Corsa e camminata, meglio in palestra o all’aperto?

12 04 2019 di Eleonora Lorusso
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Meglio il tapis roulant e l’aria condizionata, o la corsa in un parco all’aria aperta? La risposta non è scontata e nella scelta entrano in gioco non solo le preferenze personali, ma anche fattori tecnici. Ecco cosa cambia tra corsa e camminata indoor o outdoor

Con il passaggio all’ora legale le giornate si sono allungate e aumenta la voglia di trascorrere del tempo all’aria aperta, magari facendo una camminata veloce o una corsa in un parco cittadino. Tempo di dire addio, quindi, alla palestra e al tapis roulant? La risposta potrebbe sembrare scontata, eppure per molti i vantaggi dello sport indoor rimangono allettanti. Ma cosa cambia davvero? Ecco i benefici tecnici e psicologici di entrambe le possibilità.

Ossigenazione e consumo di calorie

È il primo aspetto da prendere in considerazione. La corsa è un’attività prettamente aerobica, dunque praticarla all’aria aperta comporta un maggior consumo di ossigeno e di conseguenza più lavoro muscolare e più impegno energetico. Correre, ad esempio, a 5 km/h per 5 km in un ambiente naturale pianeggiante (come potrebbe essere un parco o una pista di atletica) fa bruciare molte più calorie rispetto a farlo su un Treadmill (o tapis roulant) in palestra.

Cambia la tecnica

Anche se a prima vista il gesto atletico è identico, il movimento della corsa o della camminata su un nastro in palestra è leggermente differente rispetto a quello che si esegue in un percorso all’esterno. L’attrezzo, infatti, non permette di avere la spinta in avanti, che invece in una corsa normale outdoor viene naturale fare. Alcuni tappeti, inoltre, hanno una capacità elastica che permette di attutire l’impatto del piede, agevolando la falcata e riducendo il consumo di energie legato al recupero del piede.

«Tecnicamente viene a mancare una fase della spinta tipica della corsa e della camminata, e in qualche modo viene facilitato il recupero della gamba. Una leggera differenza c’è, anche se possono sembrare dettagli tecnici minimi. In ogni caso la corsa sul tapis roulant non va affatto demonizzata, anzi va comunque molto bene, soprattutto in inverno, quando le condizioni meteo possono essere sfavorevoli» spiega Davide Grazielli, tecnico FIDAL, runner e coach di Destination Unknown.

Salite, discese ed equilibrio

«Correre in un ambiente esterno comporta un maggior lavoro sul "core", la parte centrale del corpo e la sua muscolatura. Le superfici, infatti, non sono regolari, possono cambiare spesso e questo fa entrare in gioco in modo differente, ad esempio, i muscoli addominali, dorsali o laterali, per mantenere l’equilibrio e la stabilità. Anche la parte alta del corpo viene maggiormente impegnata, a livello delle spalle, per compensare i movimenti meno regolari della parte bassa» spiega il coach.

Insomma, l’impegno propriocettivo è maggiore. Di contro va fatta attenzione all’eventuale rischio di traumi distorsivi o infortuni, per i meno esperti, se si corre lungo un sentiero o sul percorso sterrato di un parco, rispetto alla corsa su una superficie uniforme e costante come quella del Treadmill.

La sudorazione

A cambiare è anche la sudorazione: correre o camminare all’aperto permette di far entrare in gioco un naturale sistema di “raffreddamento” del corpo, anche grazie al fatto che all’esterno c’è sempre un po’ più di aria rispetto a un ambiente chiuso. Questo permette di “rinfrescare” di più, perché generalmente l’atmosfera esterna è più fredda rispetto alla temperatura corporea.

In un ambiente chiuso, invece, la percentuale di umidità è tendenzialmente maggiore, soprattutto se la corsa si pratica non in palestra (dove comunque esistono sistemi di condizionamento efficaci), ma in casa: oltre ad avere meno ossigenazione, il livello di umidità sarà di molto maggiore. Attenzione, però, a dove si va a correre all’aperto: in estate e soprattutto in ambienti cittadini, l’asfalto fa aumentare le temperature e, in caso di ambienti inquinati, azzera i benefici dati da una maggiore ossigenazione, causando anzi una “overdose” di sostanze dannose.

Il battito cardiaco e le calorie

Alcune differenze esistono anche a livello di frequenza cardiaca. Il tapis roulant ha il grande vantaggio di far lavorare il cuore su battiti costanti, proprio grazie alla regolarità del movimento. Al contrario, in una corsa all’aperto potrebbero verificarci picchi cardiaci non ottimali per un principiante. Per questo è consigliabile iniziare con gradualità e, possibilmente, allenarsi seguendo le indicazioni di un esperto. Il Treadmill prevede anche la possibilità di tenere sotto controllo in modo costante la velocità e di controllare il consumo di calorie. Per chi preferisce la corsa outdoor, però, esistono ormai molti modelli di fitwatch, contapassi e accessori utili per avere sempre la situazione sotto controllo.

La mente

Da non dimenticare è l’aspetto psicologico: «Fare attività all’aria aperta permette di avere stimoli che al chiuso non si possono ricreare. Si può osservare il paesaggio che ci circonda, che cambia costantemente e aiuta a distrarre. Anche a livello di produzione di endorfine, gli ormoni del buon umore attivati con la corsa o la camminata outdoor, qualcosa cambia» spiega Grazielli. L’allenamento in palestra può risultare più monotono e meno motivante, ma non va dimenticato che, specie quando piove o c’è molto vento, correre o camminare all’esterno può essere proibitivo e più faticoso.

Infine, l’esercizio su un tapis roulant consente spesso di potersi osservare allo specchio, per controllare i propri movimenti, cosa che in un ambiente naturale non è possibile. Di contro, soprattutto in primavera e in estate, la corsa e la camminata esterno permettono di trascorrere più tempo al sole, facilitando la produzione di vitamina D, che è fondamentale per rinforzare le ossa.

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