2 per mille: che cos’è e come funziona?

Nella dichiarazione dei redditi 2016, ha fatto la sua comparsa la casellina del “2 per mille” a favore della cultura. Una parte delle imposte che noi versiamo allo Stato potrebbe così andare ad aiutare associazioni culturali. Fino allo scorso anno il 2 per mille veniva erogato a favore di movimenti o gruppi politici, su indicazione del contribuente. La novità di quest’anno è l’aggiunta del mondo del no-profit culturale. Vi spieghiamo cosa è e come funziona il 2 per mille.

Che cosa è il 2 per mille?

Il 2 per mille è una quota delle imposte sui redditi che un cittadino italiano è comunque tenuto a pagare allo Stato. Tecnicamente: corrisponde al 2 per mille dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Da quanto dovuto, lo Stato ‘toglie’ dalle sue casse la percentuale del 2 per mille e lo destina alla associazione indicata dal dichiarante (oppure anche a un partito politico).

È una tassa in più?

No, assolutamente: è solo una destinazione diversa di una parte delle tasse che comunque il cittadino deve pagare.

Posso sostenere un’associazione culturale, ma non un partito?

Certo, ognuno può sostenere chi vuole. I due per mille, in realtà, sono due: uno per la politica e uno (separato) per la cultura; rappresentano due  destinazioni diverse: nella dichiarazione ci sono due “quadri” appositi, uno sotto l’altro. Si può destinare l’importo a un partito oppure a una associazione oppure a entrambi. Oppure a nessuno dei due.

Come funziona il 2 per mille?

Per le associazioni culturali, bisogna conoscere i codici fiscali degli enti che sono stati ammessi a ricevere questo beneficio. Non basta essere associazioni culturali: bisogna che queste siano accreditate dal Ministero per i Beni Culturali, che ha pubblicato qui l’elenco delle 1130 associazioni culturali ammesse. Per i partiti, bisogna conoscere il codice riferito al gruppo politico che si vuole sostenere. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato qui, i beneficiari per le dichiarazioni 2016 (riferite ai redditi 2015)

E se non voglio destinare il 2 per mille ad alcun partito o associazione culturale ?

Se non viene fatta una scelta, la somma resta allo Stato. Il 2 per mille (così come l’ 8 e il 5 per mille) non rappresentano alcun obbligo per il contribuente. Se invece questi sbaglia a inserire i codici di associazioni o partiti, lo Stato provvede a ritirare queste errate attribuzioni e a ripartirle fra tutte le associazioni che sono state scelte dai contribuenti, in modo proporzionato. Quindi la più scelta si prenderà più soldi.

Quanti italiani hanno destinato lo scorso anno il loro 2 per mille?

Pochini. Stando alle stime fornite dal Ministero dell’Economia e della Finanza, solo 1,1 milioni di contribuenti (su un totale di circa 41 milioni; quindi il 2,7% dei contribuenti) ha scelto di destinare questa cifra alla politica. Sono stati erogati 9,6 milioni di euro. Fino allo scorso anno (quindi sui redditi 2014), si poteva destinare il 2 per mille solo per partiti o movimenti politici.

Cosa sono gli altri “per mille”?

5 per mille. Già da alcuni anni troviamo sui nostri Unico o 730, la possibilità di destinare il 5 per mille dell’Irpef: il meccanismo è simile al due per mille. In pratica, il 5 per mille dell’imposta dovuta allo Stato sui nostri redditi può essere destinata a sei categorie di associazioni o enti locali: organizzazioni non lucrative di utilità sociale e di volontariato; finanziamento della ricerca scientifica e dell’università; finanziamento della ricerca sanitaria; organismi privati di attività di tutela e promozione beni culturali e paesaggistici; sostegno alle attività sociali del comune di residenza; sostegno ad associazioni sportive e dilettantistiche. In alcuni casi basta la firma di chi compila la dichiarazione dei redditi, in altri serve il codice fiscale dell’associazione beneficiaria.

8 per mille. Poi c’è il famoso ‘Otto per mille’. In questo caso, l’8 per mille dell’Irpef è una quota dell’imposta che lo Stato ripartisce fra se stesso e quelle confessioni religiose che hanno firmato una specifica intesa. Troviamo: la Chiesa Cattolica; Unione Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno; Assemblee di Dio in Italia; Chiesa Evangelica Valdese; Chiesa Evangelica Luterana in Italia; Unione Comunità Ebraiche Italiane; Sacra Diocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale; Chiesa Apostolica in Italia; Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia; Unione Buddista Italiana; Unione Induista Italiana. Tutte queste confessioni utilizzano i fondi per spese di culto, gestioni interne e per progetti a scopo benefico in Italia e all’Estero.

Se esprimo il 2 per mille posso destinare anche il 5 per mille e l’8 per mille?

Sì: 2 per mille (sia per partito che per associazioni), 5 per mille, 8 per mille dell’Irpef  non sono alternative fra di loro. Possono essere espresse tutte e 4 le scelte.

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