Non hanno bisogno di cercare lavoro. È il lavoro che trova loro appena escono dall’università. In più, vengono pagate bene e possono lavorare da casa. Le ragazze che studiano nel campo dell’Information and Communication Technology hanno un futuro assicurato.

Perché allora le fan di Ada Lovelace, la prima donna programmatrice dalla storia, in Italia sono ancora solo il 3% delle laureate? Secondo la Commissione europea entro il 2020 si creeranno 800.000 posti di lavori nel settore: non cogliere l’opportunità è un peccato. «Purtroppo scontiamo ancora lo stereotipo del nerd chiuso nello scantinato a digitare numeri su uno schermo, un’immagine poco attraente per le ragazze e per niente realistica» spiega Agostino Cortesi, docente di Software Engineering all’università Ca’ Foscari di Venezia (l’Ateneo partecipa al programma europeo Equal Ist per promuovere la parità di genere nel settore IT, equal-ist.eu).

Perché la laurea informatica conviene 

I dati di Ca’ Foscari dicono che il tasso di impiego delle laureate informatiche è del cento per cento. «Le aziende innovative tendono a creare team eterogenei perché è stato dimostrato che il mix di uomini e donne in squadra è vincente, ma le ragazze del settore sono poche e per questo “vanno a ruba”» spiega Mirta Michilli, presidente di Coding Girls, associazione italiana per la valorizzazione dei talenti femminili nelle discipline Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). «Questo vuol dire che possono scegliere il posto migliore per la loro carriera, essere pagate bene e contrattare condizioni di lavoro flessibili. Del resto per chi lavora al computer non serve timbrare un cartellino». L’informatica, poi, è un settore più divertente e creativo di quello che l’immaginario suggerisce. Prova a leggere qui, per esempio, quali sono i 4 lavori più richiesti (e pagati) del momento. 

Data scientist

È l’esperto che riesce a destreggiarsi nella marea dei dati che ogni giorno attraversano il web e comunicano informazioni su tutto: posizioni geografiche, abitudini di consumo, strumenti usati. «Sono contributi preziosissimi per le aziende che possono così personalizzare sempre di più i prodotti da mettere sul mercato e prevedere i trend di consumo» spiega Mirta Michilli.

Cosa fai Crei algoritmi in grado di estrapolare da flussi infiniti di dati quelli che rispondono ai criteri precisi che ti interessano. «Qui il pensiero laterale e creativo ha la meglio: trovare un fil rouge in una marea di numeri è una sfida affascinante» aggiunge Michilli. Secondo Data Jobs il guadagno medio per questa posizione è di 75.000 euro l’anno.

Cosa ti serve L’ideale è una laurea triennale in informatica seguita dalla magistrale in statistica o viceversa. Alcune università, come Ca’ Foscari (unive.it) e Milano Bicocca (datascience.disco. unimib.it) hanno corsi ad hoc. «In questo settore puoi lavorare anche se non sei un informatico puro» continua Michilli. «Per interpretare e usare i dati selezionati e affiancare i tecnici servono per esempio esperti di marketing». In tanti atenei italiani trovi corsi appositi aperti ad altri laureati (bbs.unibo.it, mip.polimi.it).

Esperto di cyber security

Previene le minacce, calcola i rischi, mitiga gli effetti di attacchi e intrusione nei dati sensibili. «I nostri sistemi informatici si stanno scoprendo più vulnerabili e gli attacchi hacker sono all’ordine del giorno» assicura Agostino Cortesi. «Questo presuppone una presenza costante dell’esperto di sicurezza, come dipendente di grandi aziende IT o consulente di quelle piccole».

Cosa fai Devi analizzare e comporre codici e protocolli informatici. «Ma non solo. Nel settore si stanno aprendo campi inesplorati e più affascinanti, come l’usabilità» continua l’esperto. «Si tratta di semplificare l’accesso ai sistemi informatici, per esempio studiando nuovi modi, facili e sicuri, per gestire tutte le password. Per farlo bisogna mettersi nei panni delle persone che interagiscono con le macchine». Negli annunci su jobmeeting.it lo stipendio previsto supera i 50.000 euro l’anno.

Cosa ti serve Una laurea, non necessariamente in informatica. Alcuni master di specializzazione, come quello di Università di Pisa e Cnr sono aperti a tutti i laureati (cybersecuritymaster.it). Mentre a Roma è nato il primo corso di laurea specifico (uniroma1.it).

Coder

È il programmatore per eccellenza, quello che analizza un problema, rileva un bisogno e realizza, attraverso i calcoli, un programma informatico che lo soddisfi. «Il coding è da anni l’attività più richiesta dalle aziende IT» assicura Michilli. «E oggi si cercano soprattutto sviluppatori di app per il settore mobile».

Cosa fai «Non si tratta solo di dare imput numerici, qui affronti vere sfide intellettuali, perché devi riformulare i problemi in un linguaggio comprensibile alle macchine e tradurre bisogni complessi in concetti pratici: il problem solving e la capacità di ridurre il caos all’essenziale sono la chiave di tutto» dice Cortesi. Secondo i dati dell’agenzia Ranstad, in Italia i programmatori junior guadagnano da 28.000 euro l’anno, i responsabili software intorno ai 50.000.

Cosa ti serve Una laurea in informatica pura è l’ideale. Ma se vieni da altri percorsi di studio, esistono corsi privati di programmazione in linguaggi specifici, come Java (geeksacademy.it).

IOT Specialist

Questo professionista si occupa di rendere il mondo più smart, cioè più intelligente, connettendo tra loro gli oggetti. IoT, infatti, è l’acronimo di Internet of things, la scienza che studia come far dialogare gli oggetti, per gestire da fuori casa l’accensione del forno e della lavatrice o per automatizzare le nuove catene produttive dell’industria 4.0.

Cosa fai «Studi, attraverso la programmazione di chip o di software, il modo in cui un oggetto può parlare con un sistema informatico» spiega Agostino Cortesi. «Per farlo devi saper analizzare e interpretare il bisogno che sta alla base del progetto e tradurre tutto in comandi. Ecco perché servono senso pratico e la capacità di facilitare processi complessi».

Cosa ti serve Una laurea in ingegneria informatica con un master specifico, come quello dell’azienda Cisco (elis.org/midas) è l’ideale. A Udine è nato il promo corso di laurea italiano specifico per l’Internet delle cose (uniud.it).

A scuola

INSPIRING GIRLS è un progetto internazionale che incoraggia le ragazze a seguire le proprie ispirazioni libere da stereotipi. In Italia l’associazione ValoreD lo porta nelle scuole invitando a testimoniare donne impegnate con successo in vari ambiti Stem (valored.it).

CODING GIRLS organizza ogni anno allenamenti di programmazione nelle scuole, hackathon e summer school per avvicinare le giovani a questo linguaggio (mondodigitale. org).

NUVOLA ROSA è il progetto formativo annuale di Microsoft per dare competenze digitali alle donne. Quest’anno ha coinvolto 1.500 studentesse e giovani donne di tutta Italia in oltre 40 corsi di formazione (microsofthouse.it).