Ti manca Montalbano? Arriva Imma Tataranni

20 09 2019 di Elisabetta Colangelo

È una versione al femminile di Montalbano: Imma Tataranni - Sostituto procuratore, la serie tv ispirata ai romanzi gialli di Mariolina Venezia, parte domenica 22 settembre su Rai 1. È ambientata a Matera e ha come protagonista l’attrice Vanessa Scalera

È una versione al femminile di Il commissario Montalbano la nuova serie Imma Tataranni - Sostituto procuratore: ispirata al ciclo romanzesco firmato da Mariolina Venezia, è in onda su Rai1 per 6 prime serate dal 22 settembre (mentre il 24 arriva in libreria per Einaudi il nuovo libro Via del riscatto).

Invece di Vigata, sullo sfondo c’è Matera, la “città dei Sassi” diventata quest’anno Capitale europea della cultura. Al posto delle sarde a beccafico, cibo preferito dal commissario, si mangiano nodini di mozzarella. Ma per il resto la procuratrice lucana somiglia assai a Montalbano, come spiega l’attrice Vanessa Scalera che la interpreta: «L’impianto del giallo è lo stesso di Camilleri. La protagonista giganteggia su tutto».

Alcune scene tratte dalla serie tv Imma Tataranni - Sostituto procuratore

Vanessa Scalera con l'attore Cesare Bocci

Vanessa Scalera in una scena della serie. Sullo sfondo: la Citta dei Sassi, Matera

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Imma Tataranni, il fiuto di un segugio

Imma Tataranni è parecchio rompiscatole, ama le fantasie animalier ed è allo stesso tempo donna di legge e madre di famiglia. Ha un marito che la asseconda (Massimiliano Gallo), una figlia in piena ribellione adolescenziale, un capo con cui si scontra (Carlo Buccirosso) e un assistente carabiniere bello come il sole che invece pende dalle sue labbra (Alessio Lapice). Ed è dotata di un fiuto eccezionale per le indagini, durante le quali il “crime” cede spesso il passo alla commedia.

La vitalità di una donna del Sud

«Imma è una donna tosta che suo malgrado diventa simpatica» continua Scalera. «Interpretarla è stato divertentissimo, perché mi sono concessa di esagerare. Cosa colpisce di lei? L’essere diretta. Arriva subito al sodo, è sempre a contatto con le sue emozioni e non si vergogna di urlare, piangere o mandare a quel paese la gente». E in qualche modo rappresenta la forza e la vitalità delle donne del Sud. «Sono pugliese e mi riconosco in quella tempra: ho donato a Imma la mia».

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