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Cashback fiscale: come funzionerà

Primo via libera al cashback fiscale, il rimborso delle spese mediche e sanitarie direttamente sul proprio conto corrente, senza più il 730. Sarà operativo nel 2023

Niente più lunghe attese e trafile burocratiche. I rimborsi per le spese mediche potranno arrivare direttamente sul proprio conto corrente in banca in tempi molto più rapidi, grazie al cosiddetto Cashback fiscale e in particolare alla parte relativa alla salute.

Cos’è il cashback fiscale

Grazie a un emendamento alla legge delega di riforma del Fisco, infatti, è prevista la possibilità di ottenere più facilmente e velocemente il rimborso per l’acquisto di farmaci, per esami, analisi, visite o cure, e anche per le spese di assistenza e sociosanitarie in generale. In pratica, quando si acquista un farmaco non bisognerà attendere fino alla dichiarazione dei redditi per scaricare il 19%, ma lo sgravio potrà essere recuperato subito con accredito su conto corrente. Quindi non si dovranno più indicare gli importi quando si compila la dichiarazione dei redditi, per aspettare poi la detrazione l’anno dopo, ma si potrà ricevere un bonifico alle coordinate Iban indicate al momento dell’acquisto o della spesa. La novità è stata proposta dal M5S e approvata dal Governo. Ora si dovrà mettere a punto il sistema, che potrebbe prevedere il ricorso alla app IO.

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Obiettivo: semplificare

L’intento è quello di semplificare le procedure (e la vita dei contribuenti). In pratica il nuovo sistema del Cashback fiscale permetterà di superare l’attuale sistema di rimborso, basato sulla detrazione al 19% nella dichiarazione dei redditi.

Come funzionerà il cashback fiscale

Spetterà al il cittadino scegliere come farsi rimborsare: possiamo continuare a inserire le spese in fase di compilazione del modello 730, conservando poi scontrini e documentazione per 5 anni (come previsto dalla legge), oppure fornire i propri dati al momento del pagamento elettronico, chiedendo al negoziante o rivenditore l’accredito sul conto corrente. In questo caso funzionerà come per la “lotteria degli scontrini”, quindi si mostrerà un codice insieme alla comunicazione delle coordinate Iban per l’accredito in banca.

La piattaforma da usare

La novità, che si prevede entri in vigore a partire dal 2023, necessita di essere messa a punto in alcuni passaggi concreti, come l’individuazione del sistema a cui appoggiarsi per la comunicazione dell’accredito. Al momento è già possibile comunicare il proprio Iban inserendolo sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella propria area riservata. Non si esclude, però, di utilizzare la app IO, già impiegata per molte comunicazioni e transazioni tra cittadini e pubblica amministrazione.

Le criticità

Oltre alla tempistica, però, vanno superate un paio di criticità, ricordate da Altroconsumo: «Rimangono da smarcare diversi punti che non sono stati chiariti. Ad esempio, non si sa come verrà gestita la franchigia di 129,11 euro che attualmente viene scontata dal totale delle spese mediche sostenute annualmente per calcolare la detrazione del 19% . Oppure, in caso di mancanza di imposte da versare da parte del contribuente (la cosìddetta incapienza), rimane da capire come sia possibile da parte dell’Agenzia fare un controllo diretto in corso d’anno e non a consuntivo come avviene ora per il corretto calcolo delle detrazioni spettanti» spiega l’associazione dei consumatori.

I dettagli saranno quindi contenuti in un decreto attuativo, che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno. Nonostante qualche dubbio, però, Altroconsumo ha accolto positivamente questo primo passo, ricordando di aver «sempre fortemente caldeggiato e sostenuto» una semplificazione della vita dei contribuenti e una misura che «va nella direzione della lotta all’evasione, prevendendo come punto fermo il non utilizzo dei contanti».

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