Noi ragazzi rispettiamo le regole e non siamo viziati

  • 27 04 2020

Quanti momenti e occasioni si porta via la pandemia? Per chi vive l'adolescenza, come Martina - 18 anni - questo che stiamo vivendo è un furto: di commiati, canti, brindisi, saluti. Tutto è stato spazzato via. Però di questo i giovani come lei non si lamentano perché ci tengono a essere rappresentati per quello che hanno dimostrato di essere: rispettosi delle regole, attenti al prossimo, responsabili. Questa è la narrazione giusta dei nostri ragazzi

Quelli che dovevano essere i miei ultimi mesi da liceale, li sto trascorrendo tra le mura della mia casa. Non abbiamo più potuto brindare agli anni trascorsi insieme in quella scuola che ci ha strappato sorrisi e lacrime, non abbiamo potuto cantare a squarciagola “Notte prima degli esami” durante una delle ultime assemblee e non abbiamo potuto tifare per l’ultima volta il nostro adorato scientifico intonando i cori e sventolando quei cartelloni che avremmo preparato con tanta cura.

Il Mostro ci ha portato via quelli che sarebbero dovuti essere i ricordi più belli della nostra adolescenza. Ciononostante il sole continua a illuminare le mie giornate, così come le stelle mi permettono ancora di esprimere desideri per un futuro più roseo.

Ho riscoperto il piacere di aiutare la mia mamma a cucinare, per poi sentire la fragranza delle torte appena sfornate. Ho passeggiato nel mio giardino, tra i fiori di ciliegio appena germogliati e il cinguettio degli uccelli. Ho dedicato molto tempo a coccolare il mio cane che ormai da troppo avevo trascurato. Infine ho riscoperto il piacere di guardare un film sul divano con la mia famiglia il sabato sera.

Il mondo degli adulti ha sempre pensato che la nostra generazione fosse viziata e accomodante e che non sarebbe mai riuscita ad affrontare un periodo di crisi. Invece alla luce della situazione attuale mi sento orgogliosa di affermare che mai come in questo momento ci siamo dimostrati rispettosi nei confronti delle regole e delle persone più deboli e forti rispetto alle avversità che ci hanno sormontato. È stato bello ritrovarsi tutti insieme sui balconi per intonare quell’inno così emozionante e ricco di significato che i nostri nonni prima di noi sono stati orgogliosi di cantare.

Il Mostro ci ha travolto senza preavviso, ci ha colto alla sprovvista. Saremo chiamati reduci di una guerra che non volevamo, che ci ha fatto versare lacrime, che ci ha strappato numerosi momenti che avremmo potuto vivere in quella straordinaria quotidianità che tanto odiavamo. Ma ce la faremo.

(Martina Greco, 18 anni, studentessa)

#lenostrevitesospese

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