Nicholas Sparks: «Se so parlare d’amore è grazie alle mie donne»

16 07 2018 di Isabella Fava
Credits: James Quantz

Lo scrittore americano da 105 milioni di copie (e con 11 film tratti dai suoi 21 libri) è sempre circondato da uno staff al femminile e da lettrici adoranti. È a loro che deve la capacità di raccontare sentimenti che lacerano il cuore. Come nell’ultimo romanzo “Ogni respiro”, uscito in anteprima in Italia

«Amore. Perché alla fine, dài, di che altro vuoi parlare? Che se ti guardi intorno non c’è niente da cantare». Le frasi di una tra le più belle canzoni di Brunori Sas mi sono venute in mente mentre mi preparavo per questa intervista con Nicholas Sparks. Volevo capire come fa un autore a vendere 105 milioni di copie dei suoi libri, qual è l’ingrediente “segreto” per scrivere best seller che lacerano il cuore e fanno sentire le farfalle nello stomaco. Quella specie di montagne russe che sono la culla dei sentimenti. La risposta era sotto il mio naso. Bastava sfogliare uno dei suoi 21 romanzi o guardare uno degli 11 film che sono stati tratti dai suoi libri. Sparks, 52 anni, 5 figli, una ex moglie, ha scelto l’amore come missione. L’Amore con la A maiuscola.

Come quello del suo ultimo lavoro: Ogni respiro (Sperling & Kupfer), uscito in anteprima in Italia (negli Usa verrà pubblicato a ottobre) perché con i lettori italiani, che hanno comprato 5 milioni di copie dei suoi romanzi, Sparks ha un rapporto privilegiato. Ma come fa? «Cerco sempre di suscitare una risposta emotiva nel lettore» mi risponde. «Voglio che provi emozioni autentiche, che sia lui o lei a trovare qualcosa, a dare un significato a quello che sta leggendo. Che si innamori dei personaggi, che nutra empatia, anche soffrendo quando il protagonista sta attraversando un momento di crisi. Ecco, è questo che rende memorabile una storia. Sul lungo periodo, è importante quello che “senti” mentre leggi. Non quello che pensi».

E queste corde come si fa a toccarle?

In tutti i libri che ho scritto ho cercato di non ripetermi per non annoiare. Ho parlato del primo amore, dell’amore che non è come te lo saresti aspettato o dell’amore dopo una perdita. A volte con un happy ending a volte con una fine triste o che svolta tutto. Giocando anche sull’effetto sorpresa. A differenza del classico romanzo rosa, io lavoro su una varietà di sentimenti: amore, perdita, tristezza, gioia, infatuazione, divertimento, depressione...

Lei infatti non sembra ossessionato dall’happy ending.

Una fine dipende da come la guardi. Per qualcuno può essere triste, per un altro tenera o commovente.

Come fa, però, a descrivere le relazioni tra uomo e donna in maniera così delicata? A tirare fuori la sua parte femminile?

Me lo hanno chiesto tante volte: come faccio a rendere i personaggi femminili così reali? La risposta è che sono sempre stato circondato da donne magnifiche: mia madre, le mie sorelle. La mia agente è donna, il mio editor è donna, e così la mia assistente, la mia manager, la social media manager. Hanno tutte età differenti e hanno avuto esperienze, sogni e speranze diverse. Sa, in ogni romanzo metto pezzetti della gente che conosco per creare personaggi femminili che sembrino autentici.

Anche in Ogni respiro c’è qualcosa di reale, a partire dalla cassetta delle lettere di Kindred Spirit.

L’ispirazione iniziale viene da lì. La cassetta esiste davvero. È in mezzo al nulla, su un’isoletta che non è nemmeno segnalata. Da 35 anni la gente vi consegna le proprie lettere piene di sogni. È come una specie di blog nato prima di Internet ed è una cosa incredibilmente romantica. C’è anche la panchina su cui si siedono i miei protagonisti nel libro. Tutti poi vogliono sapere se la storia l’ho pescata proprio tra quelle lettere. Diciamo che è finzione. È importante capire che quando uno scrittore concepisce un romanzo, questo è il frutto non di una sola idea ma di 20.000 idee che si impilano una sull’altra.


<p class="p2">"Ogni respiro" racconta la storia di Tru, nato e cresciuto in Africa dove fa la guida per i safari, e Hope. Per una serie di circostanze si incontrano a Sunset Beach, in North Carolina, e vivono una travolgente storia d’amore</p>

"Ogni respiro" racconta la storia di Tru, nato e cresciuto in Africa dove fa la guida per i safari, e Hope. Per una serie di circostanze si incontrano a Sunset Beach, in North Carolina, e vivono una travolgente storia d’amore

Ci sono anche le spiagge del North Carolina, dove lei ambienta quasi tutti i suoi romanzi: cosa rappresentano per lei?

Nostalgia e pace. Mi sono trasferito lì un inverno. Oltre a scrivere e a fare ginnastica, ogni giorno camminavo per 10 chilometri all’andata e 10 al ritorno. Insieme al mio cane. Quel passeggiare quando non c’è anima viva, solo tu con i tuoi pensieri, il rumore delle onde e degli uccelli, è un modo sano per riflettere, per cercare di capire come si sta. L’America, ma anche l’Italia, è piena di luoghi così.

I suoi protagonisti si amano per sempre.

Già in Le pagine della nostra vita, il libro con cui sono diventato un fenomeno culturale (ride), parlavo di un amore intramontabile. Mi piace analizzare le diverse fasi: a 17 anni c’è quello intenso e romantico, a 30 quello un po’ più consapevole, a 60 l’infatuazione non basta, hai bisogno di compagnia, amicizia, fiducia, onestà, empatia. Sono queste le cose che consentono alle persone di rimanere vicine.

Un’ultima domanda: perché si intitola Ogni respiro?

Ha presente quella canzone che fa “Every breath you take” dei Police? (canta). Ecco, è un modo di dire. Lo si usa quando ami qualcuno con ogni respiro.

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