Per chi sognava di tornare a volare è iniziata la fase 3, quelle dei decolli degli aerei per pressoché tutte le destinazioni, ma soprattutto a pieno carico. Niente più sedili vuoti, infatti, a bordo, come invece era previsto dalle precedenti disposizioni (che imponeva un sedile non occupato per ciascuna fila). Dal 15 giugno è stato consentito di derogare al “distanziamento” di bordo, a patto che ci sia un ricambio dell’aria ogni 3 minuti, che i flussi siano verticali e che siano stati adottati i filtri EPE per garantire una corretta purificazione degli ambienti. 

Le nuove regole

Per poter volare, però, occorre rispettare alcune nuove norme, come il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno 1 metro in aeroporto, l’obbligo di indossare la mascherina (da cambiare dopo 4 ore), l’autocertificazione al momento del check in (che escluda la positività). Resta la misurazione della temperatura prima di salire sul velivolo (con divieto a chi avesse oltre 37,5°) e ogni passeggero viene accompagnato al proprio posto, che deve essere obbligatoriamente assegnato.  

Qualche sorpresa, invece, arriva dalla gestione dei bagagli a mano. È vietato imbarcarsi con grosse valige, che andranno in stiva insieme anche a trolley di piccole dimensioni. In cabina sono ammessi solo borse o zaini che si possano collocare sotto il sedile del passeggero davanti.

Il sito per viaggiare sicuri

Si chiama Re-Open Eu (reopen.europa.eu) ed è il nuovo sito voluto dalla Commissione europea per chi viaggia nel Vecchio continente, pensato per incentivare la ripresa di turismo e viaggi. Fornisce in tempo “reale” tutte le informazioni necessarie e utili per chi si sposta, dai collegamenti aerei ai mezzi di trasporto disponibili con eventuali nuove norme di sicurezza anti-Covid, su treni, navi, pullman, auto a noleggio e aerei. La nuova piattaforma, voluta per accorpare tutte le indicazioni necessarie a chi viaggia in un unico strumento, è disponibile anche in versione mobile con la App, dove poter consultare una mappa interattiva con informazioni su ciascuno stato memebro, disponibili in 24 lingue. 

Quali rotte e novità con Alitalia

La Spagna è stata uno dei primi paesi ad annunciare la riapertura delle frontiere anche nei confronti dell’Italia (anche se la data di fine blocchi è il 21 giugno), mentre altre nazioni ancora oggi frenano per paura di una risalita dei contagi. E proprio Madrid e Barcellona sono due delle prime mete verso le quali è possibile volare. Anche New York entra tra le mete che si possono raggiungere con voli non-stop da Roma, mentre da Milano si sono rialzati in volo gli aerei diretti verso il sud Italia. Complessivamente sono 30 le rotte tornate operative fin dai primi di giugno, da 25 aeroporti (15 in Italia e 10 all’estero). Dal 15 giugno, poi, si può volare anche verso la Germania (Francoforte, Monaco Dusseldorf), la Svizzera (con Alitalia e Swiss) e il Belgio. Ripristinati i collegamenti anche con Regno Unito, Francia, Lussemburgo, Bulgaria, Grecia, Paesi Bassi, Bielorussia e Croazia. 

In Italia, invece, sono già attivi dal 21 maggio i collegamenti interni con le principali città italiane.

Le compagnie straniere

Fly Emirates era già tornata in volo con i propri mezzi, garantendo collegamenti con capitali europee (Londra, Parigi, Madrid, Francoforte) e mondiali (Sydney, Melbourne, Dubai, Chicago, Toronto). Qatar Airways ha riattivato le rotte dal 20 maggio da Roma e Milano a Doha, con 4 voli settimanali. Klm è tornata operativa dal 4 maggio, tra Amsterdam, Malpensa e Fiumicino (ma finora solo per voli motivati da ragioni di salute o necessità).

Tornano a volare a giugno la tedesca Lufhtansa, che raddoppierà gli aerei in decollo (da 80 a 160), e British Airways che, dopo i collegamenti con Roma e Milano, ripristinerà anche quelli con Venezia e Bologna.

Le compagnie low-cost

Ryanair, dopo aver protestato contro le nuove norme di distanziamento a bordo considerate troppo limitanti e onerose, ha fatto parziale marcia-indietro: dal 1° luglio sarà riattivato il 40% dei collegamenti (ora ne sono attivi solo 30 al giorno da tutta Italia). Intanto è già possibile acquistare i biglietti per paesi come il Portogallo, raggiungibile con Ryanair da Milano Malpensa, Bologna, Cagliari, Bergamo (Per Porto) con un paio di collegamenti settimanali (uno da Roma). Dal 1° giugno si può decollare anche per Lisbona, raggiungibile anche da Pisa a partire da agosto. Tra le altre mete anche Faro, scalo vicino alla località turistica di Algarve.

EasyJet ha già aperto le prenotazioni dall’ 8 maggio e molte delle destinazioni sono già sold out. Dall’Italia si possono raggiungere sia mete sul territorio nazionale (da Malpensa, per esempio, a Catania, Napoli e Bari), sia voli per l’estero, come Milano-Barcellona, con possibilità di spostare la prenotazione senza spese aggiuntive in caso di impossibilità a viaggiare. Per garantire maggiore distanziamento, la compagnia dovrebbe utilizzare velivoli più grandi (A321neo) che garantiscono una capacità superiore.

Per migliorare i servizi in periodo post-pandemia, sia Ryanair che EasyJet hanno nel frattempo dato vita all’associazione “Voliamo per l’Italia”, insieme a Blue Air, Norwegian, Volotea e Vueling) per far ripartire il settore delle low cost e offrire tariffe contenute ai consumatori nonostante l’adeguamento alle nuove norme di sicurezza sanitaria.

Le altre novità a bordo

Oltre a non consentire più di portare il bagaglio a mano, caricandolo in stiva, molte compagnie come Ryanair e Alitalia ammette in cabina solo oggetti personali come computer, tablet o prodotti per bambini. Spariscono, invece, le riviste come già accaduto da centri estetici e parrucchieri, e gli snack. Per andare alla toilette, inoltre, occorrerà prima avvertire il personale di bordo, per evitare di incrociare altri passeggeri.

La compagnia irlandese ha anche annunciato l’introduzione di una sorta di autocertificazione, che indichi i dati del passeggero, la destinazione, la durata del viaggio e i punti di contatto (hotel in cui soggiorna, ecc.) per permettere un eventuale tracciamento in caso di contagio, come suggerito dalle linee guida dalla IATA, l’organizzazione mondiale degli operatori aerei.

Attenzione alla quarantena

Dal 3 giugno, dunque, si vola dall’Italia. Ma mentre per chi arriva nel nostro territorio sparisce la quarantena, per chi si reca all’estero è importante informarsi sulle singole scelte dei Paesi. Il Regno Unito, per esempio, ha prolungato la quarantena obbligatoria di 14 giorni in ingresso, stessa scelta per Irlanda, Australia, Canada, Cina e Spagna. La Germania ha riaperto le frontiere dal 15 giugno per i turisti UE. Off limits per gli italiani la Polonia (fatta eccezione per chi arriva da Ungheria, Germania, Svizzera a Repubblica Ceca) Via libera, invece, per chi vuole raggiungere la Slovenia, la Croazia e la Svizzera. Niente più ostacoli per chi sogna l’Islanda, ma ricordando che all’arrivo sarà sottoposto a test COVID-19 gratuito e, in caso di positività, dovrà mettersi in autoisolamento in hotel o appartamento per 14 giorni. Per chi avesse già fatto il test alla partenza, sarà sufficiente mostrarne l’esito. Il Giappone prevede la quarantena per tutti i viaggiatori dall’UE e test in aeroporto. La Francia ha riaperto, la Corea del Sud impone la quarantena in ingresso e il pagamento di 75 euro al giorno.

I rimborsi

Molte compagnie hanno introdotto formule flessibili, per incentivare le prenotazioni, con la possibilità di spostare le prenotazioni senza spese in caso di imprevisti legati alla situazione di incertezza per COVID-19. EasyJet, ad esempio, offre questo benefit a chi prenota entro metà giugno. Per chi invece avesse acquistato un volo in periodo pre-pandemia tutte le compagnie hanno contattato i propri clienti chiedendo di scegliere tra la possibilità di ricevere un voucher di pari valore da utilizzare nell’arco di un anno oppure un rimborso. In realtà, come spiega l’associazione dei consumatori ADUC, la seconda strada è diventata poco percorribile nei giorni scorsi, quando il decreto “Cura Italia” ha di fatto autorizzato le compagnie aeree (o i tour operator) a offrire il solo voucher, contrariamente a quanto previsto dalla legge italiana e dagli ordinamenti comunitari in materia. Per questo la Commissione UE ha richiamato l’Italia, che avrà tempo fino al 28 maggio per «correggere la normativa, pena l’avvio di una procedura di infrazione contro il nostro Paese» .