Dolore cronico: le nuove terapie

Se hai dolore da più di tre mesi, non è più un segnale, ma una vera e propria malattia, legata a molti fattori. Oggi ci sono nuovi farmaci e trattamenti per stare meglio e soprattutto c'è una rete di centri a cui chiedere aiuto

Ornella è guarita da quattro mesi dal Fuoco di Sant’Antonio, ma il dolore la tormenta ancora. Mentre Lucilla ha un male insopportabile alla schiena dovuto all’artrosi che ormai non reagisce più a nessun farmaco. Sono in tanti nella stessa situazione, addirittura un italiano su quattro, soprattutto donne, di cui quasi la metà assume antidolorifici senza controllo medico. «Quando il dolore dura da oltre tre mesi, non è più un segnale, ma una vera e propria malattia e come tale va affrontata dagli specialisti» spiega Cristina Mastronicola, responsabile dell’Hub Terapia del dolore dell’AUSL Modena. «Oggi per fortuna abbiamo a disposizione un bagaglio di soluzioni e di nuove strategie così efficaci da far ritrovare il piacere di vivere. E a qualsiasi età. Io racconto sempre di una paziente anziana che si è presentata al controllo felice, perché dopo anni di sofferenza aveva ripreso ad uscire ed era andata dal parrucchiere». Ma come bisogna muoversi?

Gli step della cura

Il primo a cui rivolgersi in caso di dolore cronico è il medico di famiglia. Se non ci sono miglioramenti con le sue cure, oppure si tratta di una forma più complessa, viene coinvolto l’ambulatorio per la terapia del dolore. «In queste strutture ci sono anestesisti che, in base alle caratteristiche del dolore, prescrivono il farmaco più indicato e tengono sotto controllo il paziente con visite regolari» racconta l’esperta. «Possono essere prescritti farmaci ma anche infiltrazioni che somministrano i principi attivi direttamente lì dove servono». Per i casi più difficili ci sono gli Hub, come quello che dirige la dottoressa Mastronicola. Sono centri con medici, infermieri e la possibilità di un ricovero, che comprende anche la notte, o di un regime di day hospital. «Il paziente ha a disposizione tutte le tecniche più innovative» sottolinea l’esperta. «Per esempio è possibile essere sottoposti a procedure chirurgiche antalgiche come la neurostimolazione».

Terapia del dolore: come esercitare il diritto a non soffrire

VEDI ANCHE

Terapia del dolore: come esercitare il diritto a non soffrire

I farmaci su misura

«Oggi abbiamo una vasta disponibilità di medicinali la cui efficacia è supportata da studi scientifici» spiega Mastronicola. «E questo ci permette finalmente di prescrivere il principio attivo più adatto alla persona». Perché i dolori non sono tutti uguali e non possono essere curati tutti allo stesso modo. Per esempio quando il male è di tipo neuropatico la scelta è tra alcuni principi attivi che fanno parte della famiglia degli antidepressivi e degli anticonvulsivanti, principi attivi che hanno la capacità di “spegnere” il segnale di trasmissione di questa particolare sofferenza. Se però il disturbo è legato a spasmi, come accade nel caso della sclerosi multipla, la soluzione può essere un medicinale miorilassante. Si può ricorrere invece agli oppiacei quando l’artrosi causa dolori insopportabili e ingestibili con gli antinfiammatori. «Gli anziani sono più sensibili agli effetti collaterali e per questo i dosaggi devono essere inizialmente più bassi» spiega l’esperta. «Per loro una soluzione è quella che si chiama terapia infusionale intratecale. Inseriamo un catetere nella colonna vertebrale e lo colleghiamo a un piccolo serbatoio, collocato sottopelle, che rilascia analgesici e anestetici in piccole quantità. In questo modo può essere somministrata anche la morfina, a dosaggi cento volte inferiori rispetto alla formulazione per via orale. Così limitiamo gli effetti collaterali più frequenti, come la nausea e la stitichezza».

L’ipnosi come cura medica per ansia e dolore cronico

VEDI ANCHE

L’ipnosi come cura medica per ansia e dolore cronico

Il neurostimolatore per il midollo spinale

Oggi c’è una terapia che non impedisce di muoversi e vivere normalmente anche quando il dolore è particolarmente intenso o non risponde più alle cure farmacologiche. «Si chiama neurostimolazione elettrica percutanea sotto forma di onde a frequenze alternate» continua l’esperta. «Si tratta di un particolare pacemaker che genera impulsi all’interno del midollo spinale. In pratica, emette una sequenza di onde che interrompe la trasmissione del dolore prima che raggiunga i centri cerebrali». L’ultimo arrivato ha perfino la capacità di mixare due tipi di onde differenti che possono essere emesse con intensità differenti alternate. Al paziente viene fornito un telecomando che permette di modificare la stimolazione in base all’intensità del male percepito. Una soluzione particolarmente efficace contro i dolori alla schiena e agli arti.

Fibromialgia, dalla diagnosi alle cure: le novità della scienza

VEDI ANCHE

Fibromialgia, dalla diagnosi alle cure: le novità della scienza

I centri di terapia del dolore

Se cerchi un centro o un ambulatorio specializzato nella cura del dolore clicca sul sito dell’Associazione italiana per lo studio del dolore (www.aisd.it). In occasione della Giornata nazionale del sollievo il 30 maggio gli specialisti saranno disponibili per consulti gratuiti via web.

Per saperne di più clicca su salute. gov.it, www. fondazioneghirotti. it oppure www. fondazioneisal.it. Isal ha anche uno sportello di ascolto per una consulenza medico e legale attiva tutto l’anno. Per accedervi invia una mail a isal@ fondazioneisal.it oppure segreteria@ studiolegalesassano.it, indicando più informazioni che puoi relative alla tua situazione.

Riproduzione riservata