Come il pavimento pelvico è diventato di tendenza

Ci sono app, podcast, programmi fitness per allenarlo: che cos’è, perché è importante prendersene cura e perché è il segnale che di questi argomenti di salute femminile dovremmo parlarne sempre di più

Il ruolo del pavimento pelvico nella salute femminile, come spesso accade quando si tratta del corpo delle donne, è stata lungamente ignorato. Ora però, grazie anche alla popolarità raggiunta da app, podcast e da una più generale informazione sull’argomento, il pavimento pelvico è al centro del benessere femminile. Ma di cosa si tratta? Per pavimento pelvico si intende l’insieme dei muscoli e dei legamenti che si trovano nella cavità dell’addome e delle pelvi, la cui funzione è sostenere e regolare sia i genitali che l’apparato urinario, dalla vescica alla parte terminale dell’uretra.

È dunque implicato nelle principali funzioni fisiologiche del controllo della continenza urinaria e fecale, ma gioca anche un ruolo nel raggiungimento dell’orgasmo. Se i muscoli del pavimento pelvico perdono tono e si indeboliscono, come spesso succede con l’avanzare dell’età o dopo la gravidanza e il parto, si possono riscontrare problemi come il prolasso della vagina o dell’utero, incontinenza, dolore alla schiena e riduzione del piacere durante un rapporto sessuale. Prendersene cura, insomma, è fondamentale. 

Dalle app ai dispositivi, il fenomeno dello “yoga pussy”…

Come ha raccontato recentemente Emin Saner sul Guardian, a causa della storica mancanza di interesse per la salute delle donne e la schizzinosità su tutto quello che ha a che fare con il sesso e le funzioni corporeo, il pavimento pelvico, le sue funzioni e i problemi cui si va incontro se non lo si cura, sono stati per lungo tempo una sorta di tabù. Non più: negli ultimi anni, in linea con l’avanzamento della ricerca scientifica sui problemi di salute prettamente femminili – un campo, quella della medicina di genere, dove c’è ancora moltissimo da fare – e una maggiore consapevolezza sull’argomento, il pavimento pelvico è diventato quasi una sorta di tendenza, in linea con l’attenzione sempre maggiore verso quelle problematiche che colpiscono solo le donne. Un’attenzione che spesso sfocia in consigli di lifestyle spesso privi di fondamento scientifico, ma che affonda le sue radici in un bisogno reale: quello di trattare, e per certi versi sdoganare, queste tematiche

Ci sono app dedicate per “allenarlo” (come Squeezy, in inglese, o quella di Tena Lady, disponibile anche in italiano) e dispositivi studiati appositamente per stimolarlo: il più famoso è Elvie, che va inserito nella vagina e permette di monitorare i risultati degli esercizi, ma ce ne sono molti altri che svolgono la stessa funzione, non ultime le celebri uova vaginali di Gwyneth Paltrow che, tra le altre cose, promettevano di migliorare i muscoli di quella determinata zona. Ma ci sono anche podcast dedicati, come Why Mums Don’t Jump, condotto dalla giornalista della Bbc Helen Ledwick, che vuole abbattere lo stigma intorno al prolasso vaginale, all’incontinenza e agli altri problemi legati alle disfunzioni del pavimento pelvico. E c’è il libro della danzatrice del ventre tedesca Coco Berlin, Pussy Yoga, best seller in Germania appena tradotto in inglese (non è ancora disponibile in italiano), che del pavimento pelvico ha fatto la sua ragione di vita: «Non sono una vera yogi», ha detto, «ma per me questo è stato un vero viaggio spirituale. Quando mi sono connessa al mio pavimento pelvico, per la prima volta nella mia vita, ho avuto la sensazione di possedere il mio corpo», ha detto.

… e la riscoperta del corpo femminile

In realtà, gli esperti intervistati dal Guardian ritengono che i dispositivi non siano strettamente necessari all’allenamento dei muscoli del pavimento pelvico. La pensa così Susanne Hagen, professoressa presso la Glasgow Caledonian University, che svolge attività di ricerca sui disturbi del pavimento pelvico: «Abbiamo condotto uno studio su donne che avevano già l’incontinenza urinaria. La metà ha ricevuto una formazione da un terapista e l’altra metà ha seguito la terapia ma ha anche utilizzato un dispositivo che misura la compressione durante l’esercizio. Volevamo vedere se questo aiutasse le donne a fare meglio gli esercizi, a essere più motivate a farli e quindi stabilire se aiutassero a risolvere il loro problema. Quello che abbiamo scoperto è che, in media, non c’era differenza tra i due gruppi. Se hai un ottimo programma di esercizi per i muscoli del pavimento pelvico, non hai bisogno di un dispositivo», ha spiegato. Ciò non toglie, comunque, che le app dedicate possano servire da promemoria e gli stessi dispositivi da incentivo

Questa tipologia di esercizi, conosciuti anche come “esercizi di Kegel” dal nome del ginecologo americano che li ha inventati, si basano sulla contrazione e sul rilassamento dei muscoli che utilizziamo per fermare il flusso dell’urina. Sia negli uomini e nelle donne, la ginnastica pelvica viene consigliata per trattare i sintomi dell’incontinenza. Negli uomini possono anche aiutare a mantenere un’erezione più a lungo, mentre nelle donne sono utili per alleviare il dolore durante il sesso, così come i problemi causati dal parto come il prolasso vaginale. Tuttavia, gli esercizi non sono la risposta a tutto: ci sono casi in cui solo un intervento chirurgico può essere risolutivo, in particolare dopo un parto traumatico, e non bisognerebbe mai esagerare, perché i muscoli del pavimento pelvico non devono essere né troppo rilassati ma neanche troppo rigidi, e un eccessivo allenamento potrebbe essere dannoso. Cercare il parere di un professionista (e non di Gwyneth Paltrow) è sempre la soluzione migliore, ma che di pavimento pelvico si parli sempre di più non può che essere una buona notizia.

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