Il chiodo di pelle compie 90 anni

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Il giubbotto di pelle creato per i veri maschi piace da sempre alle femmine. Chic, genderless e ancora ribelle, nel 2018 è di grande tendenza. Portalo così

Non esiste un capo più tosto e inossidabile del chiodo, il giubbotto di pelle per definizione. Che quest’anno fa 90 anni, ma che non spegnerà solo candeline azzurre. Perché, se anche è stato concepito come giacca esclusivamente maschile, alle donne è piaciuto fin da subito. «Se vogliamo sfogliare gli annali, è proprio nel 1928 che la Schott Bros di New York crea per i motociclisti il primo giubbotto di pelle con zip e lo chiama Perfecto.

Già nel 1931 però la fascinosa Marlene Dietrich lo indossa per il film Disonorata, dettando una delle cifre stilistiche del chiodo: giacca da bulli ma anche capospalla per pupe» dice la critica di moda Lucia Serlenga. Il battesimo sulle passerelle è del 1960, con Yves Saint Laurent e, da allora, le interpretazioni non si contano, passando da Versace a Chanel. «È un capo casual che non perde la sua freschezza e che, quanto a tenuta nel tempo, è secondo solo ai jeans» dice l’esperta. 

Le tendenze

Ancora non hai il tuo chiodo? La scelta è quasi infinita! «Anche se il modello più chic resta quello autentico: pelle nera (o cuoio), zero borchie, cinta in vita» precisa la critica di moda. In fatto di tendenze, ha preso piede da qualche anno quella che stempera la vena rock, come il minichiodo bianco di Moschino o i modelli di pelle riflettente firmati Coach 1941. Ma, al di là delle interpretazioni degli stilisti, bisogna trovare quello adatto. 


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Per Moschino il chiodo è bianco

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Per Coach 1941 è di cuoio iridescente

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Jeremy Scott lo disegna corto, rosa e pitonato

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La versione estiva di Jeremy Scotto si indossa con il costume

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Saint Laurent propone una versione chic da città

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I modelli

«Facciamo subito una distinzione: il chiodo classico è un capo di struttura, con la chiusura a doppio petto. Sta benissimo a chi ha busto minuto, spalle strette e magari fianchi tondi e cosce tornite, perché riequilibra visivamente la figura aggiungendo volume alla parte superiore. Al contrario, dona meno a chi ha molto seno» spiega la consulente d’immagine Anna Turcato. Non è però detto che le donne con décolleté formoso debbano rinunciarci. «A loro consiglio un chiodo con una semplice zip centrale, senza sovrapposizioni o, ancora meglio, una giacchina di pelle senza chiusura».

Gli abbinamenti

Per quanto riguarda gli abbinamenti il mix&match è d’obbligo. «Addolcire la vena rock del giubbetto di pelle resta una buona strategia. Un binomio sempre incantevole è chiodo (soprattutto nelle sue declinazioni colorate, a cui quest’anno si sono aggiunte tante proposte metallizzate) più gonna a ruota bon ton» spiega la consulente.

Gli accessori

In questo mix, però, occhio agli accessori: meglio che l’unica concessione alla trasgressione sia il giubbino. Per tutto il resto conviene far prevalere l’iperfemminile. «Un altro modo attuale per sfoggiare il chiodo è fare sommare diverse epoche: per esempio, coordinando il giubbetto di pelle anni ’50 con un paio di jeans a vita alta e zampa, come si portavano nei ’70» consiglia Turcato. «E se le più giovani sono perfette con chiodo e vestitino leggero a fiori, le signore lo possono indossare con un abito di maglia a colori sgargianti». Tenendo sempre a mente l’insuperabile l’esempio di Cindy Crawford che, nel parterre dell’ultima sfilata Calvin Klein, si è presentata con un look tutto classe e grinta: pantaloni neri, camicia di seta bianca e chiodo. Nero, ovviamente.

Credits: CHIODO Marlene Dietrich

Marlene Dietrich, nel film Disonorata (1931), è la prima diva a indossare il giubbotto di cuoio

Credits: Schott Perfecto

Il kit Perfecto per motociclisti: giubbotto di cuoio e guanti di pelle

Credits: Schott

La fabbrica Schott Bros, a New York, dove nel 1928 fu confezionato il leather jacket Perfecto

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