Influenza, arriva il vaccino spray per i bambini

La Regione Lazio inizia oggi le somministrazioni in asili e scuole dell'infanzia. Ecco come funziona e le differenze con quello tradizionale

Niente aghi, ma solo poche gocce spray, da inalare dal naso. Lo spray antinfluenzale rappresenta una valida alternativa alla classica iniezione, soprattutto per i più piccoli. Per questo da oggi la Regione Lazio, prima in Italia a farlo, parte con la vaccinazione antinfluenzale su larga scala con questa modalità, in particolare negli asili e nelle scuole materne.

Il progetto è dell’Asl Roma 1, coinvolge 45 strutture pubbliche e private del XIV Municipio, e interessa bambini dai 6 mesi ai 6 anni. «Il progetto pilota, nato dopo che la Regione Lazio aveva recepito la raccomandazione del ministero della Salute di ragionare su come aumentare l’offerta di vaccinazione antinfluenzale, è piaciuto così tanto durante le riunioni che le stesse educatrici ci hanno chiesto di essere vaccinate» ha all’agenzia Dire Antonietta Spadea, direttore Uoc Vaccinazioni dell’Asl Roma 1.

Anche la Lombardia lo scorso anno aveva lanciato un'iniziativa simile, ma in via sperimentale e non su larga scala.

Ecco come funziona e perché può essere utile.

Cos'è il vaccino "senza aghi"

Lo spray nasale è stato autorizzato in Italia solo di recente, mentre negli Stati Uniti e nel Regno Unito è già una realtà da anni. Secondo gli esperti della Asl Roma 1, è risultato molto efficace sia nei bambini, sia nelle persone tra i 50 e i 70 anni, quindi anche «i nonni, vista la netta riduzione delle richieste mediche e di ospedalizzazioni».

In Italia, infatti, si parte con i bambini, ma l’idea è quella di poterlo estendere in futuro anche agli adulti. «L'approvazione del vaccino antinfluenzale spray è per il momento solo per la fascia di età 2-18 anni in quanto, sempre per ora, esistono gli studi clinici solo per questa fascia. Nulla vieta, però, che in futuro si possa offrire questo tipo di vaccino anche agli over 18» spiega il pediatra Rosso Russo, responsabile del tavolo vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP).

Il vaccino viene inalato tramite uno spray nasale invece che attraverso la classica iniezione. È stato pensato per i bambini dai 2 ai 5 anni, per i quali non sarà dunque previsto il ricorso alla siringa. Almeno nella maggior parte dei casi, perché esistono delle eccezioni, cioè casi in cui è consigliabile il vaccino tradizionale.

Il vaccino spray per la prima volta in Italia

È un vaccino pensato soprattutto per i bambini perché ha il vantaggio di essere meno invasivo. «È un vaccino che noi pediatri conosciamo già ed è indicato anche come possibile strumento di prevenzione verso l’influenza dall’AIFA, l’Agenzia italiana del Farmaco. Ma non è inserito nell’elenco dei prodotti disponibili presente nella circolare ministeriale che raccomanda l’estensione della copertura antinfluenzale anche alla fascia da 6 mesi a 6 anni» spiega Russo.

Come funziona e come si somministra

«A differenza del vaccino antinfluenzale tradizionale, non viene somministrato tramite iniezione sottocutanea, ma a livello intranasale con due spruzzi, uno per narice, garantendo la stessa efficacia. Un’altra differenza sta nel fatto che è costituito da un virus attenuato e non inattivo (cioè «ucciso», NdR) come quello normale, che spesso contiene solo parti del virus stesso, sufficienti a indurre una risposta anticorpale» chiarisce il pediatra. Per questo lo spray non è adatto a tutti.

Chi può essere vaccinato con lo spray

«Il vaccino spray è indicato per i bambini al di sopra dei 2 anni, mentre è sconsigliato a chi soffre di malattie croniche come l’asma in forma grave. Questa è l’unica limitazione. In passato si era diffusa la convinzione che ci fossero controindicazioni legate al rischio che, contenendo un virus attenuato, potesse agevolare la diffusione dell’influenza in bimbi immunodepressi, ma così non è: anche altri vaccini, come quello per il morbillo, varicella, ecc., sono dello stesso tipo e sono sicuri» spiega Russo.

Un altro dubbio, ormai fugato da tempo, riguardava le prime formulazioni negli Stati Uniti, da dove arriva il vaccino spray: «C’era stata una battuta d’arresto dopo le prime somministrazioni negli Usa, perché l’Accademia di pediatria e i CDC (Centers for Disease and Control) avevano notato che non era efficace nei confronti di un singolo ceppo dei virus influenzali (si trattava delle stagioni 2016/2017 e 2017/2018), ma in seguito si è intervenuti per migliorarlo e renderlo pienamente efficace» spiega l’esperto pediatra.

Il fabbisogno

L’annuncio, fin dallo scorso anno, da parte della Regione Lombardia di poter offrire il vaccino spray aveva destato interesse e curiosità, proprio perché si trattava della prima volta. Non essendo disponibile sul territorio italiano, la Lombardia si era approvvigionata tramite altri canali, esteri. «È sicuramente una risposta utile di fronte alla carenza di dosi vaccinali per questa stagione» spiega Russo. Ora anche il Lazio, sia in strutture pubbliche che private, ha offerto questa possibilità.

Il calcolo del fabbisogno di vaccini antinfluenzali, infatti, viene effettuato a inizio anno su base regionale, e su indicazioni dei pediatri e dei medici di famiglia, che conoscono il numero di pazienti che rientrano nelle fasce protette, dunque che hanno diritto al vaccino gratuito. «A ciò si aggiunga il fatto che le industrie riforniscono a livello mondiale, non solo l’Italia, e la maggior parte dell’accaparramento va a colossi come gli Usa» spiega l’esperto della SIP.

Una sola dose sembra sufficiente

Di fronte a quantitativi di dosi di spray nasale ancora comunque limitati, si pone il dubbio sulla quantità di dosi da somministrare e la soluzione pare essere quella di usare il vaccino spray una sola volta, invece che due a distanza di 4 settimane, come indicato dai protocolli. Secondo Rinaldo Missaglia, segretario nazionale del Simpef (Sindacato medici pediatri di famiglia) si potrebbe seguire l’esempio estero, dove si procede con una sola dose che si sarebbe dimostrata efficace, in modo da estendere l’offerta anche ai bambini al di sopra dei 6 anni.

Niente vaccino sopra i 6 anni?

«Resta il problema della copertura sopra i 6 anni, anche tramite vaccino tradizionale. Fino ai 9 anni, infatti, sono previste due dosi a distanza di 4 settimane, sia con lo spray che tramite iniezione, quindi le dosi necessarie raddoppiano. Ma per molti genitori con figli che non rientrano nella fascia protetta dei 6 mesi-6 anni potrebbe essere un problema sia trovare il vaccino in farmacia (perché scarseggia), sia chi lo possa somministrare. Il pediatra a volte non lo fa perché non ha la garanzia sul prodotto: non è un vaccino fornitogli direttamente dalla ASL, come invece accade per le dosi riservate alle fasce protette, e non c’è la sicurezza che sia stato conservato correttamente, rispettando la catena del freddo prevista. Insomma, per i genitori potrebbe esserci qualche difficoltà».

Riproduzione riservata