Se studi filosofia oggi trovi lavoro, così

15 04 2019 di Isabella Colombo
<p class="p2"><span class="s1"> </span>Brian Chesky, co-fondatore di Airbnb, ha nel curriculum una laurea in Belle arti. Foto Stefanie Keenan/Getty Images for Airbnb</p> Credits: Stefanie Keenan/Getty Images for Airbnb

Brian Chesky, co-fondatore di Airbnb, ha nel curriculum una laurea in Belle arti. Foto Stefanie Keenan/Getty Images for Airbnb

Oggi le figure più richieste dal mercato sono ibride: uniscono una formazione umanistica a competenze hi-tech

Si annuncia una grande rinascita delle materie umanistiche: le società cercano sempre più figure ibride, che abbiano competenze legate alla filosofia e al linguaggio, ma combinate con l’hi-tech. «Il futuro ci pone davanti a problemi sempre più complessi. Per risolverli non basta essere ingegneri informatici o geni del marketing, serve di più. Per esempio conoscere le basi della logica filosofica o i grandi classici della letteratura e applicare tutto questo ai nuovi contesti tecnologici» spiega Davide Bennato, docente di Sociologia dei media digitali all’Università di Catania dove è anche promotore del nuovo corso di laurea in Scienze del testo per le professioni digitali.

Facoltà di questo tipo, che uniscono saperi umanistici e scientifici, sono nate negli ultimi anni anche negli atenei di Bologna, Pisa, Lecce. «Se gli ingegneri sanno risolvere problemi specifici, gli umanisti sanno interpretare scenari e contesti più ampi e mutevoli» aggiunge Francesca Contardi, esperta di risorse umane e cofondatrice di EasyHunters, società di ricerca del personale. «Mi capita di trovare facilmente lavoro per avvocati specializzati in brevetti per opere d’arte e blockchain, il sistema digitale per verificarne l’autenticità, o ingegneri con la doppia laurea, in sviluppo di software e filosofia. Oggi c’è una tale carenza di professionisti 4.0 che chi corre sul doppio binario ha il lavoro assicurato». Soprattutto in questi tre ambiti.

Le scienze umane per l'informatica

Le aziende che lavorano con l’intelligenza artificiale oggi hanno bisogno di interrogarsi su vari temi e non solo sul funzionamento delle macchine. «Per capire fino a che punto e secondo quali criteri un software deve decidere autonomamente, servono laureati in filosofia» spiega Bennato. «Per lo sviluppo di software di riconoscimento delle immagini, aiuta una laurea in Belle arti e in Scienze umane per tutti i processi di creazione dei software. Il metodo di studio di un testo antico, rigoroso e preciso, può essere utilizzato per mettere a punto molto altro, per esempio una banca dati».

Come ti specializzi È necessario avere dimestichezza con il linguaggio informatico, imparando un sistema di programmazione, come Python, studiato proprio per i non addetti ai lavori. Può essere appreso con i corsi gratuiti online. Per un umanista che vuole lavorare nell’ambito dei big data, poi, è utile avere dimestichezza con software che organizzino la raccolta dei dati e il modo di raffigurarli visivamente, come Tableau.

Lo storytelling per i social

Scrivere bene e creare contenuti di alta qualità: oggi sono queste due abilità a fare la differenza sul web. «La laurea in lettere è la base di partenza ideale per il content marketing e lo storytelling che piace tanto ad aziende e consumatori» spiega Contardi. «Per riuscire a creare storie interessanti serve una cultura ampia: per sintetizzare nei pochi caratteri di Twitter un messaggio complesso bisogna saper scrivere bene». Molti laureati in sociologia trovano lavoro nel social media marketing. «Sono bravi nella creazione di community per la loro capacità di analizzare anche piccoli comportamenti online e intercettare così gusti e tendenze» aggiunge Bennato.

Come ti specializzi Con un master in marketing e social media marketing. Li offrono le business school e si seguono anche online. Oppure con un corso in scrittura per il web come Content e Storytelling proposto da Hfarm.

La psicologia per i nuovi software

Molte aziende oggi devono traghettare i loro dipendenti verso l’utilizzo sempre più massiccio delle nuove tecnologie che spesso richiede un cambiamento organizzativo. «Qui servono psicologi e filosofi e non solo tecnici che spiegano come funzionano i nuovi software» dice Contardi. «Perché bisogna operare un rinnovamento radicale, intervenire sulla consapevolezza delle persone, smembrare abitudini consolidate e insegnare a pensare in maniera diversa. Anche nell’ambito dell’assistenza di direzione, le nuove segretarie hanno mansioni da manager e da consulenti e, per questo, a loro vengono richieste solide basi umanistiche e competenze trasversali». Devono, per esempio, essere in grado di leggere un bilancio, ma anche di capire la cultura dei partner cinesi, se serve.

Come ti specializzi Nel caso di un cambiamento organizzativo occorre un master in change management, come quello offerto dall’Università Luiss, uno per Manager assistants nel caso delle assistenti di direzione.

Una laurea versatile

A Londra sta per nascere un’università che offrirà un solo corso di laurea. È la London Interdisciplinary School che abbatte gli steccati tra materie umanistiche e scientifiche per creare laureati poliedrici. Oggi sono più richiesti dalle aziende: tra gli sponsor dell’ateneo, infatti, ci sono la Virgin di Richard Branson e McKinsey, multinazionale di consulenza.

I saggi della Silicon Valley

In California hanno dato un nome alle figure più richieste del momento: sono i Cpo, Chief philosopher officer. Google, Twitter, Facebook e Skype hanno inserito nei loro uffici questi manager filosofi che usano le conoscenze umanistiche per fare innovazione. E si interrogano sulle strategie aziendali.

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