Legionella: cos’è, come si diffonde, come si previene

06 08 2018 di Lorenza Pleuteri
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Aumentano le polmoniti causate da legionella: dove si nascondono i batteri, quali sono i sintomi e le precauzioni per evitare il contagio

Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2018

Un decesso e dodici casi di polmonite causati da legionella. Una morte sospetta anche a Torino.

L’allarme legionella, lanciato in piena estate a Bresso, si estende al territorio a cavallo tra la Bassa bresciana e la provincia di Mantova. A partire dall’inizio di settembre nella zona si sono moltiplicati i casi di polmonite, in almeno una dozzina di questi correlati al “morbo del legionario”. La procura, visti i numeri e la mancanza di certezze sull’origine e la diffusione del focolaio, ha aperto un’inchiesta per epidemia colposa. “Fino alle 20 di lunedì 10 settembre - ha detto l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, facendo il punto - vi sono stati 235 accessi al pronto soccorso, con 196 sono persone attualmente ricoverate e 12 che hanno rifiutato il ricovero o sono state dimesse. Due i pazienti deceduti, uno con diagnosi accertata di legionellosi”, riscontrata complessivamente in 12 persone. Personale specializzato - altra informazione – è impegnato nella verifica della rete idrica dei comuni interessati: i tecnici stanno campionando le acque potabili, al laboratorio di riferimento sono in corso esami e test. A breve se ne dovrebbe sapere di più. “La legionella – ha ricordato l’assessore - non si propaga bevendo l'acqua o per contagio tra persone, non c’è alcun motivo per chiudere le scuole. La curva epidemica – ha provato a rassicurare – è in calo.".

L’ultima segnalazione, ma il timore è che se ne aggiungeranno altre, riguarda un ragazzo bresciano di 29 anni con precedenti problemi di salute: è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva del San Gerardo di Monza, attaccato alla macchina "Ecmo" per la pulizia del sangue. Si era presentato al pronto soccorso di Gavardo, vicino a casa, poi è stato trasferito nel più attrezzato ospedale brianzolo. Le condizioni, stabili, sono gravi. Il dato che preoccupa è la giovane età del contagiato: solitamente le persone debilitate dai batteri della legionella, con la vita a rischio, sono le più anziane.

La notizia di un altro decesso sospetto – con un’ipotesi di legionellosi, da convalidare - arriva intanto da Torino. La vittima è una donna sessantenne reduce da una vacanza, spirata in una clinica del capoluogo piemontese. I sintomi si sono manifestati al ritorno delle vacanze. Il quadro clinico era compromesso da altre patologie.

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Ma perché si può morire di legionella? Cosa c'entra con la polmonite? Come si prende? In che modo si previene?

Che cos’è la legionellosi?

Spiega il professor Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi italiani e dirigente dell’Unità operativa di microbiologia dell’Azienda sanitaria di Legnano – Magenta: “La legionellosi è un’infezione causata dai batteri gram negativi del genere legionella (in particolare della specie Pneumophila responsabile della maggior parte dei casi). Colpisce l’apparato respiratorio. Si può presentare in due forme distinte: Febbre di Pontiac (forma più leggera) e Malattia dei Legionari (forma più grave con polmonite). La seconda denominazione deriva dall’epidemia di polmonite che si verificò a Philadelphia nel 1976 tra i partecipanti ad un raduno di veterani di guerra americani, i Legionari, appunto.

Dove si nascondono i batteri?

Le legionelle vivono in bacini d’acqua naturali e artificiali (laghi, fiumi, dighe, vasche d’irrigazione, fanghi) e nelle acque sorgive, comprese quelle termali. In genere sono in forma diluita, e non creano probelmi. Da questi ambienti possono raggiungere reti di distribuzione, impianti idrici e altri “contenitori” (condotte cittadine, tubazioni degli edifici, serbatoi, fontane e piscine, vasche idromassaggio, vasche per il parto in acqua, umidificatori). “In genere – precisa il professor Clerici – sono in forma diluita e non creano problemi. Conseguenze per la salute possono esserci dove le legionelle sono presenti in grandi concentrazioni. Succede, ad esempio, negli impianti idrici di case di vacanza o alberghi che restano aperti solo per alcuni mesi all’anno e nei rimanenti non vengono utilizzati”. Uno dei principali fattori di proliferazione è la temperatura dell’acqua. La legionella resiste e si diffonde con livelli compresi tra 20 e 50 gradi, ma i batteri in fase dormiente (e quindi inattiva) sopravvivono anche al di sotto dei 20 gradi. Muoiono tanto più rapidamente quanto più la temperatura è superiore ai 50 gradi. Questo è il motivo per cui per la bonifica degli impianti si usa la disinfezione termica, con la circolazione forzata di acqua calda ad almeno 70 gradi. Riassumendo, con le parole dell’esperto: “Il freddo conserva i batteri, il caldo li uccide”.

Come avviene il contagio?

La legionellosi si trasmette in genere per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente Legionella (generato da rubinetti, docce, impianti di umidificazione, torri di raffreddamento) oppure di particelle derivate per essiccamento. Le goccioline si formano sia spruzzando l’acqua sia facendo gorgogliare aria in essa oppure per l’impatto contro superfici solide. La pericolosità di queste particelle di acqua è inversamente proporzionale alla loro dimensione. Le gocce di minor diametro arrivano più facilmente alle basse vie respiratorie. Il batterio della legionella non passa da persona a persona, né con il cibo e neppure bevendo acqua. “Sfatiamo le false credenze – sottolinea il professor Clerici - Non c’è contagio interumano. Il batterio della legionella non passa da persona a persona, né con il cibo e neppure bevendo acqua”. Quali sono i fattori di rischio?

Quali sono i fattori di rischio?

Le persone sono potenzialmente esposte in casa e in giardino, nei luoghi di lavoro, in strutture turistico-ricettive, in ospedali e studi odontoiatrici, in altri spazi pubblici (parchi con fontane, piscine, terme, navi ecc), in prossimità di siti industriali. “La dose infettante – spiega sempre l’esperto - non è nota. Dipende da individuo a individuo e dall’esposizione alle goccioline contaminate. I principali fattori di rischio individuale, comuni ad altre malattie infettive, sono: sesso maschile, età avanzata, consumo di alcool, fumo di sigaretta, malattie croniche del polmone , patologie (ad esempio tumori, diabete, Hiv) e farmaci (come i cortisonici) che causano immunodepressione. Purtroppo non esiste una vaccinazione preventiva”.

Quali sono i sintomi?

La Febbre di Pontiac, con un periodo di incubazione di 24-48 ore, nei sintomi assomiglia a una simil influenza senza interessamento polmonare e si risolve in 2-5 giorni. I segnali sono: malessere generale, brividi, dolori muscolari e cefalea, seguiti rapidamente da febbre, a volte con tosse e gola arrossata. Possono essere presenti diarrea, nausea e lievi sintomi neurologici, vertigini o fotofobia. La Malattia dei legionari, dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni), si manifesta come una polmonite infettiva. Nei casi più gravi può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi. Nei casi meno pesanti l’esordio è con febbre, malessere, osteoartralgie, tosse lieve. A volte ci sono problemi gastrointestinali, neurologici e cardiaci, alterazioni dello stato mentale, diarrea e dolore addominale. L’importante, alle prime avvisaglie o in caso di dubbi, è rivolgersi subito al medico curante o andare al pronto soccorso.

Quante persone si ammalano ogni anno?

In Italia i casi di legionellosi notificati nel 2015 (ultimo dato disponibile) sono stati 1.569, contro i 1.497 del 2014 e i 1.347 del 2013. Vent’anni fa, nel 1998, il numero si fermava a 104. Nel 1997 furono “solo” 79. Il 78 per cento dei recenti contagi è stato notificato da 6 Regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Piemonte), il 22 per cento dalle altre regioni. Il tasso di mortalità (calcolata sul totale dei casi per i quali è disponibile l’informazione sull’esito della malattia, sempre nel 2015 ) è pari al 9,5 per cento.

Il trattamento della legionellosi passa soprattutto attraverso terapie antibiotiche. La Febbre di Pontiac ha un’evoluzione benigna anche in assenza di specifiche cure.

Come prevenire la legionellosi?

Nelle case e nei giardini privati e condominiali è possibile prevenire l’infezione con semplici norme di comportamento, elencate sul sito del Comune di Bresso:

-provvedere alla manutenzione dei punti di emissione di acqua del rubinetto nelle abitazioni, attraverso la sostituzione dei rompigetto e dei filtri o lasciandoli a bagno con anticalcare;

-lasciar scorrere l’acqua calda e poi la fredda prima di utilizzarla, allontanandosi dal punto di emissione dopo l’apertura dei rubinetti e spalancando le finestre (operazioni da eseguire anche dopo periodi di assenza da casa, ad esempio per le ferie);

-fare la doccia solo dopo aver lasciato scorrere l’acqua calda e fredda ed essersi momentaneamente allontanati dal punto di emissione dell’acqua e avere aperto le finestre;

-evitare l’utilizzo di vasche e docce con idromassaggio;

-evitare di irrigare i giardini utilizzando pompe con diffusori a spruzzo;

-evitare di lasciare esposte al sole le canne per irrigazione di orti e giardini;

-evitare l’impiego di acqua del rubinetto per riempire gli apparecchi per aerosolterapia o ossigenoterapia;

-all’esterno delle abitazioni: evitare le fonti di emissione di acqua vaporizzata, ad esempio non stazionando vicino a irrigatori automatici o fontane.





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