Smog, cosa fare per proteggersi

24 01 2020 di Eleonora Lorusso
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Torino, Milano, Roma, ma non solo: aumenta l'emergenza inquinamento. Ecco i consigli dell'esperto per difendersi

Si moltiplicano gli allarmi per i livelli di inquinamento nelle grandi città. Secondo il report di Legambiente Mal’Aria, sono 26 quelle con ozono e polveri sottili oltre le soglie di legge. A guidare la classifica sono Torino, Lodi e Pavia. A Milano e Roma sono già scattate nei giorni scorsi limitazioni alla circolazione, mentre i medici mettono in guardia: sono 30mila i decessi in Italia riconducibili agli effetti negativi dello smog, che vanno dalle bronchiti croniche, all’asma, senza dimenticare enfisemi, malattie cardiovascolari come infarto e ictus. Come difendersi, dunque? Ecco alcuni consigli pratici.

Mascherine sì o no?

Le mascherine per il viso, che coprono naso e bocca, possono essere un valido aiuto, ma attenzione al tipo di prodotto: «Quelle chirurgiche comunemente in circolazione non servono perché non filtrano. Occorre dotarsi di quelle omologate CE per uso professionale, con le sigle FFP1, FFP e FFP3, che possono filtrare fino al 70/80% delle microparticelle inquinanti nell’aria» spiega Roberto Prota, direttore di Pneumologia e Unità di terapia semintensiva respiratoria presso l’Azienda ospedaliera Mauriziano di Torino.

In auto o a piedi?

Nei giorni di picco massimo di inquinanti si pensa che prendere l’auto sia meglio che camminare. Attenzione, però, perché anche l’abitacolo del veicolo può trasformarsi in una “camera a gas”: secondo uno studio dell’Università del Surrey (Regno Unito) e pubblicato sulla rivista Environmental Science: Processes & Impact, i livelli di inquinamento all’interno della vettura in coda o nel traffico possono essere fino al 40% superiori. «Chi viaggia in auto rischia di far entrare nell’abitacolo aria più inquinata che rimane in un ambiente chiuso. Meglio dunque impostare il ricircolo interno. Ovviamente non bisognerebbe mai fumare in auto. Se si è vicini al lavoro, comunque, è sempre preferibile andare a piedi» spiega Prota, che è anche Presidente dell’Associazione italiana Pneumologi ospedalieri per il Piemonte e la Valle d’Aosta.

Bambini: quando uscire (e senza passeggino!)

In condizioni di superamento delle soglie di inquinanti sarebbe meglio evitare di uscire nelle ore di punta, quando la concentrazione delle polveri sottili è maggiore. «L’orario migliore è comunque sempre al mattino molto presto, evitando soprattutto il passeggino o le carrozzine: meglio il marsupio o le fasce, in modo da tenerli a un’altezza superiore rispetto a quella dei tubi di scarico. Il particolato, inoltre, si deposita sul manto stradale e a ogni passaggio di veicoli viene risollevato» spiega l’esperto che aggiunge: «I bambini sono anche più a rischio perché hanno una ventilazione polmonare superiore a quella degli adulti, dunque respirano più aria e se questa è inquinata, inalano più particelle nocive».

Lo sport fa bene, ma attenzione a dove e quando

Gli amanti della corsa solitamente non si fanno fermare né dal caldo estivo né dal freddo invernale, ma i livelli di smog che si possono registrare in questa stagione possono risultare ancora più dannosi per chi ama praticare sport all’aria aperta. «Per chi non vuole rinunciare, il consiglio è di farlo al mattino molto presto e ovviamente evitando luoghi trafficati e preferendo invece aree verdi e parchi. Meglio ancora quando le condizioni meteo sono sfavorevoli, come quando pioviggina, perché si respira meno particolato» spiega Prota.

In bici respiri “meglio”

Sembra strano, ma andare in bicicletta non comporta di per sé il fatto di respirare più inquinanti rispetto a chi preferisce l’auto. Secondo il fascicolo della Commissione UE Kids on the Move, riportato dalla Fiab (la Federazione italiana ambiente e bicicletta) e basato su uno studio olandese del 2001, «in un’ora un ciclista respira oltre la metà in meno di ossido di carbonio inalato da un automobilista chiuso nell’abitacolo». «Si può tranquillamente andare in bicicletta, meglio se si indossa la mascherina, perché la ventilazione polmonare on è più ridotta rispetto a quella di una normale pratica sportiva. Il consiglio è però di non posizionarsi alla fine di una coda al semaforo o agli incroci, bensì all’inizio dove c’è una minor concentrazione di polveri sottili» spiega Prota, che è anche coordinatore della rete di pneumologia del Piemonte.

Il caffè con le amiche e le gite fuori porta

Se si decide per un caffè o un thè con le amiche, meglio preferire le sale interne climatizzate ai tavoli esterni, anche se fosse una giornata di sole. Per poter passeggiare all’aria aperta, lontano dai centri urbani, invece, è bene aspettare il fine settimana, quando si può approfittare per “depurarsi” i polmoni.

E in casa?

«Si parla molto di smog outdoor ma bisogna tenere molto in considerazione anche quello indoor. Oltre al fatto che anche in casa entra lo smog dalle finestre aperte, ci possono essere altre forme di inquinamento, legate ad esempio ai fornelli, ecc. È quindi importante il ricambio dell’aria, da farsi al mattino presto e soprattutto aprendo possibilmente le finestre che danno su cortili interni invece che su strada. Dati clinici dimostrano, infatti, una maggiore incidenza di malattie da inquinamento in chi abita vicino a grandi arterie» spiega Prota. Un altro accorgimento è quello di togliersi le scarpe quando si entra, per evitare di portare le polveri all’interno. Lavare i pavimenti con uno straccio bagnato e un detergente aiuta poi a “catturare” le particelle rimaste a terra dopo il semplice passaggio con la scopa.

Caminetto sì o no?

Riscaldano gli ambienti (ma anche il cuore), dando il senso di focolare domestico, ma anche i caminetti a legna sono finiti sotto la lente come concause di inquinamento: «Rappresentano una parte preponderante di fonte di inquinamento, oltre al traffico automobilistico. Attenzione poi alle stufe a pellet, che rispettino le indicazioni di legge: in molte regioni sono stati condotti controlli sui materiali usati per realizzare il pellet, che possono risultare molto inquinanti e nocivi» spiega il pneumologo.

La dieta aiuta

Se non si può ridurre del tutto lo smog, anche a tavola si possono rafforzare le difese immunitarie, soprattutto nel caso di irritazioni a gola e naso dovuti alle polveri sottili. «Sono molto importanti sia l’idratazione che un’alimentazione che preveda una buona quantità di frutta e verdura: ricche di vitamine e antiossidanti aiutano a contrastare gli effetti ossidanti degli inquinanti» conclude l’esperto. Presenti anche nella dieta mediterranea, secondo uno studio recente della New York University attenuano le conseguenze negative dell’esposizione a smog.

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