Ciao Lina! Morta la Wertmuller, regina della commedia all’Italiana

È morta a Roma la grandissima regista di film indimenticabili come "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" e "Pasqualino Settebellezze". È stata la prima donna a essere candidata come regista agli Oscar nel 1977

È morta all'età di 93 anni la prima regista candidata all'Oscar, Lina Wertmuller. Si è spenta nella notte a Roma la grande protagonista del cinema italiano che ha firmato commedie passate alla storia come Mimì metallurgico ferito nell'onore, Pasqualino settebellezze e il leggendario Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, pellicola dal successo internazionale interpretata da Mariangela Melato e Giancarlo Giannini e poi "rivisitata" da Guy Ritchie nel 2002 con protagonisti Madonna (allora sua moglie) e Adriano Giannini.

La regista dagli occhiali bianchi, come l'hanno soprannominata a Hollywood, che ha fatto dei titoli chilometrici un vero e proprio marchio di fabbrica, ha regalato al mondo del cinema e alla commedia all'italiana tutta la sua vita - che ha condiviso con lo scenografo Enrico Job da cui ha avuto una figlia, Maria Zulima. Cresciuta in un mondo di uomini e lavorando sul piccolo e grande schermo con maestri del calibro di Giorgio De Lullo e Garinei e Giovannini, e lavorando quindi per satira e realismo popolare, è stata iniziata al teatro da una donna, Flora Carabella, sua compagna di scuola e poi moglie di Marcello Mastroianni: era stata proprio lei a spingerla a frequentare Cinecittà e dintorni e a farle conoscere Federico Fellini con cui avrebbe lavorato come aiuto regista ne La dolce vita.

Getty Images
1 di 14
Getty Images
2 di 14
Getty Images
3 di 14
Getty Images
4 di 14
Getty Images
5 di 14
Getty Images
6 di 14
Getty Images
7 di 14
Getty Images
8 di 14
Getty Images
9 di 14
Getty Images
10 di 14
Getty Images
11 di 14
Getty Images
12 di 14
Getty Images
13 di 14
Getty Images
14 di 14

Per Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich (un nome troppo altisonante per una donna che voleva solo regalare sorrisi alla gente) l'anno della svolta è stato il 1963 con la versione televisiva di uno dei libri per ragazzi più popolari e amati di sempre, Il giornalino di Gian Burrasca. Era stata sua l'intuizione geniale di affidare il ruolo principale a Rita Pavone vestita da maschio e nel '64 gli otto episodi trasmessi dall'allora primo canale Rai hanno battuto ogni record. Da quel momento sarebbe diventata una "firma" apprezzata e ricercata.

È stata una vera e propria pioniera nella formazione femminile nel cinema tanto che, poi, l'Oscar alla carriera a Los Angeles è andata a prenderselo (nel 2019 ha vinto l'Academy Award onorario). Accanto a lei, in quel magico momento, Sofia Loren che ha diretto in diversi film, e Isabella Rossellini, due donne che hanno portato, come la Wertmuller, l'italianità nel mondo.

Tutti hanno amato Lina per la sua ironia e la sua visione del mondo attraverso i suoi celebri occhiali bianchi che l'hanno resa unica. E oggi tutti la piangono.

Riproduzione riservata