Donna mangia carne finta

Plant meat, la carne del futuro è già qui

Le nuove generazioni la amano, i flexitariani la premiano e anche i carnivori cominciano a essere curiosi. Sì, perché queste polpette e salsicce assomigliano in tutto e per tutto alle altre, anche nel gusto. Ma sono fatte con proteine vegetali. E così bye bye all’inquinamento prodotto dagli allevamenti

La plant meat è il grande trend del momento. Si trova sotto forma di hamburger, cotolette, kebab, straccetti di pollo, salsicce, polpette, ragù, spezzatini: è simile nell’aspetto (e spesso anche nel gusto) alla carne vera e interessa non solo vegetariani e vegani, ma anche i cosiddetti flexitariani che sono onnivori ma tendono a ridurre sostanzialmente le proteine animali nella propria dieta. Ma non finisce qui. Ha trovato una schiera di sostenitori anche nella Gen Z sempre più interessata ad atteggiamenti alimentari rispettosi dell’ambiente.

La finta carne

Chiamata anche plant based o semplicemente fake, la finta carne è ottenuta da proteine vegetali e il motivo per cui coinvolge così tante persone di estrazione e interessi diversi è che è green: non proviene da allevamenti, è comunque ricca di proteine e porta a una riduzione dell’impatto sull’ecosistema.

«I nostri numeri parlano da soli» racconta Marta Residori, marketing & comunications manager Italia per Planted (eatplanted.com), start up svizzera con sede a Kemptthal (Zurigo) che dal 2019 produce alternative vegetali alla carne e conta un reparto di ricerca e sviluppo molto innovativo. «Per il nostro planted chicken utilizziamo il 46% di acqua in meno ed emettiamo il 74% di CO2 in meno rispetto al petto di pollo di allevamento. Possiamo calcolare l’impatto effettivo perché siamo responsabili di tutto il ciclo della produzione, dal seme fino alla distribuzione sugli scaffali e usiamo solo ingredienti europei: quattro in tutto».

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I meat alternative disponibili sul mercato

Le proposte si moltiplicano: si possono avere prodotti già ricettati o naturali, da preparare in casa, frozen o freschi. È importante però controllare la lista degli ingredienti in etichetta. I primi meat alternative erano soprattutto a base di soia, ora si utilizzano molto le farine di pisello.

La base parte dalle proteine estratte dai legumi (farine e fibre) che vengono riadattate per avere un aspetto simile alla carne. Poi si aggiungono grassi vegetali, indispensabili per dare morbidezza, come burro di cacao, olio di colza, cocco o girasole o anche industriali (come i mono e digliceridi degli acidi grassi indicati con la sigla E471). La lista degli ingredienti può essere più o meno lunga e comprende altri tipi di farine (come proteine di riso integrale, avena, fagioli mungo).

Nelle versioni già pronte da consumare si aggiungono poi spezie, limone, aromi e spesso barbabietola: conferiscono alla plant meat colore e gusto il più simili possibile a una bistecca, un hamburger o una salsiccia. La sfida naturalmente è la riduzione degli ingredienti, senza perdere la promessa del gusto e del sapore della carne.

Il pesce vegetale

Altri due fattori importanti da considerare sono il valore calorico (in genere più elevato) e il prezzo. Ma i fake non si limitano alle alternative della carne, il nuovo mercato è il pesce con l’arrivo del tonno vegetale e dei bastoncini preparati con i fiocchi di riso.

La prossima grande scommessa sarà la cultured meat, cioè la carne in provetta, prodotta a partire dalle cellule staminali del tessuto muscolare dei bovini e nutrite in laboratorio per moltiplicarle con gli stessi mangimi utilizzati per gli animali. In poche settimane la carne sintetica è pronta e basta darle l’aspetto di quella vera.

Sarà questo il futuro della green meat? Per ora il processo è ancora in fase di studio perché lungo e costoso. E poi mancano ancora le autorizzazioni dell’organismo Ue per la sicurezza alimentare.

Le ricette

1 di 4 - Kebab turkish style

Come si fa
Procurati una confezione di planted kebab. Scalda una padella antiaderente e aggiungi 2 o 3 cucchiai di olio. Taglia sottile 1/2 cipolla, 80 g di cavolo cappuccio e rosola la carne con le verdure per 5 minuti.
Prepara la salsa alla yogurt: mescola 2 cucchiai di yogurt di soia con un filo di olio d’oliva, 1/2 cucchiaio di succo di limone, un pizzico di erba cipollina, sale e pepe.
Affetta a rondelle 3 pomodorini datterino, farcisci un pane pita (o arabo) con la plant meat kebab, due foglie di lattuga e 1 cucchiaio di salsa allo yogurt.
2 di 4 - Plant chicken asian style

Come si fa

Procurati una confezione di planted chicken. Scalda 2-3 cucchiai d’olio e rosola il planted chicken fino a quando è croccante.
Cuoci le punte di asparagi e ripassale in padella con un filo di olio. Lessa i noodles di riso come indicato nella confezione.
Mescola in una ciotola i noodles, gli asparagi saltati, un pizzico di coriandolo e di peperoncino fresco.
3 di 4 - Hamburger american style

Come si fa

Procurati una confezione di planted hamburger. Scalda in padella un paio di cucchiai di olio e rosolalo.
Riscalda un panino da hamburger sui lati interni, aggiungi 2 foglie di lattuga, 1 fetta di pomodoro e l’hamburger.
Mescola 1 cucchiaio di maionese vegana con 1 cucchiaio di salsa bbq vegana, un filo di olio e qualche goccia di succo di limone.
Aggiungi la salsa nel panino.
4 di 4 - Cacciatora senza caccia

Ingredienti per 8 persone

1 kg di planted.chicken Nature,
500 g pomodori pelati frullati, 250 g di olive nere denocciolate, 150 g di carota a cubetti, 150 g di cipolla rossa a cubetti, 150 g di sedano
a cubetti, 10 g di rosmarino tritato, olive nere essiccate e tritate, olio extravergine di oliva, sale, pepe

Rosola il sedano, la carota e la cipolla in una pentola con l’olio, aggiungi il rosmarino tritato e le olive tagliate in quarti.
Unisci i pelati frullati con un po’ d’acqua e cuoci 90 minuti.
Versa anche il planted.chicken a pezzetti e cuoci altri 30 minuti. Sala e pepa.
Servi la cacciatora in un piatto fondo e completa con un giro d’olio e le olive nere essiccate e tritate.

La ricetta è del ristorante Linfa di Milano (linfamilano.com). Per trovarne altre vai su eatplanted.com

La simil carne si trova al banco fresco del supermercato. Alcuni marchi surgelati si acquistano online anche nella versione naturale per preparare a casa, da soli, le proprie ricette preferite.

E i valori nutrizionali? Il contenuto di proteine e sale tra hamburger veg e tradizionale si equivale. Il tallone d’achille della plant meat è il contenuto di grassi che, a seconda degli ingredienti in etichetta, può arrivare al 20%
mentre nella carne è del 10-15% circa. In compenso il punto di forza della fake è l’assenza di colesterolo.

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