In Veneto non si lascia, ma si raddoppia: dopo aver distribuito i braccialetti “anti-stupro” in 2.500 farmacie, in occasione della Festa della Donna dello scorso 8 marzo, ora ne saranno offerti 400 in un liceo veneziano. Si tratta di un dispositivo che permette di scoprire se alla propria bevanda, lasciata incustodita, è stata aggiunta la cosiddetta “droga dello stupro”. Basta attendere pochi minuti per verificare se cambia colore. Il bracciale, allo studio anche in Portogallo e distribuito in Spagna e in Germania, è stato offerto anche a Modena e a Roma.

Il bracciale anti-stupro nelle scuole venete

La notizia ha fatto scalpore: 400 bracciali “anti-stupro” sono in arrivo in un liceo di Portogruaro, in provincia di Venezia, destinati ad altrettanti studenti. Saranno coinvolgendo altri istituti regionali. Si tratta di bracciali con una cartina al tornasole, in grado di indicare la presenza della cosiddetta “droga dello stupro” in pochi minuti, al solo contatto con alcune gocce della sostanza. A promuovere l’iniziativa, che sarà estesa ad altre zone della Regione, è Federfarma Veneto. Già in occasione della Festa della Donna dello scorso 8 marzo aveva messo a disposizione delle donne i braccialetti nelle farmacie del territorio.

Come funzionano i bracciali

Come spiegato dal presidente di Federfarma Veneto, Andrea Bellon, all’agenzia AGI, si tratta di dispositivi monouso che «integrano una cartina al tornasole che reagisce a contatto con alcuni tipi di droghe, le cosiddette “droghe dello stupro”. Permettendo a chi li indossa di verificare rapidamente se la propria bevanda è stata alterata», semplicemente versandone alcune gocce.

Se cambia il colore, significa che la bibita è stata alterata con qualche sostanza stupefacente. In particolare, permetterebbero di riconoscere il GHB (o “ecstasy liquida”), una sostanza generalmente incolore e inodore, dal sapore leggermente salato, oltre a ketamina e altri farmaci dall’effetto analogo.

Basta droghe dello stupro nascoste

L’intento è quello di individuare, quindi, la presenza di sostanze aggiunte di nascosto ai cocktail, per stordire la propria vittima e poi abusarne. Gli effetti di GHB e altre droghe analoghe come le benzodiazepine, infatti, è di indurre sonnolenza, stato confusionale e perdita di conoscenza, per poterne approfittare, rendendo impossibile reagire e cancellando poi il ricordo dello stupro. L’idea, però, è anche quella di sensibilizzare i giovani sui possibili rischi che si corrono, soprattutto quando si abbassa l’attenzione in occasione di uscite serali (e non), lasciando incustodito il proprio bicchiere.

I precedenti: il tattoo anti droga

Non si tratta del primo esempio di dispositivo che mira a scoprire la presenza di eventuali droghe nei drink. Nel 2025, per esempio, un gruppo di ricercatori coreani aveva messo a punto un tatuaggio temporaneo. A contatto o nei pressi della sostanza, cambia colore in modo istantaneo, proprio come il bracciale di carta. Come spiegava la rivista American Chemical Society Sensors, il team del Korea Reserach Institute of Biosceince and Biotechnology, aveva realizzato il tattoo in grado di agire con qualsiasi tipo di bevanda alcolica e superalcolica, senza escludere caffè o altre bibite. Ma quanto sono efficaci questi strumenti?

Quanto sono efficaci bracciali e tatuaggi

«A livello scientifico, si tratta di una ricerca interessante, anche se ho qualche dubbio sulla sua applicazione pratica e soprattutto sull’efficacia in termini di prevenzione di stupri. Lo stordimento della vittima potrebbe avvenire, infatti, anche con altre sostanze o con il “semplice” alcol. Ma soprattutto sono preoccupato: se una donna deve uscire avendo con sé lo spray anti-aggressione, la App per chiamare eventualmente le forze di polizia e il tatuaggio per riconoscere il GHB, credo che ci sia qualcosa che non va», commentava Riccardo Gatti, coordinatore del tavolo sulle Dipendenze della Regione Lombardia e già direttore del Dipartimento Dipendenze della ASST Santi Paolo e Carlo (DIPEAD).

Cosa dice lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità

Sulla veridicità dei risultati dei braccialetti, fa fede uno studio a cura del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto superiore di sanità, pubblicato sulla rivista Clinical Chemistry and Laboratory Medicine. Risulta che la ketamina è tra le sostanze che sono individuate con maggiore facilità, specie in cocktail a base di gin. I testi si sono rivelati meno sensibili nel cambio di colorazione con il GHB e non efficaci con benzodiazepine e MDMA, mentre per la cocaina in alcuni casi è stato necessario ripetere la prova. I ricercatori sottolineavano, però, come i drink più colorati possono nascondere la reazione chimica, mentre quelli al limone o all’arancia hanno dato falsi positivi. Considerando, inoltre, gli ambienti poco illuminati dei locali notturni, sarebbe poi indicato optare per un segnale più visibile, come un simbolo, come suggerito da Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS.

Iniziative analoghe a Modena e a Roma

Intanto la diffusione dei bracciali in Veneto non è un caso isolato. Lo scorso luglio il Comune di Modena si è dotato di 130 braccialetti destinati al progetto “Scuole sicure”, finanziato dal ministero dell’Interno. Sono stati destinati agli studenti, informati sui rischi delle sostanze stupefacenti somministrate senza il consenso dei destinatari, come spiegato dal Comandante della polizia locale, Alberto Sola, alla Gazzetta di Modena. Nei mesi scorsi, invece, Federfarma Roma ha distribuito gratuitamente nelle farmacie della Capitale e a Ladispoli i kit Check Your Drink, dotati ciascuno di 8 strisce reattive monouso.

I bracciali alle feste in Spagna e Francia, nelle scuole in Germania

Anche nel resto d’Europa cresce il ricorso a sistemi analoghi: in Portogallo è in corso una sperimentazione a Lisbona, mentre in Germania è stata promossa un’iniziativa analoga a quella veneta nelle scuole superiori di Germersheim. In Spagna, invece, il Comune di Vila-real ha messo a disposizione 5mila braccialetti durante le feste cittadine del maggio 2025. Anche in Francia i dispositivi sono stati usati in occasione del festival francese Solidays di Parigi, a giugno 2025.

Il rischio della “falsa sicurezza”

Qualche dubbio sull’efficacia al momento rimane tra gli esperti, che però sottolineano soprattutto un altro rischio, quello di «di fornire una falsa sicurezza», osservava Gatti, che sottolineava come, già a proposito dei tatuaggi, fossero in grado di intercettare anche i precursori della droga. Si tratta di soluzioni utilizzate a livello industriale che, se assunte, in pochi minuti sono metabolizzate dal fegato e diventano GHB. «Credo, quindi, che la sicurezza sia da cercare in altro modo, anche perché le sostanze pericolose sono tante. Anche chiamarla “droga dello stupro” può essere rischioso: può indurre a usarla a questo scopo anche chi magari non ci aveva pensato prima», concludeva l’esperto Gatti.