Uno studio condotto presso l’Università di Oxford ha trovato una possibile correlazione fra le votazioni scolastiche in adolescenza e l’assunzione di latte materno da neonati.

Ricerca su latte materno e voti a scuola

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Archives of Disease in Childhood”, ha seguito circa 5.000 bambini britannici dalla loro infanzia nei primi anni 2000 all’ultimo anno di scuola superiore. Autrice principale dello studio, Reneé Pereyra-Elías, ricercatore presso la National Perinatal Epidemiology Unit dell’Università di Oxford.

Il campione suddiviso in tre gruppi

I bambini oggetto dello studio sono stati divisi in gruppi in base a quanto tempo sono stati allattati al seno da neonati: per niente, per pochi mesi o per un anno o più. I ricercatori hanno quindi confrontato i diversi gruppi mettendoli in relazione le votazioni negli ultimi anni di scuola secondaria.

Risultati migliori per chi ha assunto latte materno

I bambini allattati al seno più a lungo sembrano avere il 39% in più di probabilità di ottenere risultati migliori agli esami che in Inghilterra si devono sostenere a 16 anni rispetto ai coetanei non allattati al seno, indipendentemente da altri fattori che possono influire come intelligenza e stato socioeconomico dei genitori.

I certificati presi in esame

I ricercatori hanno esaminato i risultati degli esami per l’istruzione secondaria, in particolare il Certificato generale di istruzione secondaria (GCSE) in inglese e matematica e il punteggio Attainment 8, che è la somma di tutti i GCSE sostenuti dai bambini.

I risultati della ricerca sul latte materno

Circa un terzo (32,8%) dei partecipanti non è mai stato allattato al seno, mentre gli altri sono stati allattati per periodi diversi. Solo il 9,5% è stato allattato al seno per almeno 12 mesi. L’analisi ha mostrato che un allattamento al seno più lungo era associato a migliori risultati a scuola. Solo circa un quinto (19,2%) dei bambini allattati al seno per almeno 12 mesi non ha superato l’esame GCSE di inglese, rispetto al 41,7% di quelli che non sono mai stati allattati al seno, mentre il 28,5% di coloro che sono stati allattati al seno per almeno 12 mesi ha ottenuto un buon voto (A e A*) rispetto al 9,6% dei bambini non allattati al seno. Per il GCSE di matematica, solo il 23,7% dei bambini allattati al seno per almeno 12 mesi non ha superato il test, rispetto al 41,9% di quelli mai allattati al seno, mentre il 31,4% di quelli allattati al seno per almeno 12 mesi ha ottenuto un buon voto (A e A*), rispetto all’11% dei bambini non allattati al seno.

Complessivamente è emerso che rispetto ai bambini mai allattati al seno, quelli allattati per almeno 12 mesi avevano il 39% in più di probabilità di voti alti a entrambi gli esami e il 25% in meno di fallire l’esame di inglese; infine un rendimento complessivo migliore nei GCSE (punteggio Attainment 8 più alto).

I dubbi sulla validità della correlazione

Kevin McConway, professore emerito di statistica applicata presso la Open University in Inghilterra non coinvolto nella ricerca, si è detto cauto sui risultati dello studio. La ricerca, ha osservato McConway, mostra una correlazione tra l’allattamento al seno e i punteggi dei test, non il nesso di causalità. “Non è possibile essere certi di cosa sta causando cosa”, ha detto il professore. Nel Regno Unito, le madri che hanno una posizione socioeconomica più elevata hanno maggiori probabilità di allattare i propri figli e i loro figli hanno maggiori probabilità di andare bene a scuola, ha affermato McConway. “Ciò non significa che sia l’allattamento al seno che fa sì che i bambini vadano bene a scuola – ovviamente potrebbe essere qualche altro aspetto del fatto che la loro famiglia è relativamente benestante”, ha aggiunto.

I benefici dell’allattamento al seno

Lo studio ha mostrato uno dei molti possibili benefici dell’allattamento al seno, ha affermato Andrew Whitelaw, professore emerito di medicina neonatale presso l’Università di Bristol in Inghilterra (non coinvolto nella ricerca). La stessa Pereyra-Elías ha ammesso che la differenza fra i punteggi scolastici mostrata dallo studio è stata modesta, un risultato che non giustifica alcuna preoccupazione per i genitori che non possono ricorrere all’allattamento al seno.  Sono peraltro stati accertati a livello scientifico numerosi altri benefici del latte materno, dalla protezione dalle infezioni respiratorie, al miglioramento dello sviluppo psicomotorio fino alla riduzione di sviluppare allergie.