
Nello street style l’abito nero è stato il jolly per eccellenza dell’estate 2026: mini o maxi, indossato anche con infradito con tacco, ha incarnato un’idea di eleganza urbana e marittima.

Con l’arrivo dell’autunno, il Little Black Dress tornerà per le strade della città in una veste più femme fatale, tra silhouette aderenti, scolli e dettagli sensuali. Un tocco di drammaticità che trasporta l’allure delle grandi dive anche nella vita di tutti i giorni.

Che sia reinterpretato per i gusti moderni o nella sua forma classica, lo ribadiamo ancora, rimane un capo essenziale del guardaroba. Così questo importante centenario mette in luce l’influenza duratura di Coco Chanel sulla moda e dimostra come un design semplice possa rimanere evergreen anche al mutare delle tendenze e delle generazioni. Lunga vita al LBD e… In caso di dubbio, indossa il nero!