La dieta chetogenica non è per tutti

13 02 2020 di Cinzia Testa
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La dieta chetogenica fa dimagrire tanto e velocemente, ma non va usata per perdere peso. È una cura per malattie come diabete, ipertensione ed emicrania. E va seguita sotto controllo medico

Negli Stati Uniti l’hanno soprannominata la Keto Diet e impazza tra le celeb. E in effetti, con la dieta chetogenica, che prevede una drastica riduzione dei carboidrati, il calo di peso è consistente e rapido: 10 kg in un paio di mesi, anziché in quattro come sarebbe con un regime standard. Allettante, insomma, tanto che sta sempre più prendendo piede anche da noi. Attenzione però a farsi tentare dall’idea di rientrare prima dell’estate negli abiti di 20 chili fa.

La chetogenica non è una banale dieta per dimagrire, tanto che a maggio scorso la Società italiana di endocrinologia sulla base degli studi clinici disponibili ha pubblicato il primo documento ufficiale. «La very low chetogenic diet, questo è il nome completo, ha indicazioni e controindicazioni e per questo va seguita sotto stretto controllo medico» spiega Simona Bertoli, docente dell’Università degli Studi di Milano e responsabile dei Centri Obesità Lombardi, IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano. «È una vera e propria terapia, come hanno provato gli studi scientifici che sono stati condotti, e viene sfruttata per il miglioramento di determinate malattie. Certo, fa perdere anche peso, nei casi di persone obese con una condizione patologica dannosa per la salute».

Seguire la dieta chetogenica non è facile, può provocare problemi di salute e i primi giorni crea una serie di disturbi. La soluzione? È farsi seguire da medici esperti

Dieta chetogenica: gli effetti benefici

Ancora una volta quindi, come è successo in passato con altre “diete” famose, chi usa questo regime alimentare nella versione fai da te rischia problemi di salute. A scorrere i diversi hashtag su Instagram dedicati alla keto ci sono solo visi soddisfatti con corpi scolpiti. Ma, parliamoci chiaro, la very low chetogenic diet non è proprio una passeggiata: riduzione drastica dei carboidrati, cioè di cereali, pasta, pane e frutta, e delle calorie. Un mix sbilanciato, questo, che va seguito senza sgarrare, altrimenti il sacrificio è inutile.

Solo con questo schema alimentare bizzarro infatti si riesce a “scombinare” l’organismo e a obbligarlo a utilizzare fonti di energia alternative agli zuccheri, cioè i grassi prodotti dal fegato: si attiva così la produzione di molecole chiamate corpi chetonici che diventano il principale “carburante” del corpo. «Questa rivoluzione è come una doccia fredda che nell’arco di pochi giorni riduce il senso della fame e riattiva il metabolismo» chiarisce l’esperta. «Si verifica anche una forte e rapida riduzione della resistenza all’insulina, una situazione legata al diabete oppure all’ipercolesterolemia o all’ipertensione, o ancora, alla sindrome dell’ovaio policistico». Ed è proprio in particolare per la capacità di ripristinare un corretto uso dell’insulina da parte del corpo che la dieta chetogenica è indicata come terapia per queste malattie, quando non migliorano nonostante i farmaci.

Non solo. Dalle ricerche sembra anche che i corpi chetonici riescano ad agire su due meccanismi tipici del cervello degli emicranici: l’iperattività cerebrale e lo stato di infiammazione che si verifica prima di una crisi. Da qui, gli studi che hanno provato l’effetto della dieta nel ridurre il numero e l’intensità degli attacchi di mal di testa resistente ai farmaci.

Dieta chetogenica: divieti e difficoltà

La dieta chetogenica non va bene per chi è a rischio di ipoglicemie e per chi soffre di insufficienza epatica oppure renale e di osteopenia, cioè di fragilità ossea. Attenzione anche a chi propone schemi prolungati nel tempo, con controlli via app oppure online. La dieta può durare al massimo 16 settimane sotto stretto controllo medico. I primi giorni sono i peggiori, con nausea, mal di testa. Ma quando iniziano a circolare i corpi chetonici aumenta l’energia, tanto da riuscire anche a fare attività fisica.

Lo schema alimentare però da solo non basta. Dal momento che l’apporto calorico è molto basso e non ci sono frutta, verdura e cereali integrali, ci vogliono prodotti specifici come barrette e cracker, ricchi di proteine e di fibre, e supplementi con vitamine e sali minerali. «Durante le settimane di dieta è fondamentale una visita alla settimana per verificare il peso, la pressione e i principali valori del sangue» sottolinea l’esperta. «E, una volta raggiunto l’obiettivo, si accompagna la persona verso un’alimentazione bilanciata che, in pratica, è la nostra mediterranea e un’attività fisica regolare. È una fase estremamente delicata che va condotta da un team multidisciplinare».

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Dieta chetogenica: la versione per chi è magro

Esiste anche una versione della chetogenica, messa a punto dai ricercatori americani della Mayo Clinic, che viene prescritta a chi ha un peso regolare. La formulazione? Molti grassi e pochi carboidrati, ma con un apporto calorico nella norma. Così stimola la produzione di corpi chetonici, esattamente come l’altra, ma non si dimagrisce. Questa versione della dieta chetogenica viene prescritta ai pazienti che soffrono di epilessia resistente ai farmaci o sono affetti da rare patologie genetiche neurometaboliche.

A dimostrarlo sono gli studi scientifici, con dati che parlano da sé: nel caso in particolare dell’epilessia, in una buona percentuale di pazienti selezionati si verifica una riduzione delle crisi fino al 90%. Questa applicazione della dieta chetogenica, però, deve essere prescritta da uno specialista neurologo e bisogna farsi seguire da un team composto da dietologo e dietista esperti in questo campo.

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