Smettere di fumare: ecco la strategia vincente

30 05 2019 di Cinzia Testa
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La strategia vincente per dire addio alle sigarette? Un programma che unisce dieta, movimento, una medicina e un metodo psicologico

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IL NOSTRO MESE DELLA PREVENZIONE

LA DIPENDENZA DAL FUMO

Per tutto il mese di giugno il dottor Roberto Boffi, responsabile del centro antifumo dell’Istituto dei tumori di Milano e il suo team rispondonoil lunedì e il mercoledì dalle 16 alle 19 al 3480197942 . Oppure puoi inviare un’email a: meseprevenzione@gmail.com.

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Smettere di fumare con il Programma Smile

Un programma ad hoc per il corpo e per la mente è l’ultima novità per smettere di fumare. Impresa non facile, come provano i dati: ogni anno solo tre persone su dieci dicono addio alle sigarette. E non per colpa della cattiva volontà. «La nicotina crea una dipendenza che, se non viene sostenuta da un numero spesso crescente di sigarette, causa astinenza con una serie di sintomi come nervosismo esagerato, fame spasmodica, ansia, stitichezza, mal di testa» spiega Roberto Boffi, pneumologo responsabile del Centro antifumo dell’Istituto dei tumori di Milano.

«Sono disturbi spesso intensi, tanto da portare chi ha deciso di smettere ad arrendersi. E non ci sono discorsi sui rischi per la salute che tengano: la voglia di accendere la sigaretta è più forte». Meglio allora concentrarsi sui benefici della disassuefazione che sono immensi, come ha dimostrato una ricerca appena pubblicata su Scientific Report. Nell’arco di cinque anni si abbattono i valori della proteina C-reattiva, una sostanza che segnala lo stato infiammatorio dell’organismo. A tutto vantaggio delle malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, per citare le più importanti.

«I risultati di questo studio ci hanno portato a riflettere sulle strategie che possono abbreviare ancora di più i tempi di riduzione dello stato di infiammazione» aggiunge il dottor Boffi. «Da qui è nato il Programma Smile per smettere di fumare che, per la sua importanza scientifica, sarà anche oggetto di una ricerca». Vediamo in che cosa consiste.

Alimentazione + attività fisica

Abbinare dieta e movimento è il punto di partenza del Programma Smile: ti serve per aiutare l’organismo a disintossicarsi e per evitare aumenti di peso. «L’alimentazione mediterranea è la migliore, ma bisogna consumare frutta e verdura di stagione per garantirsi il massimo di sali minerali e vitamine» avverte l’esperto. «Alcuni studi hanno evidenziato il ruolo antinfiammatorio di sostanze contenute in alcuni alimenti, che vanno privilegiati». Come il pesce azzurro, da consumare almeno tre volte alla settimana, perché è ricco di Omega 3. E i cereali integrali, da portare in tavola ogni giorno, in particolare il riso, che contiene la tricina, e l’avena, per la presenza di avenantramide.

«Nel programma è stata inserita anche l’attività fisica che aiuta l’organismo a produrre meno molecole pro-infiammatorie» continua l’esperto. «E aumenta le endorfine, sostanze rilassanti». Lo schema è quello messo a punto dalle società scientifiche internazionali: 150 minuti alla settimana di attività fisica sostenuta, come camminare a passo veloce. E 20 minuti di attività aerobica nell’arco dei sette giorni per rafforzare la muscolatura e migliorare la respirazione. Un esempio? Prova questo esercizio. A pancia in giù, con il corpo ben diritto, i gomiti e la punta dei piedi appoggiati al pavimento: mantieni la posizione per due minuti, aumentando gradualmente ogni tre-quattro giorni fino ad arrivare a dieci minuti. Perfetti anche ballo, yoga e tai chi.

Farmaco + psicoterapia

Il Programma Smile prevede anche di utilizzare la citisina, un nuovo prodotto galenico, cioè capsule che vengono preparate in farmacia. «È un principio attivo, estratto da una pianta, ben tollerato e senza controindicazioni» dice Boffi. Viene prescritto dal medico e si può cominciare ad assumere quando ancora non si è messo di fumare.

La cura dura due mesi, ma già nell’arco delle prime due settimane passa la voglia di fumare. «Il farmaco agisce a livello cerebrale spegnendo i meccanismi responsabili della dipendenza dalla nicotina e stimolando la produzione di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere. Così fa venire meno voglia di fumare e riduce i sintomi dell’astinenza».

A volte però può non bastare perché c’è una forte dipendenza psicologica e occorre integrare la terapia farmacologica con la psicoterapia, come la cognitivo-comportamentale. Oppure con l’ultima novità: l’EMDR, (Eye movement desensitization and reprocessing). «È una tecnica utilizzata da tempo in psicotraumatologia» conclude il dottor Boffi. «Attraverso i movimenti oculari bilaterali si riattiva nel cervello la capacità di elaborare i ricordi traumatici, che smettono di essere fonte di continua sofferenza psicologica. L’EMDR è molto utile per smettere di fumare perché lavora sui motivi inconsci alla base della dipendenza e aiuta a disinnescare gli automatismi che fanno scattare la voglia di fumare. Possono bastare sei-otto sedute».
Per trovare psicologi esperti in EMDR clicca su www.emdr.it.

SPEGNI L’ULTIMA SIGARETTA E DOPO…

- 20 MINUTI si regolarizza il battito cardiaco
- 14 GIORNI migliora la capacità respiratoria
- 30 GIORNI diventa più luminosa la pelle
- 40 GIORNI si attenua o addirittura svanisce la tosse mattutina
- 1 ANNO si riducono del 50% i rischi per il cuore
- 10 ANNI si dimezza il rischio di tumore del polmone negli ex forti fumatori.

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