Olesya Rostova, a sinistra, e Piera Maggio, madre di Denise Pipitone
Olesya Rostova, a sinistra, e Piera Maggio, madre di Denise Pipitone

Denise Pipitone: cosa sappiamo della “pista” russa

A diciassette anni dalla scomparsa della piccola da Mazara del Vallo, una segnalazione arrivata a Chi l’ha visto sembra riaccendere le speranze. La madre Piera Maggio, che non ha mai smesso di cercare la figlia scomparsa invita alla cautela: «Aspettiamo i risultati dell’esame del Dna»

Il primo settembre 2004 Denise Pipitone, una bambina di tre anni e mezzo, spariva dal suo paese di origine, Mazara del Vallo in provincia di Trapani. Diciassette anni più tardi, e dopo innumerevoli false piste, un nuovo aggiornamento sembra riaccendere la speranza della madre Piera Maggio, che in tutti questi anni non hai mai smesso di cercare la figlia scomparsa. Nella puntata di martedì 30 marzo, il programma Chi l’ha visto condotto da Federica Sciarelli su Rai3, ha infatti mandato in onda l’appello di una giovane donna russa, Olesya Rostova, che sta cercando la sua famiglia d’origine. Rostova, che oggi ha all’incirca vent’anni (la stessa età che avrebbe Denise), è stata ospite di un programma russo tramite il quale ha lanciato il suo appello: ha raccontato di essere stata rapita da bambina e di essere stata poi trovata in un campo nomadi nel 2005, quindi di essere stata adottata.

La giovane donna è alla ricerca della sua madre biologica e grazie a una segnalazione a Chi l’ha visto da parte di una telespettatrice, il suo appello è arrivato in Italia, e soprattutto a Piera Maggio. Quest’ultima non ha potuto partecipare alla trasmissione a causa di un problema di salute, ma ha registrato un videomessaggio in cui ha dichiarato, con cautela:  «Vogliamo rimanere con i piedi ben piantati a terra, cautamente speranzosi ma senza illuderci più di tanto, anche perché le segnalazioni passate ci hanno mostrato che l’illusione non porta a nulla». Sui social in molti hanno fatto notare la somiglianza tra Rostova e Piera Maggio, che in effetti sembra esserci, ma intanto è stato richiesto il test del Dna, l’unico modo per fugare ogni dubbio: «Attendiamo l’esame del Dna e siamo speranzosi», ha detto ancora Piera Maggio attraverso il suo avvocato Giacomo Frazzitta. Entrambi sono ora in attesa di partire per la Russia, una volta completato l’iter di autorizzazione da parte del ministero degli Esteri russo per consentire l’ingresso nel Paese nel rispetto delle norme anti Covid-19.

L’ultima di tante segnalazioni…

Non è la prima volta che vengono fatte segnalazioni di questo tipo, e finora si sono sempre concluse in un niente di fatto. Già nel 2005, infatti, una bambina molto simile a Denise, in compagnia di una donna di circa quarant’anni, venne avvistata a Milano dalla guardia giurata Felice Grieco: la segnalazione si rivelò però inutile perché la bambina non era Denise. Nel 2007 Piera Maggio si è recata in Tunisia per verificare un’altra segnalazione, anche quella volta rivelatasi infondata. Nel 2015 una ragazza contatta su Facebook Piera Maggio dicendole di essere sua figlia, ma viene smascherata proprio dal programma Chi l’ha visto?.

Tra le prime ipotesi subito dopo la sparizione c’era quella del rapimento da parte di un gruppo nomadi, una pista che venne poi gradualmente abbandonata quando gli investigatori iniziarono a concentrarsi sull’ambito familiare. L’ipotesi più accreditata era che Denise, che è figlia di Piera Maggio e di Giuseppe Pulizzi, e non Toni Pipitone che però l’aveva riconosciuta, fosse stata rapita dalla sorellastra Jessica Pulizzi per vendetta. 

… in un caso che ha sconvolto l’Italia

Dopo anni di processi, Jessica Pulizzi verrà assolta dal Tribunale di Marsala il 27 giugno 2013 e dalla Corte d’appello di Palermo il successivo 2 ottobre 2015, assoluzioni confermate dalla Corte di Cassazione nell’aprile 2017. Sempre nel 2017, però, le indagini vengono riaperte dalla procura di Marsala, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie ritenute utili ai fini del ritrovamento della ragazza, come racconta il Corriere della Sera. I nuovi elementi al vaglio degli investigatori sarebbero infatti le tracce di Dna contenute nelle impronte digitali di Denise, che furono rilevate dagli inquirenti nei luoghi frequentati dalla piccola dopo la sua scomparsa.

C’è poi un altro elemento, che riguarda Anna Corona, la madre di Jessica Pulizzi: quando i Carabinieri andarono a fare un sopralluogo presso la sua abitazione, la donna accolse i militari nell’abitazione di una vicina, impedendo così il sopralluogo nell’appartamento che sarebbe stato rilevante per le indagini. Nel frattempo, Piera Maggio e Giuseppe Pulizzi hanno continuato a cercare la loro bambina: in occasione del suo ventesimo compleanno, l’anno scorso, il padre ha anche scritto una lettera aperta alla figlia in cui si augurava di poterla riabbracciare presto.

Riproduzione riservata