Influenza, arriva il vaccino spray per i bambini

La Regione Lombardia lo introduce per i più piccoli da metà ottobre. Ecco come funziona e le differenze con quello tradizionale

Con la campagna di vaccinazioni antinfluenzali anticipata, anche a causa del Covid, le prime regioni sono pronte alla somministrazione delle dosi, che però in alcuni casi potrà avvenire con una nuova modalità: tramite uno spray nasale invece che attraverso la classica iniezione. È quanto accade in Lombardia, dove per i bambini dai 2 ai 5 anni non sarà previsto il ricorso alla siringa. Almeno nella maggior parte dei casi, perché esistono delle eccezioni, cioè casi in cui è consigliabile il vaccino tradizionale. Ecco come funziona quello spray.

Il vaccino spray per la prima volta in Italia

È un vaccino pensato per i bambini perché ha il vantaggio di essere meno invasivo. È stato realizzato negli Stati Uniti, dov'è in uso da diverso tempo, mentre in Italia viene introdotto per la prima volta e solo dalla Regione Lombardia. «È un vaccino che noi pediatri conosciamo già ed è indicato anche come possibile strumento di prevenzione verso l’influenza dall’AIFA, l’Agenzia italiana del Farmaco. Ma non è inserito nell’elenco dei prodotti disponibili presente nella circolare ministeriale che raccomanda l’estensione della copertura antinfluenzale anche alla fascia da 6 mesi a 6 anni» spiega il pediatra Rosso Russo, responsabile del tavolo vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP).

Come funziona e come si somministra

«A differenza del vaccino antinfluenzale tradizionale, non viene somministrato tramite iniezione sottocutanea, ma a livello intranasale con due spruzzi, uno per narice, garantendo la stessa efficacia. Un’altra differenza sta nel fatto che è costituito da un virus attenuato e non inattivo (cioè “ucciso», NdR) come quello normale, che spesso contiene solo parti del virus stesso, sufficienti a indurre una risposta anticorpale» chiarisce il pediatra. Per questo lo spray non è adatto a tutti.

Chi può essere vaccinato con lo spray

«Il vaccino spray è indicato per i bambini al di sopra dei 2 anni, mentre è sconsigliato a chi soffre di malattie croniche come l’asma in forma grave. Questa è l’unica limitazione. In passato si era diffusa la convinzione che ci fossero controindicazioni legate al rischio che, contenendo un virus attenuato, potesse agevolare la diffusione dell’influenza in bimbi immunodepressi, ma così non è: anche altri vaccini, come quello per il morbillo, varicella, ecc., sono dello stesso tipo e sono sicuri» spiega Russo.

Un altro dubbio, ormai fugato da tempo, riguardava le prime formulazioni negli Stati Uniti, da dove arriva il vaccino spray: «C’era stata una battuta d’arresto dopo le prime somministrazioni negli Usa, perché l’Accademia di pediatria e i CDC (Centers for Disease and Control) avevano notato che non era efficace nei confronti di un singolo ceppo dei virus influenzali (si trattava delle stagioni 2016/2017 e 2017/2018), ma in seguito si è intervenuti per migliorarlo e renderlo pienamente efficace» spiega l’esperto pediatra.

Perché solo in Lombardia?

L’annuncio della Regione Lombardia di poter offrire il vaccino spray da metà ottobre ha destato interesse e curiosità, proprio perché si tratta della prima volta. «Non essendo disponibile sul territorio italiano, la Lombardia si è approvvigionata tramite altri canali, esteri. È sicuramente una risposta utile di fronte alla carenza di dosi vaccinali per questa stagione» spiega Russo.

Il calcolo del fabbisogno di vaccini antinfluenzali, infatti, viene effettuato a inizio anno su base regionale e su indicazioni dei pediatri e dei medici di famiglia, che conoscono il numero di pazienti che rientrano nelle fasce protette, dunque che hanno diritto al vaccino gratuito. Ma quest’anno, complice l’emergenza sanitaria, il ministero della Salute ha emesso solo a giugno una circolare che raccomanda l’estensione della copertura anche ad altre fasce d'età, come appunto i bambini e gli over 60. Il risultato è che le aziende farmaceutiche non sono state in grado di modificare e aumentare la produzione in modo adeguato. «A ciò si aggiunga il fatto che le industrie riforniscono a livello mondiale, non solo l’Italia, e la maggior parte dell’accaparramento va a colossi come gli Usa - spiega l’esperto della SIP - La scelta della Lombardia può rappresentare una soluzione a questo problema di natura tecnica, perché consente di disporre di un maggior numero di dosi».

Una sola dose sembra sufficiente

In realtà le 500mila annunciate non sarebbero ancora disponibili e potrebbero essere somministrate – gratuitamente - a partire dai primi di novembre invece che da metà ottobre, come previsto. I quantitativi, inoltre, potrebbero non essere sufficienti per tutti, a meno di non decidere di somministrare il vaccino spray una sola volta, invece che due a distanza di 4 settimane come indicato dai protocolli. Secondo Rinaldo Missaglia, segretario nazionale del Simpef (Sindacato medici pediatri di famiglia) si potrebbe seguire l’esempio estero, dove si procede con una sola dose che si sarebbe dimostrata efficace, in modo da estendere l’offerta anche ai bambini al di sopra dei 6 anni.

Niente vaccino sopra i 6 anni?

«Resta il problema della copertura sopra i 6 anni, anche tramite vaccino tradizionale. Fino ai 9 anni, infatti, sono previste due dosi a distanza di 4 settimane, sia con lo spray che tramite iniezione, quindi le dosi necessarie raddoppiano. Ma per molti genitori con figli che non rientrano nella fascia protetta dei 6 mesi-6 anni potrebbe essere un problema sia trovare il vaccino in farmacia (perché scarseggia), sia chi lo possa somministrare. Il pediatra a volte non lo fa perché non ha la garanzia sul prodotto: non è un vaccino fornitogli direttamente dalla ASL, come invece accade per le dosi riservate alle fasce protette, e non c’è la sicurezza che sia stato conservato correttamente, rispettando la catena del freddo prevista. Insomma, per i genitori potrebbe esserci qualche difficoltà».

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