Illustrazione di Elisa Macellari

Illustrazione di Elisa Macellari

Lui desidera un figlio, io no. Possiamo restare insieme?

Dal 2015 la scrittrice ha una rubrica su Donna Moderna dove si confronta con le lettrici sui problemi di coppia, sesso e relazioni affettive

Ogni settimana pubblichiamo le risposte di Chiara alle domande delle lettrici, sia online che sulla carta. Per scriverle, manda una mail a lapostadelcuore@mondadori.it

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Cara Chiara, fino a che punto è giusto sacrificarsi per la felicità della persona che ami? Io e lui stiamo insieme dai tempi dell’università, abbiamo la nostra casa, un buon lavoro, una vita di interessi, amicizie, viaggi, rapporti pieni di passione. Se non fosse che da tempo lui manifesta la voglia di un figlio, figlio che io non ho mai desiderato e mai desidererò. Lui ne è consapevole ma ultimamente, a causa della mia età, è diventato molto insistente, al punto di accusarmi di pensare solo a me stessa e non a noi, di essere superficiale. Io credo che l’egoista sia lui, nel voler cambiare la mia vita per soddisfare un suo desiderio. Quello che era un bellissimo rapporto si sta rovinando sempre di più. Nonostante questo, io non ho intenzione di rinunciare al lavoro conquistato con anni di sacrifici, alla libertà, allo sport che pratico fin da bambina per realizzare un desiderio che è solo il suo. Temo che la nostra storia sia destinata a finire, ma credo che sarebbe ancor più doloroso recitare la parte della mammina felice mentre rimpiango la mia vita di prima. Mi piacerebbe sentire un tuo parere su una questione per me così difficile.

Anonima

Mia cara Anonima, ho una bambina di 1 anno e mezzo, e potrei stare qui a parlarti per giorni di quanto sia meraviglioso averla avuta, di quanto abbia reso la mia vita diversa e indescrivibilmente più piena. Tuttavia, preferisco consigliarti un libro bellissimo che s’intitola Maternità. Lo ha scritto Sheila Heti e parla proprio della complessità, del dolore che può provocare, talvolta, il fatto di non sentire quel desiderio di avere un figlio che la società si aspetta dalle donne a un certo punto della loro vita, come fosse ovvio, dovuto. Non credo che rimpiangeresti mai nulla se avessi un figlio (l’idea della madre che lascia tutto per dedicarsi ai figli è un cliché superato), ma credo che ognuno abbia la sua storia, e il diritto di scegliere per la propria vita. Ti auguro di essere felice, quindi. Non importa se madre, oppure no. Purché felice. Purché te stessa.

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