Prima di togliersi la vita, Vittorio Bonaldo, finanziere in pensione prima di essere lo zio della conduttrice Elena Santarelli, ha scritto una lettera alla famiglia: “La Prader Willi mi ha consumato, distrutto senza forze, ora sento già il secondo mostro che si è impossessato di me. Chiedo scusa alla mia famiglia (tutta) ma non ho la forza per affrontarlo“.


Lasciate alla moglie sul tavolo di casa, le sue sono le parole che definiscono un uomo sfinito dai dolori di una vita da caregiver: la figlia è vittima di una grave malattia genetica, la sindrome di Prader Willi, che comporta gravi difficoltà dal punto di vista motorio e psichiatrico. La recente scoperta di essere affetto lui stesso dal morbo di Parkinson lo ha fatto crollare.

Le poche righe di addio sono state diffuse tramite Instagram dalla nipote, l’attrice e showgirl, particolarmente sensibile a questi temi, dopo aver lottato per più di un anno contro un tumore che aveva aggredito il primo figlio, fortunatamente guarito. Lo ha fatto perché Bonaldo ha lasciato anche un messaggio nella lettera prima della tragedia: “Chiedo ai politici di fare di più per le famiglie con persone con handicap… Fai qualcosa sui giornali“. Elena Santarelli, in un’intervista a Repubblica, ha definito il gesto dello zio “un ultimo sacrificio verso la famiglia e verso tutte le famiglie che vivono questa condizione“. 

Sui social la showgirl racconta la storia: “Mio zio aveva una figlia (Daniela) con la sindrome rara di Prader Willi. Da 37 anni era l’ombra di sua figlia, era insieme a mia zia un vero e proprio caregiver che dedicava tutte le sue energie alla figlia malata. E come tutti i caregiver si sentiva lasciato solo (non dalla famiglia)“.

L’ho sempre detto a zia: quando è stato diagnosticato il tumore a mio figlio avevo una soluzione, loro no. Crescere con mia cugina disabile in casa mi ha reso diversa: è una grande scuola, una grande palestra di vita. Pur avendo un figlio con un tumore cerebrale mi dicevo: quanto meno possiamo provarci, a tornare alla normalità. Capisce? Mio figlio è nato sano: abbiamo avuto un intoppo e si poteva risolvere o meno. Ringraziando Dio e la medicina l’abbiamo risolto. Quindi mi lamento poco! Si deve smuovere la politica. Ho visto genitori dormire in auto, mangiare una banana per non spendere alla mensa. C’è chi si è indebitato per curare i figli“.

Zia si batte da anni per la legge sui caregiver: quella di febbraio è tutto fumo e niente arrosto. Il problema non è solo economico. Si sentono lasciati soli dallo Stato. Non ci sono abbastanza strutture adeguate che permettano ai genitori di respirare. Non c’è l’assistenza di una persona formata che viene a casa. Daniela ogni tanto può andare al Centro Armonia a Latina, sovvenzionato dalla Regione, ma c’è una lista di attesa imbarazzante. Se un caregiver non si cura viene logorato, lo stress può uccidere a livello cerebrale. Mia zia, come tanti altri genitori, è agli arresti domiciliari. Vivono in galera, senza vacanze né cene fuori“.

Per fortuna, questa volta per la conduttrice solo cuoricini rossi e nessun hater.