Il bello di Roberto Bolle

02 04 2015 di Isabella Fava
L'étoile della Scala è come un'opera d'arte. Così appare in un libro appena uscito. E nelle foto che qui vi mostriamo

Ogni volta che pronuncio il nome di Roberto Bolle, le mie amiche hanno un mancamento. E non è solo per la bravura dell’artista e per l’amore della danza. Nei loro occhi io scorgo l’ammirazione per l’uomo e per quel corpo perfetto, statuario che è ormai entrato nel mito.

Prova del fascino che scatena il ballerino è il libro fotografico che esce oggi per Rizzoli. Si intitola Roberto Bolle, viaggio nella bellezza: una serie di ritratti (uno più bello dell'altro) di Fabrizio Ferri tra le rovine senza tempo di Pompei e di Luciano Romano nei più bei teatri d’Italia. E sembra proprio un regalo ai fan.

Il volume inizia con una citazione di Saffo, la poetessa greca: «Chi è bello, lo è finché è sotto gli occhi. Chi è anche buono lo è ora e lo sarà poi». Due frasi messe lì per inquadrare l’étoile della Scala e della danza internazionale. E per paragonarla alle meraviglie d’Italia, come se anche Bolle fosse un’opera d’arte.

In realtà un'opera d'arte lo è davvero. Basta guardarlo.

Credits: A Pompei foto di Fabrizio Ferri
Credits: A Pompei, foto di Fabrizio Ferri
Credits: A Pompei, foto di Fabrizio Ferri
Credits: A Pompei, foto di Fabrizio Ferri
Credits: All'Arena di Verona, foto di Luciano Romano
Credits: A Firenze, giardino dei Boboli, foto di Luciano Romano
Credits: Ad Agrigento, valle dei Templi, foto di Luciano Romano
Credits: Ad Agrigento, valle dei Templi, foto di Luciano Romano
Credits: Alla Certosa di Capri, foto di Luciano Romano
Credits: A Napoli, piazza del Plebiscito, foto di Luciano Romano
Credits: A Roma, Colosseo, foto di Luciano Romano
Foto



Bolle è diventato il messaggero della grazia e della bellezza, della potenza e della leggerezza.

Facile paragonare la sua storia a quella di Billy Elliot, protagonista di un film sulla danza che fa scorrere lacrime. Per Roberto Bolle, come il piccolo Billy, la vita è stata rinunce e passione. Tanta. Soddisfazioni e tenacia. Ancora di più.

Come quella di molti ballerini, come quella di chi insegue un sogno.

Perché se vuoi diventare il numero Uno non puoi mica avere una vita qualunque.

Nato a Casale Monferrato, Bolle è cresciuto tra disciplina e rigore. A 6 anni le prime lezioni di danza, a 12 è entrato nella scuola del Teatro alla Scala, a 15 è stato notato da Rudolf Nureyev che lo voleva per interpretare Tadzio ne La morte a Venezia, a 21 è diventato primo ballerino del teatro milanese, a 23 ha deciso di girare i palchi del mondo.

Il 26 marzo ha compiuto 40 anni e li festeggia danzando Giselle fino al 17 aprile alla Scala, poi in tour come sempre. Quest’estate sarà di nuovo in Italia con il Gala Roberto Bolle and friends.

Un domani, dice, quando non ce la farà più diventerà maestro di ballo perché «Quando sei ballerino lo sei per sempre».

Bella la sua storia. Bello lui che a molti ricorda Nureyev per importanza. Solo che Nureyev, anche lui bellissimo e super fascinoso, era seduzione pura, si circondava di belle donne e di amore terreno.

Bolle invece vola. È così perfetto che sembra scolpito. E conserva ancora la faccia e l’espressione del ragazzo prodigio che ci invita a seguirlo nelle sue avventure sul palco.

 

Ps. Se volete vederlo dal vivo, Roberto Bolle fimerà le copie del suo libro l'8 aprile alle 18,30 nella libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Le fan sono avvisate!

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