Il nuovo vocabolario dello shopping

Vetrine, manichini e salottini di prova cedono il passo a tour negli e-store, capi da provare in realtà aumentata, chat con assistenti personali. No, fare compere non è più come una volta. Ma resterà un’esperienza divertente. Seguici e scoprirai perché

Hai presente i camerini? Bene. È possibile che diventino un reperto storico della moda, come le stecche di balena o i mutandoni alle ginocchia. Sì, perché se c’è una cosa che il virus ci ha insegnato è che l’e-commerce è una gran bella invenzione. Spinte dalla necessità del lockdown si sono convertite persino le meno smanettone, che hanno imparato a tracciare il pacco e ad accordarsi su orari e punti di consegna come veri corrieri. «La pandemia» spiega Eugenio Gallavotti, docente di Moda e comunicazione all’Università Iulm «ha semplicemente dato un’accelerata a un processo già in atto in tempi pre-virus: quell’irresistibile rivoluzione copernicana nella relazione tra cliente e punto vendita, che sta trasformando il pc di casa (o il cellulare che teniamo in tasca) nel camerino del negozio virtuale più rifornito e smart».

Ma vediamo qualche numero. Secondo l’ultimo Netcomm Forum Live (fiera del digital retail), i consumatori italiani online sono triplicati, passando da 700mila (dati gennaio-maggio 2019) a 2 milioni (stessa forbice temporale nel 2020). L’e-commerce ha registrato un boom durante la pandemia che, secondo gli esperti, a fine anno segnerà una crescita mondiale del +55%. Il settore della moda, all’inizio, si è trovato spiazzato: sfilate sospese (o in versione online), trasporti bloccati e negozi chiusi hanno fatto gelare il sangue agli addetti ai lavori (e alle fashioniste). Ma il tasto “shop” che compare nei menu a tendina di ogni sito si è rivelato la salvezza. «Per fare qualche esempio» continua Gallavotti «il colosso francese Kering (di cui fanno parte nomi come Gucci, Saint Laurent e Alexander McQueen) ha registrato sì una flessione di vendita nei negozi che ha raggiunto il -30%, ma ha avuto un aumento delle vendite online del 47%». Non solo: il marchio Moncler ha interrotto la collaborazione con il marketplace Yoox e ha deciso che, dall’anno prossimo, farà da sé. Segno che le potenzialità dell’e-commerce sono tutte da sfruttare senza bisogno di ricorrere a siti intermediari.

La trasformazione dei negozi

Ma come sarà lo shopping che ci aspetta? «Mi sembra che i brand più attrezzati si stiano movendo nella medesima direzione, cioè non penalizzare i loro negozi ma trasformarli in altro rispetto al passato» dice l’esperto Gallavotti. «Il punto vendita diventa un hub, magazzino e centro di smistamento dove il cliente può andare a ritirare il capo acquistato via web». Sembra questa la strada intrapresa da colossi come Zara (nonostante la chiusura di ben 1.200 dei suoi punti vendita) o Yamamay. Il gruppo Miroglio, invece, punta su una strategia omnichannel (vedi il box-dizionario) per i suoi marchi Motivi ed Elena Mirò: con il servizio Go Instore, le clienti possono collegarsi al sito e farsi consigliare dal personale addetto come se fossero in negozio.

La modalità Shopping Smart Box prevede anche l’invio a casa di una selezione di capi per prova e, eventualmente, acquisto. Molto interessante anche il servizio StyleSnap offerto da Amazon. Come spiega Tommaso Debenedetti, category lead di Amazon Italia: «Suggeriamo a chi cerca un capo di fotografarlo, inserirlo nel motore di ricerca che mettiamo a disposizione e selezionare tra un’ampia gamma di prodotti simili». Acquistare virtualmente aiuta a scegliere meglio anche in termini di sostenibilità. Spiegano a Zalando: «Online è più semplice localizzare i brand attenti all’ambiente. La prova del nove? Durante il lockdown oltre il 30% dei clienti si è indirizzato sui capi d’abbigliamento più eco-virtuosi della nostra offerta». Altra possibilità affinata dal distanziamento è fare un tour virtuale del negozio, magari in realtà aumentata. È questa la soluzione coinvolgente scelta da grandi maison come Ferragamo, Prada e Valentino. Cliccare per credere.

Il problema dei resi

I problemi nodali dello shopping online? La consegna e i resi. Per quanto riguarda la prima, molte case si stanno organizzando affinché sia non solo veloce ma anche gratuita. La novità più attesa è senz’altro la consegna con droni: rapidissima, è la nuova promessa di Amazon, che tra poco inizierà la sperimentazione in Usa per pacchi sotto i 2,3 kg. Per quanto riguarda i resi, il nostro Paese è al quarto posto in Europa: il 43% di clienti online restituisce almeno un prodotto, con abbigliamento e accessori al primo posto (con l’11%). I motivi? Nell’80% dei casi si tratta di taglie errate. In questo caso non è solo fondamentale leggere bene e verificare, metro alla mano, le misure (vedi box a pagina 96) ma anche scorrere le recensioni di chi ha acquistato prima di te e che spesso danno utili info su vestibilità e materiali.

Lo shopping su appuntamento

È la domanda che tutti oggi si pongono: se, cioè, l’impennata dello shopping online si confermerà anche in futuro o se, nei prossimi mesi, torneremo gradualmente a modalità d’acquisto più tradizionali. Secondo una recentissima indagine svolta da Ipsos Strategy3 non ci sono dubbi: il 37% degli italiani ha intenzione di acquistare online addirittura di più nei prossimi 6/12 mesi e l’aumento degli acquisti di vestiti e accessori è previsto intorno al 44%. Ma se preferisci ancora l’esperienza fisica, con camerino & Co., puoi provare la nuova app ShoppinTime: la scarichi, cerchi il tuo negozio e fissi un appuntamento per essere accolta a braccia aperte. Ma a distanza di sicurezza e senza assembramenti.

Gli accorgimenti indispensabili prima di acquistare online

La taglia degli abiti
Di solito ogni prodotto ha una tabella delle taglie che indica, in centimetri, giroseno, girovita e girofianchi (se sono in inches, pollici, trovi i convertitori sul web). Prendi le misure con un metro a nastro e conservale per futuri acquisti.

Il numero di scarpe
Se non ti fidi delle tabelle, scarica app come youSize (vale anche per gli abiti): con pochi dati e 2 foto ottieni il tuo numero, brand per brand.

La qualità dei tessuti
La “prova tatto” online non si esiste: controlla la composizione dei tessuti. Sarai sicura anche in caso di allergie.

I costi e i tempi di consegna
Oltre una certa spesa, la spedizione di solito è gratuita. Nel caso degli iscritti è sempre gratuita (Amazon Prime costa 36 euro l’anno). Ma controlla sempre le spese di spedizione (a volte sono esorbitanti) e i tempi (c’è chi consegna in due giorni, chi in... tre mesi).

La registrazione
A volte serve la registrazione, altre bastano i dati strettamente necessari (indirizzo, estremi del pagamento). Registrarsi permette di avere un’area personale, di vedere lo storico e tracciare i colli.

I recessi e i resi
Il diritto di recesso e restituzione dei prodotti dovrebbe essere sempre garantito e gratuito se il reso viene fatto entro 14 giorni dall’arrivo
del pacco, ma certi siti danno periodi più lunghi. I tempi devono sempre essere segnalati nella sezione con le condizioni di vendita: se non è specificato, la legge stabilisce di allungare i tempi a 12 mesi e 14 giorni.

Le nuove parole dello shopping online 

Cross-selling: il sistema con il quale, quando acquisti un capo, ti vengono proposti pezzi e accessori complementari, suggerendo un look totale, dalla testa ai piedi.

Live stream: in diretta con il negozio, le clienti connesse alla piattaforma chattano con le venditrici per avere, in tempo reale, consigli e dettagli sugli acquisti.

Marketplace: piattaforme di vendita che ospitano diversi produttori. tra i più cliccati. Per l’abbigliamento, in Italia, ci sono Zalando, Asos, Amazon, yoox, eBaye Alibaba

Omnichannel: strategia di vendita che utilizza canali diversi (online e in negozio) per rendere gli acquisti più semplici e piacevoli.

Realtà aumentata: permette, con lo smartphone, di misurarti, scansionare una tua foto e provare virtualmente abiti e scarpe.

Siti aggregatori: raccolgono brand diversi in base a criteri come saldi o offerte speciali. In Italia il sito aggregatore più noto è Stileo.

Showrooming: la pratica di chi va in negozio, misura la taglia del capo e poi locompra online (Tecnica detestata dai negozianti in carne e ossa!).

Webrooming: è il contrario dello showrooming. Prima si visita un negozio virtuale per studiare i prodotti, poi li si acquista in un negozio fisico.

Wishlist: se un prodotto ti piace ma non sei ancora convinta, puoi aggiungerlo alla tua wishlist, la lista dei desideri. Non lo perderai
di vista e potrai decidere se e quando comprarlo. 

(ha collaborato Elena Banfi)

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