Non prevede rette né titoli per l’ammissione. Non ha neppure prof, lezioni o esami. Dà corpose chance di essere assunti prima della fine del percorso. E sta per arrivare in Italia. Si chiama 42 Roma Luiss ed è una scuola di coding – la “lingua” fatta di logica e creatività per dialogare con il computer – che rompe gli schemi tradizionali e forma i professionisti che scriveranno i codici informatici del futuro. Parte a gennaio, ma le iscrizioni sono aperte.

Esistono 20 “scuola 42” nel mondo

Ha già 20 “sorelle” in giro per il mondo, da Helsinki a Mosca, a Los Angeles. La più anziana è l’École 42 di Parigi creata nel 2013 dal miliardario francese Xavier Niel, già fondatore della compagnia di telecomunicazioni Iliad, che ha voluto affrontare 2 problemi: in Francia mancavano programmatori e le scuole che li preparavano erano care. Lo ha fatto con una scommessa economica, perché la scuola è gratis, e una rivoluzione formativa. «Si tratta di un nuovo modello educativo» spiega Giovanni Lo Storto, direttore generale della Luiss, ateneo che fa da apripista al progetto in Italia. «I ragazzi imparano gli uni dagli altri secondo l’approccio “peer to peer”; non sostengono i classici esami di profitto, ma sono messi alla prova con problemi da risolvere, allenandosi a lavorare in squadra e a pensare fuori dagli schemi».

Che sia l’università di Confindustria a promuovere una scuola gratuita dall’approccio quasi montessoriano di certo stupisce. «La contraddizione è solo apparente» sostiene Lo Storto. «La Luiss ha sempre puntato sulla competenza, a partire da quella nelle scienze sociali. Oggi non si può prescindere dal digitale, ma la ricerca Eurostat sulle conoscenze degli under 25 in materia vede l’Italia terzultima in Europa. Uno scenario, questo, in grado di rallentare la nostra crescita economica e acuire il digital divide. Da qui l’esigenza di formare giovani innovatori per stimolare la transizione tecnologica del Paese. 42 Roma Luiss è anche una risposta di fronte a un ascensore sociale fermo da tempo: permette a chi ha talento, ma non risorse, di esprimerlo al meglio». 

L’80% degli studenti trova un lavoro alla fine del primo anno

Per un progetto del genere, oltre agli ideali, servono soldi. La sprone arriva anche da LA4G (Luiss Alumni for Growth), che riunisce ex studenti Luiss pronti a promuovere borse di studio e imprese innovative. Primo sostenitore della “42 romana” è Riccardo Zacconi, Alumnus Luiss e presidente di King, azienda leader nel gaming online che ha sfornato successi come Candy Crush Saga: «Gli studenti in 3 anni imparano a programmare a un livello che permetterà loro di lavorare in società tecnologiche di avanguardia o  di mettere su una loro impresa. È un progetto in cui credo molto e desidero che i 150 ragazzi che frequenteranno la scuola diventino dei fuoriclasse del digitale».

I profili professionali previsti sono molto richiesti: mobile application developer, start up creator, cybersecurity expert, video game designer. Risultato? L’80% degli studenti – lo dicono i dati delle scuole già operative – già alla fine del primo anno è assunto. E, sempre alla fine del primo anno, chi vuole può continuare il percorso in una delle altre 42 nel mondo. «Questo progetto» aggiunge Lo Storto «mira a camminare sulle proprie gambe grazie al fundraising delle imprese e a svilupparsi in altre città italiane». Obiettivi non timidi, ma altro non ci si potrebbe aspettare da un network di scuole che trae il nome dal romanzo di fantascienza Guida galattica per autostoppisti dove la «risposta definitiva alle questioni della vita, dell’universo e di tutto» è, appunto, 42.

Stare in team prevede competenze sociali

I ragazzi di una “scuola 42” non vivono però in universi paralleli. Lo raccconta uno di loro, Filippo Coppola, 26 anni, che ha iniziato a Parigi: «Dopo un percorso universitario accidentato, ho saputo dell’École. Le selezioni sono state toste, ma mi si è aperto un mondo bellissimo. Nelle aule c’è personale dello staff per controllare che non si presentino problemi di sicurezza e tutto funzioni sul piano tecnico. Per il resto, la sfida e il fascino di questa scuola sta nell’apprendere da soli e in gruppo. Lontano dall’immagine stereotipata del nerd chiuso da solo in una stanza al buio».

Stare in team prevede competenze sociali. «Altrimenti scattano le punizioni» conferma Filippo. «Un esempio? Chi porta liquidi in classe, rischiando di rovinare i pc, o si comporta male con un compagno deve dedicarsi a lavori socialmente utili, come pulire per un paio d’ore i monitor». Geniali, sì, ma non sregolati. Ora Filippo collabora all’apertura di 42 Roma Luiss. Anche lui è curioso di conoscere i 150 ragazzi e ragazze che da gennaio dimostreranno di essere, come recita il motto sul sito della scuola, “Born to code”, nati per il coding.

42 ROMA LUISS: ISCRIZIONI E SELEZIONI

42 Roma Luiss cerca 150 talenti digitali tra i 18 e i 35 anni. Non si pagano rette e non servono titoli di studio particolari, solo curiosità, determinazione e una grande passione per il coding. L’iscrizione va fatta entro settembre. Chi supera i primi 2 step (test di logica e colloquio motivazionale), accede alle cosiddette “Piscine” che, da ottobre fino a dicembre 2020, selezioneranno i ragazzi che meglio sapranno “nuotare” nell’oceano del digitale (info su www.42roma.it ).