Britney Spears
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Il complicato caso di Britney Spears

Un nuovo documentario, “Framing Britney Spears”, ha riacceso le polemiche sulla situazione della popstar, che è ancora sotto tutela del padre e al centro di una complessa battaglia legale

Lo scorso luglio, l’hashtag #FreeBritney era entrato tra le tendenze mondiali, Italia compresa, su Twitter. Il motivo? Migliaia di fan della popstar discutevano sui social della complicata situazione in cui Spears si ritrova dal 2008, da quando cioè è soggetta alla tutela del padre Jamie (una misura che si chiama “conservatorship”) perché ritenuta incapace di amministrare la sua fortuna (e la sua vita). Ora a riaccendere il caso c’è un nuovo documentario, uscito il 5 febbraio in America su FX e Hulu e intitolato Framing Britney Spears. Diretto da Samatha Stark e realizzato da alcuni giornalisti del New York Times, il documentario si avvale di molte interviste, tra cui quella a un’amica di famiglia che è stata per lungo tempo al fianco di Spears, il responsabile marketing che ha originariamente creato l’immagine pubblica della cantante, un avvocato attualmente impiegato nella tutela e l’avvocato che Spears ha cercato di assumere all’inizio di questa storia, per sfidare suo padre. Ecco perché fa discutere.

Una lunga e complessa battaglia legale

Framing Britney Spears cerca di risalire alle origini della situazione in cui versa la popstar dal lontano 2008, un anno dopo aver mostrato pubblicamente segni di instabilità mentale. Ricorderai le foto con la testa rasata in cui minacciava, esasperata, i paparazzi che la seguivano: da allora Spears, oggi 39enne, non può disporre personalmente delle sue finanze, non può guidare, non può rilasciare dichiarazioni o pubblicare sui social post che non siano stati approvati, non può sposarsi e neanche vedere i figli in libertà senza l’autorizzazione del genitore. Il documentario ci presenta la storia di un’artista di talento che per anni è stata circondata da persone che hanno cercato di sfruttarne il potenziale e che alla fine è stata portata alla disperazione, schiacciata dalla mancanza di libertà e dalla continua pressione pubblica cui è stata sottoposta, a cominciare proprio dagli inseguimenti dei paparazzi.  

La scorsa estate Samuel D. Ingham III, l’avvocato nominato dal tribunale per rappresentare Spears, ha dichiarato per la prima volta che la sua cliente «si opponeva fortemente» al rinnovo di suo padre come tutore legale. Nel richiedere che l’attuale tutore temporaneo personale della popstar, Jodi Montgomery, diventasse permanente, Ingham ha lasciato aperta la possibilità che un giorno la cantante potesse chiedere di terminare la tutela. A novembre 2020, però, il tribunale ha respinto la richiesta di rimuovere Jamie Spears dal suo ruolo di tutore della figlia e, contemporaneamente, ha aggiunto un fiduciario aziendale, Bessemer Trust, come co-conservatore, così come richiesto dalla cantante. Quindi, a dicembre, il giudice ha esteso il ruolo temporaneo di Montgomery fino a settembre 2021. La prossima udienza è prevista per giovedì 12 febbraio sempre a Los Angeles, durante la quale si discuterà molto probabilmente di come Jamie Spears e Bessemer Trust intendono agire nella gestione delle finanze di Britney Spears. La situazione, insomma, è tutt’altro che semplice.

E Britney? 

Nessuno ha notizie su come la cantante, che ha due figli avuti dall’ex marito Kevin Federline, stia affrontando il periodo. I fan più accaniti, che monitorano i suoi post sui social media, non sono rimasti molto convinti dall’ultimo commento da lei fatto su Twitter, che sembra alludere alle discussioni sul documentario.

«Non posso credere che questa performance di “Toxic” sia di 3 anni fa!!! Mi piacerà sempre stare sul palco… ma mi sto prendendo il tempo per imparare ed essere una persona normale… Mi piace semplicemente godermi le piccole cose della vita di tutti i giorni!!!!», ha scritto la cantante nel suo consueto stile pieno di punti esclamativi ed emoji, commentando una sua esibizione, risalente a tre anni fa, sulle note di una delle sue canzoni più famose.

Dopo la cancellazione, all’inizio del 2020, dei suoi spettacoli di Las Vegas, un periodo di "residenza" che sarebbe dovuto durare tre anni, e il ricovero, la scorsa primavera, in un clinica per prendersi cura della sua salute mentale, la cantante ha di fatto messo in pausa la sua carriera, in attesa che si concluda la battaglia sulla conservatorship. «Ogni persona ha la sua storia e il suo punto di vista sulle storie degli altri!!!! Abbiamo tutti vite così diverse, luminose e belle!!! Ricorda, non importa quello che pensiamo di sapere sulla vita di una persona, non è niente in confronto alla persona reale che vive dietro l'obiettivo!!!!», ha scritto lei e in effetti ha ragione. Cosa ne sappiamo davvero di tutta questa storia?

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