40 anni di punk, la storia
Ci sono generazioni che segnano epoche e quei giovani che si trovavano nel 1976, tra la fine del sogno hippie e quello laburista, la crisi economica e la sempre più forte propensione della società all’individualismo, si unirono sotto lo slogan “no future” di Rotten, il Johnny dei Sex Pistols, gruppo più influente della scena punk londinese, segnando la nascita della subcultura punk. Con a seguire nuovi adepti: i Clash, i Damned di Dave Vanian e Captain Sensible, Shame 69, Eates, i Lurkers, i 999 e la lista potrebbe continuare a lungo.
40 anni di punk, la moda
40 anni di punk, Vivienne Westwood
40 anni di punk, lo stile
Il punk prende i capi icona dello stile borghese e li riempie di spille e borchie, li straccia, attinge a piene mani dal mondo del sadomaso, idem le lamette da barba che diventano accessori e che sembrano lì pronte per atti di autolesionismo. Oggi di tutto questo restano le suggestioni, ma davvero poco di quella subcultura. Abbiamo visto sulla passerella uomo Autunno Inverno 2016-2017 di Alexander McQueen, finte spille da balia infilate nelle guance, anfibi extralusso, ma anche nella moda donna, le suggestioni per acconciature e make-up tornano stagione dopo stagione, più soft, più glamour, togliendo così a quella voce che urlava “No future”, tutta la sua forza sovversiva e facendolo diventare l’ennesimo periodo storico a cui attingere per nuove collezioni che sembrano, sempre più spesso, saper ispirarsi solo al passato senza dare però nuovi messaggi.