Mentre il neogoverno spagnolo parte con 11 donne ministro nei posti chiave e solo 5 uomini, in Italia il rapporto è all’inverso e per ora non c’è neanche una delega alle Pari opportunità. Del resto nel contratto tra Lega e 5 Stelle, i partiti che hanno dato vita all’esecutivo, di donne si parla poco. «Lacune deludenti per chi, da un governo che si definisce “del cambiamento”, su questo fronte si aspettava di più» spiegano Elisabetta Strickland e Francesca Brezzi, fondatrici di Giobs, Osservatorio delle università romane sulle politiche di genere. Qui ci aiutano a capire quali politiche femminili ha intenzione di attuare l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte.

Prorogata la possibilità di andare in pensione prima

Nel piano di riforma delle pensioni si vuole rendere definitiva l’Opzione donna già sperimentata, cioè la possibilità di lasciare il lavoro con 57-58 anni di età e 35 di contributi. «Un vantaggio per chi sceglie di andare in pensione prima, ma non basta. L’impressione è che le donne, nel programma di governo, siano prese in considerazione non come risorse ma come anziane o madri di famiglia».

Previsti aiuti per chi ha figli

È proprio nel capitolo della famiglia (presente nel programma sia dei 5 Stelle sia della Lega) che si parla di donne: aumento dell’indennità di maternità, premio per chi rientra al lavoro dopo un figlio, sgravi per le imprese che mantengono al lavoro le neomamme, rimborsi per asili nido e baby sitter. «Ottimo, perché l’empowerment femminile parte dalla possibilità di conciliare meglio vita e lavoro» dicono le esperte. «Ma il punto di vista è “assistenzialistico”, non viene messo a fuoco quello che davvero conta, cioè il maggior coinvolgimento delle donne nell’economia».

Dimenticate la violenza sessuale e la parità salariale

Temi come l’accesso alle carriere e la parità salariale non sono trattati in modo esplicito né nel contratto né nei programmi elettorali di Lega e M5S. «Li ha citati Conte nel discorso alle Camere per la fiducia. Vediamo come procederà: lavorare su questi fronti sarebbe un bene per il Paese ed è stato dimostrato come la parità sul lavoro alzerebbe il Pil del 7%». L’altro grande tema assente (sia dai programmi elettorali dei vincitori sia dal contratto di governo) è la violenza sulle donne, trattato solo in relazione all’inasprimento delle pene. «Quest’ultimo aspetto è importante, certo, ma manca il fondamento, cioè la prevenzione e l’educazione, soprattutto nelle scuole. La base per creare la cultura del rispetto e della parità».

È polemica su aborto e famiglie arcobaleno

«Le famiglie arcobaleno non esistono per legge in questo momento». «Bisogna potenziare i consultori per cercare di dissuadere ad abortire».

Con queste dichiarazioni, Lorenzo Fontana, il ministro della Lega per la Famiglia e le disabilità, noto anche per le posizioni anti eutanasia, ha scatenato la rivolta di chi da anni lotta per diritti che cominciava appena a vedere riconosciuti. Si rischia un passo indietro?

«La storia fa il suo corso e sui diritti oggi indietro non si torna, sarebbe la rivoluzione» dicono le fondatrici dell’Osservatorio sulle politiche di genere. Il vicepremier Matteo Salvini ha subito chiarito che questi temi non sono nel programma. Non solo. Comuni come quello di Torino registrano i figli di coppie omogenitoriali e il sindaco 5Stelle Chiara Appendino dice: «Speriamo che la nostra scelta sia seguita dal Paese: c’è bisogno di tutelare i diritti. Tanti oggi non lo sono ancora, in particolare quando parliamo di mondo Lgbt».

AL PREMIER CONTE NOI MAMME CHIEDIAMO…

Quali sono le richieste più urgenti che i genitori rivolgono al nuovo governo? Lo rivela un sondaggio realizzato in vista della Festa della Tata, in programma il 17 giugno su Paramount Channel.

99,3% collaborazione da parte dello Stato con maggior sostegno alla genitorialità
84% modalità di lavoro più flessibile per madri e padri
74% rette più economiche per nidi e asili
41% sgravi fiscali per le famiglie con figli

Fonte: sondaggio Paramount Channel (canale 27 del digitale terrestre e canale 27 di Tivusat) con FattoreMamma.

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