Arriva il “braccialetto delle carezze”

20 01 2020 di Eleonora Lorusso
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Pensato per gli innamorati lontani, è un braccialetto che permette di inviare e ricevere “carezze digitali” al partner (vietato non rispondere e ricambiare!)

Telefoni, smartphone e tablet ci hanno ormai abituati a colmare le distanze: basta una chiamata per sentire la voce del proprio “lui” o della propria “lei”, mentre con una videochiamata ci si può “guardare negli occhi”. Ma come sopperire alla mancanza di contatto fisico? Ora arriva una soluzione anche per questo, o meglio è già arrivata: si tratta di braccialetti che permettono di sentire la “carezza” del partner, anche se questo è lontano, magari a centinaia di chilometri. Insomma, anche il tocco diventa digitale.

Il braccialetto delle “carezze”

Sembrano (o sono?) passati anni luce da quando gli innamorati si scrivevano lettere d’amore, poi soppiantante dalle telefonate, più o meno lunghe o struggenti (Mi pensi? Ma quanto mi pensi? Mi ami? Ma quanto mi ami?). Gli sms hanno poi polverizzato e ridotto drasticamente il tempo da trascorrere con un cellulare all’orecchio, superati a loro volta dalle videochiamate, con la possibilità non solo di parlarsi, ma anche di vedersi. Che volere di più? In realtà, se due dei cinque sensi sono stati soddisfatti, ne restano ancora altri tre. Di questi il tatto sembrava quello più difficile da replicare. Sembrava, appunto, perché qualcuno ha pensato di creare un braccialetto in grado di “accarezzare” il partner quando è lontano.

L’obiettivo dei nuovi dispositivi che stanno andando a ruba negli Usa, soprattutto tra gli adolescenti, è proprio questo: colmare la distanza, tenere in contatto le coppie distanti, con il “tatto”. I braccialetti sono infatti in grado di trasmettere un messaggio semplice: ti sto pensando, ti vorrei accarezzare, ma siccome non lo posso fare materialmente, ti mando una “vibrazione” che ti scalderà il cuore. Insomma, niente parole, già ridotte grazie ai sistemi di messaggistica in tempo reale. Qui si tratta di “sentire” sulla propria pelle ciò che vuole dirci il nostro amato lontano.

Come funziona il braccialetto delle “carezze”

I braccialetti, commercializzati in America e acquistabili anche in Italia tramite internet, vengono indossati uno ciascuno dai due innamorati. Una volta attivati, con un semplice tocco permettono di simulare una carezza, una mano che sfiora il polso del partner, grazie a una vibrazione. Non che si provi la stessa sensazione di un “caldo abbraccio” (come direbbe l’Olaf di Frozen), ma secondo gli esperti l’effetto di suggestione dato dalla vibrazione al polso è in grado di colmare almeno in parte la sensazione di lontananza e vuoto che si provano quando si è lontani da chi si ama. Lo confermano gli youtuber che ne elogiano i benefici in rete, qualcuno raccontando anche di avere messo a punto un vero e proprio linguaggio nel quale, a un certo numero di “tocchi” corrisponde un messaggio definito, come in un modernissimo codice Morse.

L’internet delle cose

«Quella del braccialetto è sicuramente una novità, almeno da noi, ma credo che questo sia il futuro. Si diffonderanno anche qui, per un semplice motivo: agli utenti piacciono, piace l’idea di poter essere connessi e in contatto con gli altri, sempre e ovunque, a dispetto delle distanze fisiche» spiega Elena Farinelli, esperta di social media. «La tecnologia permette già oggi di geolocalizzare chiunque, di sapere dove si trovano amici e familiari. Ora si fa un passo avanti ulteriore, soprattutto grazie all’Internet delle cose, che anche grazie al 5G permette di disporre di oggetti indossabili, non più solo di strumenti da portare con sé» aggiunge Farinelli.

Internet “indosso”

Si tratta della cosiddetta tecnologia wearable: orologi, occhiali, ma anche magliette e scarpe smart, “intelligenti” e in grado non solo di recepire e trasmettere informazioni da e per l’utente (come quelle sulla salute degli smartwatch, ecc.), ma di “dialogare” con altri dispositivi simili. «Già oggi esistono i fitwatch, che non solo misurano l’attività della singola persona che li porta, tramite contapassi o cardiofrequenzimetri da polso, ma possono condividere informazioni anche con altri, ad esempio all’interno di una rete di amici» spiega l’esperta di social media. «Il vero problema è che non sempre si è consapevoli dei rischi che questo tipo di tecnologia, seppure utilissima, può portare con sé, a partire dall’invasione della privacy.

Rassicurazione o ansia?

Di certo i nuovi braccialetti, che online sono venduti a circa 100 dollari alla coppia, si presentano molto simili proprio ai fitwatch: linea molto sottile, colorazione nera e piccolo schermo rettangolare. Il loro vantaggio, specie per i ragazzi, è quello di rimanere in contatto con l’altro senza dover usare lo smartphone quando questo è vietato (come a lezione a scuola). Il rovescio della medaglia è che non permetteranno più di “sfuggire”: in ogni momento e in ogni luogo si può essere raggiunti da una “carezza” o da un “tocco”, che potrebbe rivelarsi anche fonte di ansia; presuppone, infatti, che chi lo riceve risponda, magari anche in tempi rapidi. Altro che la doppia spunta blu di Wahtsapp! Insomma, il vecchio tormentone Mi pensi? Ma quanto mi pensi? è definitivamente andato in soffitta. Gli utenti sono avvertiti: in caso di mancata replica l’effetto ansia sarà assicurato.

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