Assegno unico per i figli, puoi farlo anche senza Isee

In cosa consiste, chi sono i destinatari e a chi conviene di più, con o senza Isee

Dal 1° gennaio 2022 si può fare domanda per l’Assegno unico, che sostituisce le detrazioni fiscali per figli a carico. Come sappiamo è previsto per tutti, a prescindere dal reddito, e per questo è richiesto l’Isee che definisce la misura dell’importo. Ma è possibile fare domanda anche senza l'Indicatore socio economico.

La domanda senza Isee: cambia l’importo

Va chiarito che l’Isee dovrebbe essere presentato insieme alla domanda, perché permette di modulare l’importo in base ai redditi del nucleo familiare. Ma si può anche iniziare a fare richiesta dell’assegno – per non perdere la liquidità data dall’incentivo – anche senza Isee, riservandosi di presentarlo in un secondo momento. In questo caso, le famiglie avranno diritto all’importo minimo dell’assegno, cioè 50 euro a figlio previsto per Isee oltre i 40mila euro. Chi, però, ha guadagni inferiori può ambire a importi maggiori, fino a un massimo di 175 euro.

Le scadenze da ora in poi

Il consiglio degli esperti è proprio quello di affrettarsi per non perdere il beneficio. I canali per fare domanda sono tre: online sul sito internet dell’Inps, tramite Spid, Cie o Cns; telefonicamente, tramite il contact center al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o al numero 06.164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori); presso i patronati.

Ma cosa succede se non si presenta l’Isee? Se l’Isee viene elaborato entro fine febbraio, automaticamente gli importi erogati a partire dal mese di marzo 2022 saranno calcolati in base all’indicatore reale della situazione economica (Isee, appunto) della famiglia, altrimenti l’assegno avrà l’importo minimo. Invece se l’Isee 2022 viene presentato entro giugno, entro luglio si avrà l’eventuale conguaglio degli importi a partire da marzo e fino a giugno.

Infine, chi presenterà l’Isee dopo giugno avrà un eventuale adeguamento solo dalla mensilità in corso, mentre si perderà la possibilità di conguaglio.

Cos'è l'Assegno unico

Era stato annunciato e poi atteso, soprattutto dalle famiglie: da gennaio è possibile iniziare a presentare le domande per ricevere il sussidio, che sarà erogato da marzo. Andrà a sostituire tutte le attuali misure a sostegno delle famiglie con figli, come detrazioni Irpef per carichi familiari o assegni di vario tipo (bonus bebè, assegno di natalità, adozione, bonus mamme per il terzo figlio) e permetterà quindi di semplificare le pratiche, permettendo a tutte le famiglie di ricevere un contributo, fino a 175 euro al mese per ogni figlio.

«Senz’altro semplificherà la richiesta di molte prestazioni. Anche gli ANF (coloro che usufruiscono dell’Assegno per il Nucleo Familiare, ndr) hanno attualmente una serie di limitazioni che non sono conosciute da tutte le famiglie che spesso si ritrovano a non sapere se ne hanno diritto o meno o in che misura. Comprendendo anche altre prestazioni (bonus bebè e premio alla nascita) sicuramente renderà più facile destreggiarsi nella “giungla” delle pratiche INPS» spiega Carolina Casolo, fondatrice di Sportello Mamme.

Chi può presentare domanda

Come ricorda il sito dell'Inps, dal 1° gennaio 2022 possono fare domanda tutte le categorie di lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati), autonomi, pensionati, disoccupati, inoccupati ecc. E' riconosciuto a tutti i nuclei familiari, per ogni figlio minorenne a carico e decorre dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni di età, in presenza di una delle seguenti condizioni: il figlio maggiorenne deve essere a carico e deve frequentare un corso di formazione scolastica o professionale, oppure un corso di laurea, o deve svolgere un tirocinio o un’attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro. E' riconosciuto anche a chi è disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego oppure a chi svolge il servizio civile universale.

Perché è unico e universale

Si chiama “unico” perché racchiuderà in un unico sostegno tutte le forme di aiuto alle famiglie finora presenti; è definito “universale” perché è destinato a tutti i contribuenti, senza distinzioni tra lavoratori dipendenti (come accadeva finora) o autonomi, pubblici o privati, e incapienti.

I requisiti

L’assegno unico e universale spetterà a tutti i nuclei familiari dove sia presente almeno un figlio (anche “in arrivo”, cioè a partire dal 7° mese di gravidanza) fino ai 21 anni di età. L’assegno è destinato ai figli a carico dei genitori, ma potrà essere richiesto anche dai figli maggiorenni, per «favorirne l’autonomia», a condizione che il ragazzo frequenti l’università o un corso professionale, svolga un tirocinio, sia impegnato nel servizio civile universale, oppure lavori con un reddito ridotto e tale da non permettergli di essere autonomo. In questo caso sarà corrisposto direttamente al figlio, anche in caso di iscrizione alle liste di disoccupazione e stia cercando un impiego presso un centro o un’agenzia specializzata.

Quanto vale

È previsto un contributo fino a 175 euro al mese per ciascun figlio, di cui una parte fissa e una variabile, legata al reddito complessivo della famiglia, ma con importo maggiorato dal secondo figlio in poi. L’importo sarà calcolato in base all'Isee e diviso in parti uguali tra madre e padre, e potrà essere ricevuto sotto forma di un credito d'imposta o assegno mensile.

L'importo pieno (175 euro) andrà a chi ha fino a 15mila euro di reddito annuale, per scendere in modo progressivo e proporzionato fino a 50 euro (o 25 per i maggiorenni) per i redditi oltre i 40 mila euro o per chi non presenta Isee.

Maggiorazioni per i figli disabili e famiglie numerose

Sono previste maggiorazioni, in particolare per i nuclei familiari più numerosi: l’assegno sarà superiore (tra 15 e 85 euro a figlio) in base all'Isee dal terzo figlio in su. Se entrambi i genitori lavorano, inoltre, sono contemplati 30 euro al mese in più per ciascun figlio, che scendono sempre in base all’Isee, fino a azzerarsi oltre i 40mila euro.

In caso di figli disabili non ci sono limiti di età e gli importi variano solo in base al grado di disabilità: per i minorenni si riceveranno 105 euro al mese in più "in caso di non autosufficienza", 95 euro al mese in più "in caso di disabilità grave" e 85 euro in più "in caso di disabilità media". Per maggiorenni disabili fino a 21 anni l’importo deciso dal Governo è di 50 euro al mese in più, mentre oltre i 21 anni tornerà il criterio dell’Isee: fino a 15mila euro il sussidio sarà di 85 euro al mese, che scenderà fino a 25 euro mensili con redditi complessivi pari o superiori a 40mila euro.

Incentivi alle giovani madri

In caso di giovani mamme e proprio per incentivare la natalità, sono previsti 20 euro al mese in più per ogni figlio la cui madre ha meno di 21 anni. In questo caso non sarà tenuto conto dell'Isee, quindi non ci sono limiti di reddito per poter presentare la domanda.

Come e quando presentare la domanda

Può presentare domanda uno solo dei genitori e a lui sarà corrisposto l’assegno, oppure "a richiesta anche successiva, in pari misura" tra padre e madre. In caso di affidamento esclusivo "l'assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario”. Una volta compiuta la maggiore età, anche i figli potranno fare direttamente richiesta, ma dovranno frequentare "un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea", svolgere "un tirocinio" o avere un lavoro con reddito complessivo "inferiore a 8.000 euro annui", essere "registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro ", svolgere "il servizio civile universale". Le domande di possono presentare dal 1° gennaio 2022: l'Inps corrisponderà l'assegno entro i 60 giorni successivi, quindi la domanda di gennaio sarà evasa entro febbraio-marzo successivi. Le richieste si inoltrano tramite il portale web dell’Inps, con Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta Nazionale dei Servizi (Cns) e pin.

Ci sono anche gli "arretrati"

Per tutte le domande di assegno unico e universale che saranno presentate entro il 30 giugno, è previsto il riconoscimento delle mensilità arretrate spettanti a decorrere da marzo, primo mese di erogazione della prestazione.

Limiti di reddito e compatibilità con altri sostegni

Un requisito fondamentale per presentare la domanda è avere la cittadinanza italiana oppure un permesso di soggiorno, per cittadini extracomunitari, permesso di lavoro o di ricerca superiore a sei mesi. Occorre anche avere la residenza in Italia "da almeno due anni, anche non continuativi" oppure la titolarità "di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale". Necessari anche il domicilio e il pagamento delle tasse in Italia.

I beneficiari del Reddito di cittadinanza non dovranno fare domanda per l'assegno unico perché sarà l'Inps a corrisponderlo in modo automatico, "d'ufficio", ed effettuando i calcoli. L'importo di quanto sarà erogato dall'Inps si otterrà, infatti, sottraendo da quanto spetta per l'assegno unico la quota del Reddito di cittadinanza "relativa ai figli minori".

L’assegno, dunque, potrà essere ricevuto anche nel caso in cui un genitore percepisca altre forme di sostegno al reddito, come la Pensione e il Reddito di cittadinanza e non influirà sul calcolo di altre prestazioni sociali agevolate, di assistenza o benefici già previsti per le famiglie con figli disabili.

A chi conviene

«Sicuramente conviene ai lavoratori autonomi o disoccupati, che attualmente non hanno agevolazioni fiscali rispetto ai lavoratori dipendenti, e a quei lavoratori che non raggiungono la soglia minima per le detrazioni fiscali. Mentre le coppie conviventi dipendenti (le cosiddette coppie di fatto) potrebbero essere penalizzate – spiega Casolo - Ad oggi infatti, conta solo il reddito del richiedente, previa la rinuncia del partner alla misura. Con l’assegno unico universale 2021, invece, farà riferimento l'Isee del nucleo familiare che include sia patrimoni mobiliari che immobiliari di entrambi i genitori (anche se non coniugati e addirittura non conviventi)».

A chi andrà il sussidio

L'assegno unico per ogni figlio nel 2021 dovrebbe riguardare circa 12,5 milioni di ragazzi italiani, di cui 10 milioni sono minori di 18 anni. Il numero di famiglie interessate dal sostegno è previsto in aumento rispetto al passato, visto il nuovo inserimento di autonomi e disoccupati tra i beneficiari. Complessivamente le famiglie interessate dal nuovo assegno unico familiare dovrebbero essere 11 milioni circa.

Ad oggi l’Italia è uno dei Paesi che investe meno nelle politiche di sostegno alla famiglia: appena l'1,1% del Pil nel 2018, la metà della media UE, tanto da collocarsi al terzultimo posto tra gli Stati membri, davanti solo a Malta e Paesi Bassi e molto indietro rispetto, ad esempio, alla Germania (3,3%). L'obiettivo del provvedimento è anche di innalzare la quota riducendo il divario rispetto agli altri Paesi europei.

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