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Sex, Love & Goop è la docuserie che trovi su Netflix (qui sopra, una scena) lanciata da Gwyneth Paltrow. Continua a macinare visualizzazioni. Protagoniste 5 coppie che ritrovano l’intesa erotica anche grazie ai sex toys

Amore, regaliamoci un sex toy

È boom per i sex toys, sempre più glam e attenti all'ambiente, ma anche al benessere: da usare con creme, olii, probiotici e detergenti per gli organi genitali

«Io. mio marito ci siamo regalati un sex toy». Anna me lo racconta davanti al caffè in uno dei nostri momenti-solo-donne. Mi descrive con dovizia di particolari linee e colori glam e, soprattutto, il miracoloso effetto Spa, «meglio delle terme…». Sulla strada di casa mi sorprendo a riflettere: Anna non è l’amica mangiauomini, ma fa lo slalom tra 2 figli, il lavoro e una quotidianità troppo piena. È una come me, come tutte noi.

Il boom di vibratori & Co.

Ed è in buona compagnia dato che la rivista Forbes ha previsto che il settore varrà 122 miliardi nel 2024. Passo davanti alle vetrine della libreria di quartiere e le vedo pullulare di volumi intriganti, da Piacere mio di Leni (Sperling & Kupfer) a Scoprire scopare di MySecretCase (Sonzogno). Varco la porta del mio appartamento e un’insperata solitudine mi spinge verso il duo divano-telecomando: pare che tutti stiano guardando Sex, Love & Goop, la docuserie di Gwyneth Paltrow su Netflix, in cui 5 coppie riscoprono l’intesa a colpi di giochi e massaggi sexy.

Gwyneth Paltrow Netflix Sex, Love & Goop.
 
Gwyneth Paltrow e la sua docuserie Netflix Sex, Love & Goop.

Il 2022 è l’anno dei sex toys

I segnali ci sono tutti: il 2022 sarà l’anno che incoronerà davvero i sex toys. Ormai si vendono anche in profumeria, da Sephora per esempio, e sono sempre di più i giovani che ne stanno facendo un lavoro.

Come Aurelie Bellavigna e Daniele Brega, i fondatori di Yspot (yspot.co): 36 anni lei, 34 lui, un passato tra ingegneria e moda, si sono affacciati al business del piacere sessuale per insoddisfazione personale. «È la verità» ammettono ridendo. «Entrambi abbiamo provato questi prodotti con i rispettivi compagni e non ci sono piaciuti: vecchiotti e maschilisti, legati a doppio filo con la pornografia, come se il piacere riguardasse solo l’uomo e fosse un luogo losco, da nascondere. Così abbiamo deciso di pensarci noi, creando i sex toys del futuro». Ovvero eleganti, tanto da essere fotografati come opere d’arte, e attenti alla salute.

Sex toys, olii, creme, detergenti e probiotici

«Il più venduto è il succhiaclitoride Ynes, ovviamente proponiamo vibratori e gioielli per la stimolazione anale, ma abbiamo deciso di offrire anche saponi intimi e integratori contro la candida: sono fondamentali» proseguono insieme. «Da consumatori eravamo i primi a essere stufi di quei detergenti che inneggiano solo alla freschezza, come se dovessimo vergognarci del nostro odore. E abbiamo deciso di puntare su olii e probiotici che fanno stare bene. Il nostro infatti è innanzitutto un brand di benessere: vogliamo rendere il sesso parte integrante della salute, visto che diversi studiosi hanno dimostrato i suoi benefici sul corpo e sulla mente. Perciò sul fronte dei sex toys partiamo da quelli prodotti dai big del mercato, selezioniamo i migliori con controlli serrati sulla sicurezza e interveniamo completamente sul design, con linee innovative e sinuose, ma anche sul linguaggio e sui dettagli con cui li presentiamo».

I sex toys non sono pornografia

Pensiamoci, in effetti: quando si tratta di sex toys, non sono fastidiosi quegli ammiccamenti aggressivi, quasi pornografici, o le allusioni banali a petali e fiori, come se parlare di genitali fosse imbarazzante? Non sarebbe più giusto, e anche affidabile, affrontare l’argomento senza tabù legati al genere o all’orientamento sessuale? «L’inclusione è uno dei nostri valori» continuano Aurelie e Daniele. «Abbiamo prodotti adatti sia a lei che a lui, e non solo i classici toys color carne ma anche in tonalità pensate per le persone con una carnagione diversa». E i risultati danno ragione alla filosofia del brand: 300.000 euro di fatturato nel 2021, con la previsione di raddoppiare quest’anno.

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All’estero soffia lo stesso vento liberatorio. Negli Usa le vendite sono cresciute del 30% negli ultimi 12 mesi e dopo Gwyneth Paltrow anche l’attrice Dakota Johnson, protagonista della trilogia di Cinquanta sfumature, è scesa in campo, diventando la direttrice creativa di Maude, uno dei marchi più cool del momento.

Sex toys attenti alla salute e all’ambiente

E ovunque il piacere va di pari passo con la salute. Un esempio? Il ministero della Salute australiano ha lanciato una campagna sulla masturbazione, al motto di “Datti una mano” (questo lo slogan che campeggia sui manifesti), insistendo sui risvolti positivi della pratica.

Ma se il 2022 dovrà liberare dai tabù il piacere, e renderlo una questione di benessere quotidiano, bisognerà anche occuparsi della sua sostenibilità. Perché vibratori e lubrificanti non sono affatto green, come dimostrano i dati (vedi più avanti). Così, i protagonisti del settore si stanno mettendo al lavoro. L’azienda tedesca Womanizer ha creato il toy ecofriendly: è stato battezzato Premium Eco ed è fatto di biolene, una bioplastica composta al 70% di amido di mais e, quindi, biodegradabile, con tutte le parti smontabili e riciclabili. L’americana CalExotics ha puntato sullo stimolatore a energia solare, mentre gli inglesi di LoveHoney chiedono ai clienti di restituire i vecchi gadget in cambio di uno sconto.


In Australia il ministero della Salute ha lanciato una campagna per sottolineare i benefici dell’autoerotismo per la salute. secondo autorevoli ricerche, allevia i dolori mestruali, abbassa lo stress e favorisce il sonno


Sex toys con packaging riciclabile e minimo impatto ambientale

E in Italia? «Il nostro packaging è completamente riciclabile e facciamo i refill, ovvero le ricariche, per creme e detergenti» spiegano Daniele e Aurelie di Yspot. «Lo scoglio maggiore rimangono proprio i sex toys: sono di silicone medicale, il materiale migliore sul fronte della sicurezza, ma non su quello della sostenibilità. Infatti, stiamo provando soluzioni alternative, come le ceramiche e abbiamo lanciato uno stimolatore in quarzo, che ha un impatto ambientale minore».

Grace & Frankie serie tv
Da sole
Ricordi le puntate cult di Grace & Frankie, in cui le 2 amiche intepretate da Jane Fonda e Lili Tomlin lanciano un sex toy dedicato alle over 70? Puoi rivederle - e se hai perso la serie, te la consigliamo! - su Netflix, in attesa delle nuove.

Il sito che vende sex toys privi di sostanze pericolose

La strada sembra tracciata, dunque, e c’è chi ha appena deciso di percorrerla a grandi falcate. Green Vibes (greenvibes.store) è un sito di e-commerce nato negli scorsi mesi grazie all’idea di quattro giovani di casa nostra. «La parola d’ordine è sextainability, la sostenibilità sexy» racconta Chiara Maggio, una delle fondatrici. «Di solito, quando pensiamo all’impegno ambientale lo associamo al sacrificio, a qualcosa di difficile e pesante da mettere in pratica. Noi vogliamo dimostrare che non è così e lo facciamo con i prodotti più divertenti della terra. Questo, in realtà, è un mercato sommerso non solo per i tabù che ancora lo circondano, ma anche per la produzione di rifiuti. Allora abbiamo selezionato i gadget con componenti separabili (altrimenti se sono un pezzo unico, si deve buttare nell’indifferenziata), con materiali ecologici come le bioplastiche vegetali e con batterie ricaricabili. Controlliamo anche che i produttori siano attenti alle condizioni di lavoro ed evitino sostanze pericolose come gli ftalati, composti chimici che derivano dal petrolio. Per ora scegliamo aziende e prodotti già esistenti, ma l’obiettivo è produrli in prima persona. Stiamo creando il primo vibratore completamente green, che sarà realtà nel 2023».

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I kit con sex toys e libri su orgasmo e punto G

Intanto, il team di Green Vibes fa il botto con le “Love box”, dei kit in cui, insieme a succhiaclitoride e candele, ci sono libri interessanti e utili. Perché non bisogna mai smettere di parlare di masturbazione e orgasmo, punto G e tanto altro. «Sui social le donne ci chiedono consigli, vogliono essere accompagnate e desiderano saperne sempre di più» conclude Chiara. «Il vibratore non deve più essere un oggetto da nascondere nel comodino ma va esibito per dire agli altri che senza sesso non c’è salute. Usare uno stimolatore, da sola o con il partner, è il modo migliore per conoscere il proprio corpo, trarne piacere e, quindi, fiducia in se stesse. Insomma, si fa empowerment anche così!».

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Sex toys... in libreria

1 di 2 - In libreria Scoprire scopare (Sonzogno) è un volume illustrato «su come dare e ricevere piacere» ricco di storie personali e consigli di medici e psicologi. Lo ha scritto il team di MySecretCase, sito di e-commerce di sex toys fondato da Norma Rossetti che fa anche informazione su sesso e salute.
2 di 2 - Piacere mio (Sperling & Kupfer) è una guida pratica, e irriverente, all’orgasmo femminile realizzata da Leni, psicologa, sessuologa e creatrice del podcast Vengo anch’io.
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L’autoerotismo fa bene alla salute

Un futuro in cui si prescriveranno i sex toys per stare bene? Non è così lontano. A dimostrarlo sono diversi studi. Quello della Northwestern University, per esempio, sottolinea come l’autoerotismo prevenga le infezioni alle vie urinarie perché la cervice uterina riesce a liberarsi meglio del muco e dai fluidi, e allevi i dolori mestruali dato che il piacere rilassa la contrazione dell’utero. Il rilascio di endorfine, dopamina e ossitocina (i cosiddetti ormoni della felicità) abbassa i livelli di stress e favorisce il sonno. Ma non finisce qui: secondo una ricerca pubblicata sulla rivista britannica Sexual and Relationship Therapy, una masturbazione frequente rafforza il sistema immunitario alzando il livello di immunoglobulina A IgA, un gruppo di anticorpi presenti nelle secrezioni corporee, come quelle genitali.

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Sex toys: i numeri dell’impatto sull’ambiente

500 milioni i pezzi venduti ogni anno dall’industria dei sex toys
100.000 le tonnellate di rifiuti prodotti
50% i rifiuti Raee, cioè quelli elettrici ed elettronici, tra i più difficili da riciclare
330 le tonnellate di plastica prodotte
(Fonte: Lifegate)

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