Negli States lo xeriscaping, un mix tra xeros (asciutto) e landscaping (paesaggio), è un must. Tanto da attirare celeb come Jennifer Aniston, che nel suo giardino ha solo agavi, crassule e palme. Nan Sterman, conduttrice di una seguitissima serie tv su fiori e piante (agrowingpassion.com), è stata tra le prime a lanciarlo per motivi ecologici. «L’acqua è un bene prezioso e ne consumiamo troppa per irrigare i giardini» ha detto. «Possiamo ottenere risultati eccellenti anche con piante che ne hanno meno bisogno». In Europa è James Basson il portavoce di questo trend, un garden designer pluripremiato che vive nel Sud della Francia.

E in Italia? Da Roma in giù il clima è perfetto per il giardinaggio asciutto, ma anche al Nord le piogge non sono più così abbondanti. Lasciamoci quindi contaminare dalle storie di questi due xerigardener.

Giardino in stile California

© Clive Nichols

© Clive Nichols

«Ho scoperto la passione per il giardinaggio asciutto a Santa Fe, in Nuovo Messico» racconta Nan Sterman, che ha scritto anche un saggio sul tema (Hot color Dry garden, su Amazon). «Lì, i giardini hanno fiori dai colori intensi: il rosa delle campanelle Penstemon si sposa con l’azzurro dei fiordalisi e il viola degli iris, creando un effetto dirompente. Sono realizzati con piante che richiedono poche cure e non hanno granché bisogno di essere irrigate. Da allora, non ho più smesso di usarle, mixandole con cactacee e altre varietà tipiche dei climi asciutti. La caratteristica che le accomuna è la resilienza: non temono i traumi, hanno bisogno di minime quantità di concime e non si ammalano quasi mai».

I giardini di Nan Sterman sono miracoli in miniatura. «Inizio, creando una base con cinque o sei varietà di diverse tonalità di verde, su cui faccio spiccare elementi colorati» spiega. «Prediligo le specie comuni come il sedum, le echeverie e le euforbie, alternando varietà con tonalità, texture e tipi di foglie diverse».

Nan mette a dimora le piante una vicina all’altra, così c’è poca terra attorno e l’effetto deserto è scongiurato. Quelle che predilige crescono nei climi mediterranei, ma non solo in Europa. «Nel mondo esistono almeno altre quattro macro aree dove crescono in natura piante adatte per lo xeriscaping: la California meridionale e le zone più temperate del Cile, dell’Australia e del Sud Africa» dice. «Ultimamente ho un debole per le piante sud africane, come la protea, la grevillea con le sue forme particolari e l’aloe striata».

Giardino in stile Costa Azzurra

© Clive Nichols

© Clive Nichols

«Sono nato in Inghilterra, ma da ragazzo avevo l’abitudine di trascorrere le vacanze nel Sud della Francia. È così che ho iniziato a notare che qui le piante hanno una capacità unica di resistere alla siccità e di rigenerarsi nonostante la mancanza d’acqua. La mia passione per le specie autoctone è nata così» racconta James Basson, che ora in Costa Azzurra ci vive e, con la moglie Helen, conduce uno studio di progettazione del verde (www.scapedesign.com).

Le sue realizzazioni, che hanno vinto tre medaglie d’oro al Chelsea Flower Show, sono un tripudio di ginestre, finocchietti, santoline ed elicrisi, a volte mixati con specie compatibili, come i garofanini e la perovskia, una salvia russa originaria delle steppe. I giardini di Basson possono fare quasi a meno di irrigazione, non hanno bisogno di molti fertilizzanti e nemmeno di nuova terra.

«Ogni spazio verde è unico per microclima e terreno. Prima di chiederci che cosa ci piacerebbe coltivare, dovremmo sapere quali specie sono più adatte a crescere proprio in quel giardino» dice. Come un pittore impressionista, Basson crea macchie di colore alternando grandi cespugli di fiori di varietà diverse (vedi foto a lato). Realizza bordure, accostando il giallo delle graminacee con il lilla della verbena bonariensis. Per dare un effetto naturale, accosta le diverse piante ad arte. «Ma anche la potatura ha un ruolo importante, specie nel caso degli arbusti mediterranei come il timo, il mirto, il rosmarino» spiega. «Permette di dare armonia e movimento agli spazi, di modellarli e di non farli stonare con l’ambiente circostante».

Ora piante e fiori si possono di nuovo acquistare

L’emergenza coronavirus ha messo a dura prova vivaisti e garden center italiani che, per la chiusura di mercati e negozi, e lo stop delle cerimonie, hanno perso oltre 1 miliardo di euro (dati Florovivaisti Italiani). Ora lo shopping floreale è consentito. Per aiutare le 24.000 aziende del settore, l’associazione di categoria invita tutti a comprare fiori italiani. Privilegiare il made in Italy è semplice, basta controllare che sull’etichetta della piantina ci sia il codice IT. Cosa aspetti a fare la tua parte? Le piante mediterranee sono ideali per lo xeriscaping!