Lavoro in campagna: 4 storie di successo

31 01 2017 di Angela Altomare

Molti pensano che “lavorare con la terra” sia una prerogativa degli uomini e significhi solo coltivare i campi. Non è così. Grazie alla legge di orientamento 228/2011, che ha allargato i confini dell’imprenditorialità agricola, sono nate tante nuove opportunità di business al femminile legate alla campagna. Lo dimostrano anche i numeri: sono ben 125 mila le imprese “rosa” (dati Coldiretti).

Silvia Marocco

L'agritata: Silvia Marocco, 40 anni, ha fondato un’azienda agricola dove educa, segue e cura i bambini.

«Ho sempre amato i piccoli e mi sono occupata di loro anche quando lavoravo nel campo della cooperazione internazionale in Africa. A causa di un brutto incidente io e mio marito siamo dovuti tornare in Italia ed è stato allora che abbiamo deciso di fondare la nostra azienda a Frinco ( Asti). All’inizio producevamo solo miele poi, nel 2015, grazie a un progetto pilota, ho preso la qualifica di agritata e abbiamo attivato un servizio pedagogico rivolto ai bambini dai 3 mesi ai 3 anni. I piccoli vengono coinvolti nelle attività quotidiane tipiche della vita di campagna: si coltiva insieme l’orto, si preparano i pasti usando i prodotti della natura, si costruiscono giochi con materiali green. Possiamo avere al massimo cinque ospiti per volta e ciò consente di seguirli al meglio».

Questa attività fa per te se Hai un’impresa agricola di famiglia e abiti al suo interno. Il servizio di agritata può essere attivato solo in questo caso. Altra condizione necessaria, per ora, è risiedere in Piemonte: il progetto è sperimentale e fino al 2018 sarà attivo solo in questa Regione. Cosa ti serve Frequentare un corso di 400 ore (200 teoriche e 200 pratiche in un asilo nido) organizzato dall’Associazione Linfa solidale e cofinanziato da Coldiretti Piemonte. Al termine del percorso è prevista una prova finale di valutazione tecnico-attitudinale. Per accedere al corso non sono richiesti titoli di studio particolari.

A chi rivolgerti Coldiretti Piemonte (piemonte.coldiretti.it) oppure alla Cooperativa Linfa Solidale (linfa solidale.it).

Credits: Cristina Scappaticci

L'agri wedding planner: Cristina Scappaticci, 36 anni, dopo la laurea in Giurisprudenza, ha deciso di organizzare matrimoni green nel suo agriturismo ad Arpino (Frosinone).

«Ho capito che poteva funzionare perché mi capitava spesso di ospitare coppie che desideravano un matrimonio in stile country. Da qui è nata l’idea di proporre un ricevimento a chilometro zero: dai menu preparati con cibi stagionali del territorio alle bomboniere, realizzate con prodotti locali e con un pack 100% green. Per riuscire a farsi notare in questo campo bisogna coniugare estro e capacità organizzative, ma anche avere buone competenze linguistiche. Sono tanti gli sposi stranieri (non solo tedeschi, francesi, inglesi, ma anche giapponesi, cinesi e arabi) che scelgono come location la nostra struttura».

Questa attività fa per te se Sei creativa, attenta ai dettagli e gestisci già una struttura dove organizzare il ricevimento.

Cosa ti serve Frequentare almeno un corso professionale di wedding planning. Per specializzarti nell’organizzazione di matrimoni internazionali, puoi seguire il corso International wedding dell’Associazione wedding planners.Ti permette di scoprire tradizioni e usi delle diverse culture.

A chi rivolgerti Associazione wedding planners (assowedding.it) e Associazione europea wedding planners professionisti (assoeurowepp.eu

Credits: Enrica Arena

L'agristilista: Enrica Arena, 31 anni, è cofondatrice, insieme ad Adriana Santonocito, di Orange fiber, azienda siciliana che produce tessuti sostenibili con gli scarti della spremitura degli agrumi.

«L’idea è nata ai tempi dell’università quando Adriana stava preparando la sua tesi all’Istituto Afol moda sui materiali innovativi e sulla possibilità di usare gli scarti dell’industria degli agrumi. Dopo poco tempo con il laboratorio del Politecnico di Milano abbiamo testato la fattibilità dell’idea  e in seguito la abbiamo brevettata. Siamo partite da zero e non è stato semplice trovare finanziamenti per avviare la start up. Anche se abbiamo avuto l’opportunità di usufruire di fondi pubblici e privati, all’inizio è stato fondamentale il contributo economico delle nostre famiglie perché per aprire un’attività come questa sono necessari centinai di migliaia di euro. A fine 2014 abbiamo presentato i prototipi di filati e iniziato a vendere il primo lotto di produzione a un brand di moda che realizzerà una collezione con i nostri tessuti».

Questa attività fa per te se Ti attira l’idea di un business ecosostenibile nel settore moda. Meglio se hai già esperienze nel campo del fashion design e un capitale da investire inizialmente.

Cosa ti serve Nei primi anni di attività si può accedere a fondi e bandi a sostegno dell’innovazione sostenibile. Il limite, però, di questi finanziamento è che rimborsano a spesa già effettuata.

A chi rivolgerti Per conoscere bandi e regolamenti regionali vai su warrantgroup.it/startup/regione.

Credits: Olga Casanova

L'agri beauty expert: Olga Casanova, 46 anni, dopo aver fatto per 17 anni l’estetista, ha fondato un’azienda agricola che produce creme bio.

«Quando avevo il salone di bellezza non riuscivo a trovare dei prodotti di bellezza che fossero buoni e naturali. Per questo, con mio marito, perito agrario e appassionato di piante officinali, abbiamo deciso di metter su una coltivazione biologica di piante di montagna tipiche del territorio trentino. Coltiviamo stella alpina, calendula, timo e arnica, raccogliamo i fiori dai nostri campi e produciamo creme per viso e corpo, dopobarba, sieri green che vendiamo in tutt’Italia sul nostro e-shop».

Questa attività fa per te se Sei esperta di bellezza e hai una buona conoscenza botanica delle varietà del tuo territorio. La valorizzazione delle eccellenze locali è uno degli ingredienti fondamentali per fare la differenza in questo settore.

Cosa ti serve Per supportare i costi dell’avvio dell’attività puoi accedere ai fondi dell’Ue per l’agricoltura erogati dalle Regioni e previsti nei Programmi di sviluppo rurale 2014-2020 come quello promosso dalle Marche che prevede il contributo a fondo perduto fino a 50.000 euro (scade il 28 Aprile 2017). Poi, per produrre cosmetici naturali, devi avvalerti di certificazioni a livello europeo che ne assicurano tracciabilità e sicurezza. La qualità di questi prodotti in Italia è certificata da ICEA.

A chi rivolgerti Coldiretti (coldiretti.it) e Giovani Coldiretti (giovanimpresa.coldiretti.it).

Per metterti alla prova
Se sei alle prime armi e vuoi trovare lavoro nel settore agricolo esistono strumenti specifici come Job in country (lavoro.coldiretti.it), la piattaforma di Coldiretti che consente di accedere alle offerte e Agrijob (confagricoltura.it), il servizio di Confagricoltura che permette di autocandidarsi per le posizioni aperte. Per chi invece vuole fare una esperienza all’estero ci sono portali come fruitjobs.com, pickingjobs.com e agrirs.com per lavorare nel Regno Unito, vitijob.com in Francia e arbeitsagentur.de in Germania. C’è anche wwoofing (wwoof.it e wwoof.org), un programma che permette di prestare la propria manodopera per un minimo di 10 giorni in un’azienda agricola o in una fattoria in Italia o all’estero in cambio di vitto e alloggio.

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