Hai anche tu la sindrome da nido vuoto?

Ne soffrono i genitori che rimangono a guardia di una casa vuota, con i figli ormai adulti. E che devono ricominciare dalla coppia

Dopo decenni l’anniversario di nozze è una ricorrenza incerta. È doveroso festeggiare il traguardo (di questi tempi, straordinario), ma inevitabile domandarsi: che resta da fare insieme, ancora? Amare, dicono gli psicologi, è un verbo attivo. Chi si adagia è perduto. Michelle Obama ha chiara la situazione, e nel post del 3 ottobre che celebra i suoi 27 anni di matrimonio con Barack ha scritto che sì, quel giorno lui le aveva promesso «una vita piena di avventure, e ha mantenuto» ma ora è tempo di inaugurare un nuovo capitolo.

Quello da “empty nesters”, genitori che rimangono a guardia del nido vuoto. Dopo aver affidato ad Harvard la primogenita Malia 2 anni fa, gli Obama hanno di recente accompagnato Sasha, la piccola di casa, all’università del Michigan. E considerando che sono già stati la “Prima famiglia” degli Stati Uniti, immagino che per riuscire a riempirsi la vita necessitino di un particolare sforzo creativo. Ma il momento in cui un figlio esce di casa, che sia per trasferirsi in un altro continente o a soli 50 km, è sempre delicato.

L’anno scorso, di questi tempi, lo chef più feroce della tv Gordon Ramsey confessò di sentirsi «molle come un soufflé» all’idea che suo figlio maggiore andasse a vivere altrove (e sì che ne ha altri 4). È vero che trovare stimoli diversi si può e si deve, che fa bene elaborare nuove dinamiche di coppia, che il nido vuoto può diventare finalmente il posto dove invitare gli amici, dedicare una stanza alla pittura, o leggere un libro invece di caricare lavatrici. Non è soltanto vero, è la vita. Quando mia figlia è andata in vacanza da sola la prima volta, io sono rimasta a guardarla finché non ha voltato l’angolo, e lei non si è girata mai una volta. Mi sono sentita fiera di quella forza. Ma più siamo orgogliose delle creature indipendenti che abbiamo messo al mondo, più profondamente, ogni volta come la prima, ci si spezza il cuore.

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